domenica 16 luglio 2017

Las Navas de Tolosa : il trionfo della Santa Croce

Il 16 luglio 1212 a Las Navas de Tolosa l’esercito crociato, munito della benedizione e delle indulgenze di Innocenzo III, sotto il comando di Alfonso VIII di Castiglia, Pietro II di Aragona e Sancho VII di Navarra, trionfa dell’armata del Califfo Muhammad al-Nasir. Per commemorare questo trionfo della Croce sulla Mezzaluna fu istituita per le Diocesi di Spagna la Festa del Trionfo della Santa Croce che all'inizio si celebrò il 16 luglio. In seguito per dar maggior risalto alla Commemorazione della beata Vergine Maria del Monte Carmelo fu traslata prima al 17 e infine al 21 luglio.  

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INTROITUS

Matth. 25, 34. - Venite benedicti Patris mei, possidete paratum vobis regnum a constitutione mundi. Alleluia, alleluia   ~~  Ps. 97, 1. - Cantate Domino canticum novum, quia mirabilia fecit.  ~~  Glória  ~~  Venite benedicti Patris mei, possidete paratum vobis regnum a constitutione mundi. Alleluia, alleluia


Matth. 25, 34. - Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Alleluia, alleluia  ~~  Ps. 97, 1. - Cantate al Signore un canto nuovo: Egli ha fatto meraviglie  ~~  Gloria  ~~  Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Alleluia, alleluia



Gloria



ORATIO

Oremus

Deus, qui per Crucem tuam populo in te credenti trimphum contra inimicos concedere voluisti: quæsumus ut tua pietate adorantibus Crucem victoriam semper tribus et honorem: Qui vivis et regnas cum Deo Patre in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Preghiamo

O Dio, che per mezzo della tua Croce, hai concesso al popolo in te credente di trionfare dei nemici: ti preghiamo di concedere sempre, pietoso, vittoria ed onore a coloro che ti adorano: Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.


LECTIO

Lectio Epistolæ beati Pauli Apostoli ad Galatas

Gal 6, 14-18

Fratres: Mihi autem absit gloriari, nisi in cruce Domini nostri Iesu Christi: per quem mihi mundus crucifixus est, et ego mundo. In Christo enim Jesu neque circumcisio aliquid valet, neque præputium, sed nova creatura. Et quicumque hanc regulam secuti fuerint, pax super illos, et misericordia, et super Israël Dei. De cetero, nemo mihi molestus sit : ego enim stigmata Domini Iesu in corpore meo porto. Gratia Domini nostri Iesu Christi cum spiritu vestro, fratres. Amen


Fratelli, quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. In Gesù Cristo non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l'essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l'Israele di Dio. D'ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.


GRADUALE

Ps 117,24 et 16

Hæc est dies quam fecit Dominus; exsultemus, et lætemur in ea.

V. Dextera Domini fecit virtutem; dextera Domini exaltavit me: dextera Domini fecit virtutem.


Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso.

V. La destra del Signore ha fatto meraviglie, la destra del Signore mi ha innalzato, la destra del Signore ha fatto meraviglie.


ALLELUIA

Alleluia, alleluia

O quam gloriosum est regnum, in quo cum Christo regnantes omnes sancti, amicti stolis albis, sequuntur Agnum quoqumque ierit! Alleluia


Alleluia, alleluia

O quanto è glorioso il regno in cui tutti i Santi che regnano con Cristo, rivestiti di bianche vesti, seguono l’Agnello dovunque Egli vada! Alleluia


EVANGELIUM

Sequentia  sancti Evangelii secundum Lucam

Luc 21, 1-9

In illo tempore: Dixit Iesus discipilis suis: Cum autem audieritis prælia et seditiones, nolite terreri : oportet primum hæc fieri, sed nondum statim finis.  Tunc dicebat illis : Surget gens contra gentem, et regnum adversus regnum.  Et terræmotus magni erunt per loca, et pestilentiæ, et fames, terroresque de cælo, et signa magna erunt. Sed ante hæc omnia injicient vobis manus suas, et persequentur tradentes in synagogas et custodias, trahentes ad reges et præsides propter nomen meum : continget autem vobis in testimonium. Ponite ergo in cordibus vestris non præmeditari quemadmodum respondeatis : ego enim dabo vobis os et sapientiam, cui non poterunt resistere et contradicere omnes adversarii vestri. Trademini autem a parentibus, et fratribus, et cognatis, et amicis, et morte afficient ex vobis : et eritis odio omnibus propter nomen meum : et capillus de capite vestro non peribit.  In patientia vestra possidebitis animas vestras.


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine». Poi disse loro: «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime».



Credo



OFFERTORIUM

Ps 117, 16-17

Dextera Domini fecit virtutem; dextera Domini exaltavit me: dextera Domini fecit virtutem. Non moriar, sed vivam, et narrabo opera Domini.


La destra del Signore ha fatto meraviglie, la destra del Signore mi ha innalzato, la destra del Signore ha fatto meraviglie. Non morirò, resterò in vita e annunzierò le opere del Signore.


SECRETA

Sacrificium, Domine, quod tibi immolamus, placatus intende: ut ab omni nos eruat bellorum nequitia; et per vexillum sanctæ Crucis Filii tui, ad conterendas adversariorum insidias nos in tuæ protectionis securitate constituat. Per eundem Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Riguarda, o Signore, al sacrificio che ti immoliamo: liberaci dalla nequizia delle guerre e per mezzo delle vessillo della Santa Croce del tuo Figlio rendici capaci di distruggere le insidie dei nemici, sicuri della tua protezione. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen


COMMUNIO

Tob 12, 6

Benedicite Deum cæli, et coram omnibus viventibus confitemini ei, quia fecit vobiscum misericordiam suam.


Benedite il Dio del cielo e proclamate davanti a tutti i viventi il bene che vi ha fatto


POSTCOMMUNIO

Oremus

Exaudi nos, Deus salutaris noster: et per triumphum sanctæ Crucis a cunctis nos defende periculis. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Preghiamo

Esaudisci, Dio salvezza nostra, e difendici da ogni pericolo per il trionfo della Santa Croce. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.



sabato 15 luglio 2017

"Et erit sepulcrum ejus gloriosum" (Is. XI, 10)

Il 15 luglio, anniversario peraltro della liberazione di Gerusalemme da parte dei Crociati nel 1099, il Patriarcato Latino di Gerusalemme celebra la dedicazione della Basilica del Santo Sepolcro di nostro Signor Gesù Cristo. Di seguito riportiamo il Proprium Missae dell'odierna festività tratto dal Messale gerosolimitano.



INTROITUS

Is 11, 10. - In die illa radix Jesse, qui stat in signum populorum, ipsum gentes deprecabuntur, et erit sepulchrum ejus gloriosum.  ~~  Ps 83,1. - Quam dilecta tabernacula tua, Domine virtutum! Concupiscit, et deficit anima mea in atria Domini  ~~  Glória  ~~  In die illa radix Jesse, qui stat in signum populorum, ipsum gentes deprecabuntur, et erit sepulchrum ejus gloriosum.


Is 11, 10. - In quel giorno la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli, le genti la cercheranno con ansia, il suo sepolcro sarà glorioso.  ~~  Ps 83,1. - Quanto sono amabili le tue dimore, Signore degli eserciti! L'anima mia languisce e brama gli atri del Signore.  ~~  Gloria  ~~  In quel giorno la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli, le genti la cercheranno con ansia, il suo sepolcro sarà glorioso.




Gloria



ORATIO

Oremus

Domine Jesu Christe, qui pro nobis mortem subire, et In Sepulcro depositus, tertia die resurgere voluisti: concede famulis tuis; ut, qui Sepulcri tui memoriam recolimus, resurrectionis quoque gloriæ participes esse mereamur: Qui vivis et regnas cum Deo Patre in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen


Preghiamo
Signore Gesù Cristo, che per noi hai voluto subire la morte e, deposto nel Sepolcro, risorgere al terzo giorno: fa’ che noi tuoi servi , che facciamo memoria del tuo Sepolcro, meritiamo di essere partecipi della gloria della resurrezione: Tu che sei Dio e vivi e regni con Dio Padre in unità con lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen


LECTIO

Lectio Actuum Apostolorum

Act 13, 16 et 26-31

In diebus illis: Surgens autem Paulus, et manu silentium indicens, ait : Viri fratres, filii generis Abraham, et qui in vobis timent Deum, vobis verbum salutis hujus missum est. Qui enim habitabant Jerusalem, et principes ejus hunc ignorantes, et voces prophetarum quæ per omne sabbatum leguntur, judicantes impleverunt, et nullam causam mortis invenientes in eo, petierunt a Pilato ut interficerent eum. Cumque consummassent omnia quæ de eo scripta erant, deponentes eum de ligno, posuerunt eum in monumento. Deus vero suscitavit eum a mortuis tertia die : qui visus est per dies multos his qui simul ascenderant cum eo de Galilæa in Jerusalem : qui usque nunc sunt testes ejus ad plebem.


In quei giorni, si alzò Paolo e fatto cenno con la mano disse: «Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi è stata mandata questa parola di salvezza. Gli abitanti di Gerusalemme infatti e i loro capi non l'hanno riconosciuto e condannandolo hanno adempiuto le parole dei profeti che si leggono ogni sabato; e, pur non avendo trovato in lui nessun motivo di condanna a morte, chiesero a Pilato che fosse ucciso. Dopo aver compiuto tutto quanto era stato scritto di lui, lo deposero dalla croce e lo misero nel sepolcro.Ma Dio lo ha risuscitato dai morti ed egli è apparso per molti giorni a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, e questi ora sono i suoi testimoni davanti al popolo».


GRADUALE

Ps 98, 5

Exaltate Dominum Deum nostrum, et adorate scabellum pedum ejus, quoniam sanctum est.

Gen 28, 17

Quam metuendus est locus iste! non est hic aliud nisi domus Dei, et porta cæli.


Esaltate il Signore nostro Dio, adorate lo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.
V. Quanto è terribile questo luogo! È la casa del Signore e la porta del cielo.


ALLELUIA

Alleluia, alleluia

Ps 95, 8

Tollite hostias, et introite in atria ejus ; adorate Dominum in atrio sancto ejus. Alleluia


Alleluia, alleluia.
Portate offerte ed entrate nei suoi atrii, prostratevi al Signore nel suo sacro atrio. Alleluia


EVANGELIUM

Sequentia  sancti Evangelii secundum Lucam

Luc 24, 1-12

Una autem sabbati valde diluculo venerunt ad monumentum, portantes quæ paraverant aromata : et invenerunt lapidem revolutum a monumento. Et ingressæ non invenerunt corpus Domini Jesu. Et factum est, dum mente consternatæ essent de isto, ecce duo viri steterunt secus illas in veste fulgenti. Cum timerent autem, et declinarent vultum in terram, dixerunt ad illas : Quid quæritis viventem cum mortuis ? non est hic, sed surrexit : recordamini qualiter locutus est vobis, cum adhuc in Galilæa esset, dicens : Quia oportet Filium hominis tradi in manus hominum peccatorum, et crucifigi, et die tertia resurgere. Et recordatæ sunt verborum ejus. Et regressæ a monumento nuntiaverunt hæc omnia illis undecim, et ceteris omnibus. Erat autem Maria Magdalene, et Joanna, et Maria Jacobi, et ceteræ quæ cum eis erant, quæ dicebant ad apostolos hæc. Et visa sunt ante illos sicut deliramentum verba ista, et non crediderunt illis. Petrus autem surgens cucurrit ad monumentum : et procumbens vidit linteamina sola posita, et abiit secum mirans quod factum fuerat.


Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, dicendo che bisognava che il Figlio dell'uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno». Ed esse si ricordarono delle sue parole. E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli. Quelle parole parvero loro come un vaneggiamento e non credettero ad esse. Pietro tuttavia corse al sepolcro e chinatosi vide solo le bende. E tornò a casa pieno di stupore per l'accaduto.



Credo



OFFERTORIUM

Ps 41, 5

Transibo in locum tabernaculi admirabilis, usque ad domum Dei. Alleluia


Io passerò per il luogo dell’ammirabile Tabernacolo fino alla Casa di Dio. Alleluia


SECRETA

Deus,qui in depositionem sanctissimi Corporis Filii tui in Sepulcro, idem Sepulcrum sanctificasti: concede, quæsumus; ut, in hoc Sepulcro anima et corde habitemus. Per eundem Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


O Dio, che hai santificato il Sepolcro con l’avervi deposto il Corpo Santissimo del tuo Figlio, concedici, te ne preghiamo, di abitare in esse col cuore e coll’anima. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.


PRÆFATIO PASCHALIS

Vere dignum et justum est, æquum et salutáre: Te quidem, Dómine, omni témpore gloriósius prædicáre, cum Pascha nostrum immolátus est Christus. Ipse enim verus est Agnus, qui ábstulit peccáta mundi. Qui mortem nostram moriéndo destrúxit et vitam resurgéndo reparávit. Et ídeo cum Angelis et Archángelis, cum Thronis et Dominatiónibus cumque omni milítia cœléstis exércitus hymnum glóriæ tuæ cánimus, sine fine dicéntes


È veramente degno e giusto, conveniente e salutare: Che Te, o Signore, esaltiamo in ogni tempo, ma ancor più gloriosamente  perché nostro Agnello pasquale, si è immolato il Cristo. Egli infatti è il vero Agnello, che tolse i peccati del mondo. Che morendo distrusse la nostra morte, e risorgendo ristabilì la vita. E perciò con gli Angeli e gli Arcangeli, con i Troni e le Dominazioni, e con tutta la milizia dell’esercito celeste, cantiamo l’inno della tua gloria, dicendo senza fine


COMMUNIO

Prov. 8, 34

Beátus homo, qui audit me et qui vígilat ad fores meas cotídie. et obsérvat ad postes óstii mei. Alleluja


Beato l'uomo che mi ascolta, che veglia ogni giorno alle mie porte e custodisce la soglia della mia casa. Alleluia


POSTCOMMUNIO

Oremus

Deus, qui nos sancti Sepucri Filii tui lætari facis honore: præsta,quæsumus,; ut in eodem sepulti, mundo moriamur, et tibi soli vivamus. Per eundem Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Preghiamo.
O Dio, che ci fai allietare nella festa del Santo Sepolcro: fa’ che noi, in esso sepolti, moriamo al mondo e viviamo per te solo. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.




venerdì 14 luglio 2017

Costituzione apostolica "Quo primum tempore" di san Pio V (14 luglio 1570)

PIUS EPISCOPUS
SERVUS SERVORUM DEI
AD PERPETUAM REI MEMORIAM



I. Fin dal tempo della Nostra elevazione al sommo vertice dell'Apostolato, abbiamo rivolto l'animo, i pensieri e tutte le Nostre forze alle cose riguardanti il Culto della Chiesa, per conservarlo puro, e, a tal fine, ci siamo adoperati con tutto lo zelo possibile a preparare e, con l'aiuto di Dio, mandare ad effetto i provvedimenti opportuni. E poiché, tra gli altri Decreti del sacro Concilio di Trento, ci incombeva di eseguire quelli di curare l'edizione emendata dei Libri Santi, del Messale, del Breviario e del Catechismo, avendo già, con l'approvazione divina, pubblicato il Catechismo, destinato all'istruzione del popolo, e corretto il Breviario, perché siano rese a Dio le lodi dovutegli, ormai era assolutamente necessario che pensassimo quanto prima a ciò che restava ancora da fare in questa materia, cioè pubblicare il Messale, e in tal modo che rispondesse al Breviario: cosa opportuna e conveniente, poiché come nella Chiesa di Dio uno solo è il modo di salmodiare, così sommamente conviene che uno solo sia il rito per celebrare la Messa.

II. Per la qual cosa abbiamo giudicato di dover affidare questa difficile incombenza a uomini di eletta dottrina. E questi, infatti, dopo aver diligentemente collazionato tutti i codici raccomandabili per la loro castigatezza ed integrità - quelli vetusti della Nostra Biblioteca Vaticana e altri ricercati da ogni luogo - e avendo inoltre consultato gli scritti di antichi e provati autori, che ci hanno lasciato memorie sul sacro ordinamento dei medesimi riti, hanno infine restituito il Messale stesso nella sua antica forma secondo la norma e il rito dei santi Padri.

III. Pertanto, dopo matura considerazione, abbiamo ordinato che questo Messale, già così riveduto e corretto, venisse quanto prima stampato a Roma, e, stampato che fosse, pubblicato, affinché da una tale intrapresa e da un tale lavoro tutti ne ricavino frutto: naturalmente, perché i sacerdoti comprendano di quali preghiere, di qui innanzi, dovranno servirsi nella celebrazione della Messa, quali riti e cerimonie osservare. 

IV. Perciò, affinché tutti e dovunque adottino e osservino le tradizioni della santa Chiesa Romana, Madre e Maestra delle altre Chiese, ordiniamo che nelle chiese di tutte le Provincie dell'orbe Cristiano - nelle Patriarcali, Cattedrali, Collegiate e Parrocchiali del clero secolare, come in quelle dei Regolari di qualsiasi Ordine e Monastero, maschile e femminile, nonché in quelle degli Ordini militari, nelle private o cappelle - dove a norma di diritto o per consuetudine si celebra secondo il rito della Chiesa Romana, in avvenire e senza limiti di tempo, la Messa, sia quella Conventuale cantata presente il coro, sia quella semplicemente letta a bassa voce, non potrà essere cantata o recitata in altro modo da quello prescritto dall'ordinamento del Messale da Noi pubblicato; e ciò, anche se le summenzionate Chiese, comunque esenti, usufruissero di uno speciale indulto della Sede Apostolica, di una legittima consuetudine, di un privilegio fondato su dichiarazione giurata e confermato dall'Autorità Apostolica, e di qualsivoglia altra facoltà.

V. Non intendiamo tuttavia, in alcun modo, privare del loro ordinamento quelle tra le summenzionate Chiese che, o dal tempo della loro istituzione, approvata dalla Sede Apostolica, o in forza di una consuetudine, possono dimostrare un proprio rito ininterrottamente osservato per oltre duecento anni. Tuttavia, se anche queste Chiese preferissero far uso del Messale che abbiamo ora pubblicato, Noi permettiamo che esse possano celebrare le Messe secondo il suo ordinamento alla sola condizione che si ottenga il consenso del Vescovo o dell'Ordinario, e di tutto il Capitolo.

VI. Invece, mentre con la presente Nostra Costituzione, da valere in perpetuo, priviamo tutte le summenzionate Chiese dell'uso dei loro Messali, che ripudiamo in modo totale e assoluto, stabiliamo e comandiamo, sotto pena della Nostra indignazione, che a questo Nostro Messale, recentemente pubblicato, nulla mai possa venir aggiunto, detratto, cambiato. Dunque, ordiniamo a tutti e singoli i Patriarchi e Amministratori delle suddette Chiese, e a tutti gli ecclesiastici, rivestiti di qualsiasi dignità, grado e preminenza, non esclusi i Cardinali di Santa Romana Chiesa, facendone loro severo obbligo in virtù di santa obbedienza, che, in avvenire abbandonino del tutto e completamente rigettino tutti gli altri ordinamenti e riti, senza alcuna eccezione, contenuti negli altri Messali, per quanto antichi essi siano e finora soliti ad essere usati, e cantino e leggano la Messa secondo il rito, la forma e la norma, che Noi abbiamo prescritto nel presente Messale; e, pertanto, non abbiano l'audacia di aggiungere altre cerimonie o recitare altre preghiere che quelle contenute in questo Messale.

VII. Anzi, in virtù dell'Autorità Apostolica, Noi concediamo, a tutti i sacerdoti, a tenore della presente, l'Indulto perpetuo di poter seguire, in modo generale, in qualunque Chiesa, senza scrupolo veruno di coscienza o pericolo di incorrere in alcuna pena, giudizio o censura, questo stesso Messale, di cui dunque avranno la piena facoltà di servirsi liberamente e lecitamente: così che Prelati, Amministratori, Canonici, Cappellani e tutti gli altri Sacerdoti secolari, qualunque sia il loro grado, o i Regolari, a qualunque Ordine appartengano, non siano tenuti a celebrare la Messa in maniera differente da quella che Noi abbiamo prescritta, né, d'altra parte, possano venir costretti e spinti da alcuno a cambiare questo Messale.

VIII. Similmente decretiamo e dichiariamo che le presenti Lettere in nessun tempo potranno venir revocate o diminuite, ma sempre stabili e valide dovranno perseverare nel loro vigore. E ciò, non ostanti: precedenti costituzioni e decreti Apostolici; costituzioni e decreti, tanto generali che particolari, pubblicati in Concilii sia Provinciali che Sinodali; qualunque statuto e consuetudine in contrario, nonché l'uso delle predette Chiese, fosse pur sostenuto da prescrizione lunghissima e immemorabile, ma non superiore ai duecento anni.

IX. Inoltre, vogliamo e, con la medesima Autorità, decretiamo che, avvenuta la promulgazione della presente Costituzione, e seguita l'edizione di questo Messale, tutti siano tenuti a conformarvisi nella celebrazione della Messa cantata e letta: i Sacerdoti della Curia Romana, dopo un mese; quelli che sono di qua dei monti, dopo tre mesi; quelli che sono di là dei monti, dopo sei mesi o appena sarà loro proposto in vendita.

X. Affinché poi questo Messale sia ovunque in tutta la terra preservato incorrotto e intatto da mende ed errori, ingiungiamo a tutti gli stampatori di non osare o presumere di stamparlo, metterlo in vendita o riceverlo in deposito, senza la Nostra autorizzazione o la speciale licenza del Commissario Apostolico, che Noi nomineremo espressamente nei diversi luoghi a questo scopo: cioè, se prima detto Commissario non avrà fatta all'editore piena fede che l'esemplare, che deve servire di norma per imprimere gli altri, è stato collazionato con il Messale stampato in Roma secondo la grande edizione, e che gli è conforme e in nulla ne discorda; sotto pena, in caso contrario, della perdita dei libri e dell'ammenda di duecento ducati d'oro da devolversi  ipso facto alla Camera Apostolica, per gli editori che sono nel Nostro territorio e in quello direttamente o indirettamente soggetto a Santa Romana Chiesa: della scomunica “latæ sententiæ” e di altre pene a Nostro arbitrio, per quelli che risiedono in qualsiasi altra parte della terra.

XI. Data però la difficoltà di trasmettere le presenti Lettere nei varii luoghi dell'orbe Cristiano, e di portarle alla conoscenza di tutti il più presto possibile, Noi prescriviamo che esse vengano affisse e pubblicate come di consueto alle porte della Basilica del Principe degli Apostoli e della Cancelleria Apostolica, e in piazza di Campo dei Fiori, dichiarando che sia nel mondo intero accordata pari e indubitata fede agli esemplari delle medesime, anche stampati, purché sottoscritti per mano di pubblico notaio e muniti del sigillo di persona costituita in dignità ecclesiastica, come se queste stesse Lettere fossero mostrate ed esibite.

XII. Nessuno dunque, e in nessun modo, si permetta con temerario ardimento di violare e trasgredire questo Nostro documento: facoltà, statuto, ordinamento, mandato, precetto, concessione, indulto, dichiarazione, volontà, decreto e inibizione. Che se qualcuno avrà l'audacia di attentarvi, sappia che incorrerà nell'indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo.


Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno quattordici di luglio dell'anno millecinquecentosettanta, quinto del nostro pontificato.



Il 19 luglio successivo, la Costituzione sarà affissa, come era uso allora, alle porte della Basilica di San Pietro e della Cancelleria Apostolica e in Campo dei Fiori. 





giovedì 6 luglio 2017

Ottava dei santi Apostoli Pietro e Paolo

Nell’Ottava dei santi Pietro e Paolo la Santa Chiesa Romana tesse l’elogio dei suoi fondatori lasciando la parola a un Dottore della Chiesa Orientale, san Giovanni Crisostomo:
Quali grazie vi renderemo, o beati Apostoli, per tante fatiche che avete sostenuto per noi? Mi sovvengo di te, o Pietro, e ne rimango stupito: mi ricordo di te, o Paolo, e, fuori di me, mi struggo in lacrime. Non so che dire, non so profferir parola, contemplando le vostre sofferenze. Quante prigioni avete santificato! quante catene avete onorato! quanti tormenti sostenuto! quante maledizioni tollerate! come avete portato lontano il Cristo! come avete allietate le Chiese colla vostra predicazione! Le vostre lingue sono strumenti benedetti: le vostre membra sono state coperte di sangue per la Chiesa. Voi avete imitato Cristo in tutto: «In tutta la terra si è sparsa la vostra voce, e le vostre parole son giunte sino ai confini dell'orbe terrestre» (Ps. 18,5).
Godi, o Pietro, cui fu concesso di assaporare il legno della croce di Cristo. E a somiglianza del Maestro tu volesti essere crocifisso, ma non diritto, come Cristo Signore, sibbene colla testa verso terra, quasi per incamminarti dalla terra al cielo. Beati i chiodi che hanno trapassato membra sì sante. Tu con ogni fiducia rimettesti l'anima tua nelle mani del Signore, tu che servisti assiduamente lui, la Chiesa sua sposa, tu che, il più fedele di tutti gli Apostoli, amasti il Signore con tutto l'ardore del tuo spirito.
Godi anche tu, o beato Paolo, che avesti recisa la testa dalla spada, e le cui virtù non si possono spiegare con parole. Quale spada poté mai trapassare la santa tua gola, questo strumento, dico, del Signore, ammirato dal cielo e riverito dalla terra? Qual luogo raccolse il tuo sangue, che apparve bianco come latte sulla veste di chi ti percosse? e che addolcendo miracolosamente l'anima di quel barbaro, lo convertì alla fede insieme coi suoi compagni? Questa spada sia per me come una corona, e i chiodi di Pietro come gemme incastonate in un diadema.


INTROITUS
Eccli 44:15; 44:14.- Sapiéntiam Sanctórum narrent pópuli, et laudes eórum núntiet ecclésia: nómina autem eórum vivent in saeculum saeculi.  ~~  Ps 32:1.- Exsultáte, justi, in Dómino: rectos decet collaudátio.  ~~  Glória  ~~  Sapiéntiam Sanctórum narrent pópuli, et laudes eórum núntiet ecclésia: nómina autem eórum vivent in saeculum saeculi.

Eccli 44:15; 44:14.- Celebrino i popoli la sapienza dei Santi, e ne annunzi la lode l'assemblea; vivano i loro nomi per tutti i secoli.  ~~  Ps 32:1.- Esultate, o giusti, nel Signore, ai buoni si addice la lode.  ~~  Gloria  ~~  Celebrino i popoli la sapienza dei Santi, e ne annunzi la lode l'assemblea; vivano i loro nomi per tutti i secoli.


Gloria


ORATIO
Orémus.
Deus, cujus déxtera beátum Petrum, ambulántem in flúctibus, ne mergerétur, eréxit, et coapóstolum ejus Paulum, tértio naufragántem, de profúndo pélagi liberávit: exáudi nos propítius, et concéde; ut, ambórum méritis, æternitátis glóriam consequámur: Qui vivis et regnas cum Deo Patre, in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
O Dio, la cui destra sostenne il beato Pietro mentre camminava sui flutti perché non annegasse, e liberò dal fondo del mare il suo compagno d'apostolato, Paolo, naufrago per la terza volta: esaudiscici benigno, e concedi, che, per i meriti d'ambedue, noi conseguiamo la gloria eterna: Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Léctio libri Sapiéntiæ.
Eccli 44:10-15
Hi viri misericórdiæ sunt, quorum pietátes non defuérunt: cum sémine eórum pérmanent bona, heréditas sancta nepótes eórum, et in testaméntis stetit semen eórum: et fflii eórum propter illos usque in ætérnum manent: semen eórum et glória eórum non derelinquétur. Córpora ipsórum in pace sepúlta sunt, et nomen eórum vivit in generatiónem et generatiónem. Sapiéntiam ipsórum narrent pópuli, et laudem eórum núntiet Ecclésia.

Ma quelli furono uomini di misericordia, e le opere di loro pietà non sono andate in oblio. La loro stirpe resta posseditrice de' loro beni. I loro nipoti sono un popolo santo, e i loro posteri stettero costanti nella alleanza. E pel merito i oro durerà in perpetuo la loro discendenza; la loro stirpe, e la loro gloria non verrà meno. I loro corpi furono sepolti in pace, e il loro nome vive per tutti i secoli. La loro sapienza è celebrata da' popoli, e le loro lodi sono ripetute nelle sacre adunanze.

GRADUALE
Sap 3:1-2; 3:3
Justórum ánimæ in manu Dei sunt, et non tanget illos torméntum malítiæ.
V. Visi sunt óculis insipiéntium mori, illi autem sunt in pace.

I giusti sono nelle mani di Dio e non li toccherà il tormento della malvagità.
V. Parvero morire agli occhi degli stolti: invece essi sono nella pace.

ALLELUIA
Allelúja, allelúja
Luc 22:28-29; 22:30
Vos estis, qui permansístis mecum in tentatiónibus meis: et ego dispóno vobis regnum, ut sedeátis super thronos, judicántes duódecim tribus Israël. Allelúja.

Alleluia, alleluia.
Voi siete che siete rimaste con me nelle mie prove: ed io vi preparo un regno, affinché sediate sopra i troni a giudicare le dodici tribù di Israele. Alleluia

EVANGELIUM
Sequéntia    sancti Evangélii secúndum Matthaeum.
Matt 14:22-33
In illo témpore: Cómpulit Jesus discípulos ascéndere in navículam, et præcédere eum trans fretum, donec dimítteret turbas. Et dimíssa turba, ascéndit in montem solus oráre. Véspere autem facto, solus erat ibi. Navícula autem in médio mari jactabátur flúctibus: erat enim contrárius ventus. Quarta autem vigília noctis venit ad eos ámbulans super mare. Et vidéntes eum super mare ambulántem, turbáti sunt, dicéntes: Quia phantásma est. Et præ timóre clamavérunt. Statímque Jesus locútus est eis, dicens: Habete fidúciam: ego sum, nolíte timére. Respóndens autem Petrus, dixit: Dómine, si tu es, jube me ad te veníre super aquas. At ipse ait: Veni. Et descéndens Petrus de navícula, ambulábat super aquam, ut veníret ad Jesum. Videns vero ventum válidum, tímuit: et cum coepisset mergi, clamávit dicens: Dómine, salvum me fac. Et contínuo Jesus exténdens manum, apprehéndit eum, et ait illi: Módicæ fídei, quare dubitásti? Et cum ascendísset in navículam, cessávit ventus. Qui autem in navícula erant, venérunt et adoravérunt eum, dicéntes: Vere Fílius Dei es.

In quel tempo Gesù ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù. La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: "È un fantasma" e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: "Coraggio, sono io, non abbiate paura". Pietro gli disse: "Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque". Ed egli disse: "Vieni!". Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami!". E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?". Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: "Tu sei veramente il Figlio di Dio !".


Credo


OFFERTORIUM
Ps 149:5-6
Exsultábunt Sancti in glória, lætabúntur in cubílibus suis: exaltatiónes Dei in fáucibus eórum.

I santi esulteranno nella gloria; gioiranno nei loro giacigli. Le lodi di Dio saranno sulla lor bocca.

SECRETA
Offérimus tibi, Dómine, preces et múnera: quæ ut tuo sint digna conspéctu, Apostolórum tuórum Petri et Pauli précibus adjuvémur. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Ti offriamo, o Signore, preghiere e doni: possiamo essere aiutati dalle preghiere dei tuoi Apostoli Pietro e Paolo perché essi siano degni al tuo cospetto. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRÆFATIO DE APOSTOLIS
Vere dignum et justum est, æquum et salutáre: Te, Dómine, supplíciter exoráre, ut gregem tuum, Pastor ætérne, non déseras: sed per beátos Apóstolos tuos contínua protectióne custódias. Ut iísdem rectóribus gubernétur, quos óperis tui vicários eídem contulísti præésse pastóres. Et ídeo cum Angelis et Archángelis, cum Thronis et Dominatiónibus cumque omni milítia coeléstis exércitus hymnum glóriæ tuæ cánimus, sine fine dicéntes

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza innalzare a te, Signore, la nostra preghiera. Ti supplichiamo, Pastore eterno: non abbandonare il tuo gregge, ma per mezzo dei tuoi Santi Apostoli custodiscilo e proteggilo sempre. Continui ad essere governato da quelli che tu stesso hai eletto vicari dell'opera tua, e hai costituito pastori. E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine dei Cori celesti, cantiamo con voce incessante l'inno della tua gloria

COMMUNIO
Sap 3:1; 3:2; 3:3
Justórum ánimæ in manu Dei sunt, et non tanget illos torméntum malítiæ: visi sunt óculis insipiéntium mori: illi autem sunt in pace.

I giusti sono nelle mani di Dio e non li toccherà il tormento della malvagità. Parvero morire agli occhi degli stolti: invece essi sono nella pace.

POSTCOMMUNIO
Orémus.
Prótege, Dómine, pópulum tuum: et Apostolórum tuórum Petri et Pauli patrocínio confidéntem, perpétua defensióne consérva. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.

Proteggi, o Signore, il tuo popolo e conservalo con una perenne difesa, il quale confida nelle protezione dei tuoi Apostoli Pietro e Paolo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Tutti i Santi dei Tre Ordini di San Francesco

Dal Martirologio Serafico : « Festa di tutti i Santi dei Tre Ordini del nostro Padre san Francesco, che oggi viene solennemente celebrata i...