martedì 8 maggio 2018

Supplica alla Regina del Rosario di Pompei

SUPPLICA
ALLA REGINA DEL SANTISSIMO ROSARIO DI POMPEI
DA RECITARSI NELL’ORA DI MEZZODÌ
AGLI 8 DI MAGGIO
E NELLA PRIMA DOMENICA DI OTTOBRE.



 In nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo. 
Così sia.


I. - O Augusta Regina delle vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli vostri, che la bontà vostra ha prescelti in questo secolo ad innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai vostri piedi, in questo giorno solennissimo della festa dei novelli vostri trionfi sulla terra degl'idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli vi esponiamo le nostre miserie. Deh! da quel trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, su tutta la Chiesa; e vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la vita. Vedete, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo ne circondano: quante calamità e afflizioni ne costringono! O Madre, trattenete il braccio della giustizia del vostro Figliuolo sdegnato e vincete colla clemenza il cuore dei peccatori: sono pur nostri fratelli e figli vostri, che costarono sangue al dolce Gesù, e trafitture di coltello al vostro sensibilissimo Cuore. Oggi mostratevi a tutti, qual siete, Regina di pace e di perdono.

Salve Regina.


II. - È vero, è vero che noi per primi, benché vostri figliuoli, coi peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù, e trafiggiamo novellamente il vostro Cuore. Sì, lo confessiamo, siamo meritevoli dei più aspri flagelli. Ma Voi ricordatevi che sulla vetta del Golgota raccoglieste le ultime stille di quel sangue divino e l'ultimo testamento del Redentore moribondo. E quel testamento di un Dio, suggellato col sangue di un Uomo-Dio, vi dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Voi, dunque, come nostra Madre, siete la nostra Avvocata, la nostra Speranza. E noi gementi stendiamo a Voi le mani supplichevoli, gridando: Misericordia! Pietà vi prenda, o Madre buona, pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici, e di tanti che si dicono cristiani, e pur dilacerano il Cuore amabile del vostro Figliuolo. Pietà, deh! pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l'Europa, per tutto il mondo, che torni pentito al cuor vostro. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia.

Salve Regina.


III. - Che vi costa, o Maria, l'esaudirci? Che vi costa il salvarci? Non ha Gesù riposto nelle vostre mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie? Voi sedete coronata Regina alla destra del vostro Figliuolo, circondata di gloria immortale su tutti i cori degli Angeli. Voi distendete il vostro dominio per quanto son distesi i cieli, e a Voi la terra e le creature tutte che in essa abitano sono soggette. Il vostro dominio si estende fino all'inferno, e Voi sola ci strappate dalle mani di Satana, o Maria. Voi siete l'Onnipotente per grazia. Voi dunque potete salvarci. Che se dite di non volerci aiutare, perché figli ingrati ed immeritevoli della vostra protezione, diteci almeno a chi altri mai dobbiamo ricorrere per essere liberati da tanti flagelli. Ah, no! Il vostro Cuore di Madre non patirà di veder noi, vostri figli, perduti. Il Bambino che noi vediamo sulle vostre ginocchia, e la mistica corona che miriamo nella vostra mano, c'ispirano fiducia che noi saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in Voi, ci gettiamo ai vostri piedi, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, ed oggi stesso, sì, oggi da Voi aspettiamo le sospirate grazie.

Salve Regina.


Chiediamo la benedizione a Maria.


Un'ultima grazia noi ora vi chiediamo, o Regina, che non potete negarci in questo giorno solennissimo. Concedete a tutti noi l'amore vostro costante, e in modo speciale la vostra materna benedizione. No, non ci leveremo dai vostri piedi, non ci staccheremo dalle vostre ginocchia, finché non ci avrete benedetti. Benedite, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Ai prischi allori della vostra Corona, agli antichi trionfi del vostro Rosario, onde siete chiamata Regina delle vittorie, deh! aggiungete ancor questo, o Madre: concedete il trionfo alla Religione e la pace alla umana società. Benedite il nostro Vescovo, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l'onore del vostro Santuario. Benedite infine tutti gli Associati al vostro novello Tempio di Pompei, e quanti coltivano e promuovono la divozione al vostro Santo Rosario. O Rosario benedetto di Maria; Catena dolce che ci rannodi a Dio; Vincolo di amore che ci unisci agli Angeli; Torre di salvezza negli assalti d'inferno; Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell'ora di agonia; a te l'ultimo bacio della vita che si spegne. E l'ultimo accento delle smorte labbra sarà il nome vostro soave, Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o unico Rifugio dei peccatori, o sovrana Consolatrice dei mesti. Siate ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Così sia.

Ave Maria


INDULGENZE


Questa Supplica, approvata dalla Sacra Congregazione dei Riti, è stata arricchita dal Sommo Pontefice Leone XIII d’Indulgenze di sette anni e sette quarantene per chi con cuore almeno pentito e devoto la recita l’otto maggio e la prima domenica d’ottobre (Rescritto, 17 giugno 1887). Il S. P. Pio X ha confermate in perpetuo tali indulgenze e le ha rese applicabili alle Anime del Purgatorio (Rescritto, 28 Novembre 1903)


giovedì 3 maggio 2018

Invéntio sacrosánctæ Crucis Domínicæ

Il 3 maggio la Chiesa Romana ricorda il Ritrovamento della Santa Croce del Signore al tempo dell'Imperatore Costantino (14 settembre 320). In realtà in origine questa ricorrenza celebrava il recupero della Vera Croce caduta in mano ai Persiani da parte dell'imperatore Eraclio nel 692, ma i Latini invertirono la memoria di questi due avvenimenti. Il ritrovamento della Croce da parte di sant'Elena era l'originario accadimento alla base della festa del 14 settembre - Exaltatio sanctae Crucis - quando il legno su cui fu confitto il Redentore fu da san Macario, allora vescovo di Gerusalemme, fu mostrato al popolo cristiano, ostensione che si ripeteva annualmente. Il Breviario Romano ci ricorda il modo in cui fu riconosciuta, fra le tre ritrovate sul Calvario, la vera Croce: "Macario, vescovo di Gerusalemme, dopo aver innalzato preghiere a Dio, accostò successivamente le tre croci ad una donna gravemente inferma; mentre due non le arrecarono alcun soccorso, avvicinata la terza Croce fu subito guarita".  


La perinsigne Reliquia fu divisa in due: una parte restò a Gerusalemme e l'altra fu portata da sant'Elena a Roma, presso il Palazzo Sessoriano (attuale Basilica di santa Croce in Gerusalemme), assieme alla croce del buon ladrone, e al Titolus Crucis.


Ostensione della Reliquia della Vera Croce dopo la Messa dei Presantificati, il Venerdì Santo, a Roma fuori della Basilica di santa Croce in Gerusalemme

PROPRIUM MISSAE
Duplex II classis - Paramentis rubeis


INTROITUS
Gal 6:14.- Nos autem gloriári opórtet in Cruce Dómini nostri Jesu Christi: in quo est salus, vita et resurréctio nostra: per quem salváti et liberáti sumus, allelúja, allelúja.  ~~  Ps 66:2.Deus misereátur nostri, et benedícat nobis: illúminet vultum suum super nos, et misereátur nostri.  ~~  Glória  ~~  Nos autem gloriári opórtet in Cruce Dómini nostri Jesu Christi: in quo est salus, vita et resurréctio nostra: per quem salváti et liberáti sumus, allelúja, allelúja.


Gal 6:14.- Di null'altro mai ci glorieremo se non della Croce del Signor nostro Gesù Cristo: Egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione. Per mezzo di Lui siamo stati salvati e liberati, alleluia, alleluia. ~~  Ps 66:2.ci usi pietà e ci benedica, faccia splendere il suo Volto su di noi ed usi pietà verso di noi.  ~~  Gloria   ~~  Di null'altro mai ci glorieremo se non della Croce del Signor nostro Gesù Cristo: Egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione. Per mezzo di Lui siamo stati salvati e liberati, alleluia, alleluia.




Gloria



ORATIO

Orémus.

Deus, qui in præclára salutíferæ Crucis Inventióne passiónis tuæ mirácula suscitásti: concéde; ut, vitális ligni prétio, ætérnæ vitæ suffrágia consequámur: Qui vivis et regnas cum Deo Patre, in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Preghiamo.
Dio, che nel celebre Ritrovamento della Croce portatrice di salvezza hai fatto scaturire miracoli: concedici che, con il prezzo del legno vitale, raggiungiamo i suffragi della vita eterna:  Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.


LECTIO

Léctio Epístolæ beáti Pauli Apóstoli ad Philippenses.

Phil 2:5-11

Fratres: Hoc enim sentíte in vobis, quod et in Christo Jesu: qui, cum in forma Dei esset, non rápinam arbitrátus est esse se æquálem Deo: sed semetípsum exinanívit formam servi accípiens, in similitudinem hóminum factus, et habitu inventus ut homo. Humiliávit semetípsum, factus obediens usque ad mortem, mortem autem crucis. Propter quod et Deus exaltávit illum: et dojiávit illi nomen, quod est super omne nomen: hic genuflectitur ut in nomine Jesu omne genu flectátur coeléstium, terréstrium et infernórum: et omnis lingua confiteátur, quia Dóminus Jesus Christus in glória est Dei Patris.


Fratelli, abbiate in voi i sentimenti che furono in Gesù Cristo. Egli, pur essendo di natura divina, non considerò come geloso privilegio il suo essere alla pari con Dio: ma annientò se stesso, assumendo una natura di schiavo. facendosi simile agli uomini. E, riconosciuto al suo aspetto come uomo, umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla morte, e alla morte di croce. Per questo Dio lo ha esaltato e gli ha dato il Nome che è al di sopra di ogni nome: perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi, in cielo, sulla terra e negli inferi; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è Signore, a gloria di Dio Padre.


ALLELUIA

Allelúja, allelúja

Ps 95:10

Dícite in géntibus, quia Dóminus regnávit a ligno. Allelúja.

V. Dulce lignum, dulces clavos, dúlcia ferens póndera: quæ sola fuísti digna sustinére Regem coelórum et Dóminum. Allelúja.


Alleluia, alleluia
Dite a tutte le genti che il Signore regnò dalla Croce.
Alleluia.
O dolce legno, amati chiodi, che sostenete l’amato peso: tu che sola fosti degna di sostenere il re dei cieli, il Signore. Alleluia.



EVANGELIUM

Sequéntia    sancti Evangélii secúndum Joánnem.

Joannes 3:1-15

In illo témpore: Erat homo ex pharisaeis, Nicodémus nómine, princeps Judæórum. Hic venit ad Jesum nocte et dixit ei: Rabbi, scimus, quia a Deo venísti magíster; nemo enim potest hæc signa fácere, quæ tu facis, nisi fúerit Deus cum eo. Respóndit Jesus et dixit ei: Amen, amen, dico tibi, nisi quis renátus fúerit denuo, non potest vidére regnum Dei. Dicit ad eum Nicodémus: Quómodo potest homo nasci, cum sit senex? numquid potest in ventrem matris suæ iteráto introíre et renásci? Respóndit Jesus: Amen, amen, dico tibi, nisi quis renátus fúerit ex aqua et Spíritu Sancto, non potest introíre in regnum Dei. Quod natum est ex carne, caro est: et quod natum est ex spíritu, spíritus est. Non miréris, quia dixi tibi: opórtet vos nasci dénuo. Spíritus, ubi vult, spirat, et vocem ejus audis, sed nescis, unde véniat aut quo vadat: sic est omnis, qui natus est ex spíritu. Respondit Nicodémus et dixit ei: Quómodo possunt hæc fíeri? Respóndit Jesus et dixit ei: Tu es magíster in Israël, et hæc ignóras? Amen, amen, dico tibi, quia, quod scimus, lóquimur, et. quod vídimus, testámur, et testimónium nostrum non accípitis. Si terréna dixi vobis et non creditis: quómodo, si díxero vobis coeléstia, credétis? Et nemo ascéndit in coelum, nisi qui descéndit de coelo, Fílius hóminis, qui est in coelo. Et sicut Moyses exaltávit serpéntem in desérto: ita exaltári opórtet Fílium hóminis, ut omnis, qui credit in ipsum, non péreat, sed hábeat vitam ætérnam.


Tra i farisei c’era un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. Egli venne di notte a trovare Gesù e gli disse: «Maestro, noi sappiamo che sei venuto da parte di Dio, come un dottore, poiché nessuno può fare i miracoli che tu fai, se Dio non è con lui». Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non nasce di nuovo, non può vedere il regno di Dio». Nicodemo gli domandò: «Come mai un uomo può nascere, quando è già vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel seno di sua madre e nascere di nuovo?» Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non rinasce dall’acqua e dallo Spirito Santo, non può entrare nel regno di Dio. Ciò che è generato dalla carne è carne, e ciò che nasce dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se io ti ho detto: “Bisogna che voi nasciate di nuovo”. Il vento soffia dove vuole e tu ne odi la voce, ma non sai donde venga né dove vada: così capita a ogni cosa nata dallo Spirito». Nicodemo gli domandò: «Com’è possibile che questo avvenga?» Gesù gli rispose: «Tu sei maestro in Israele e non lo sai? In verità, in verità vi dico: Noi parliamo di quesl che sappiamo e attestiamo quel che abbiamo visto; e voi non accettate la nostra testimonianza. Se non credete quando vi parlo delle cose terrene, come potete credere quando verrò a parlarevi delle celesti? Nessuno è salito a cielo, all’infuori di Colui che è disceso dal cielo, il Figliuol dell’uomo che è in cielo. Come Mosè ha innalzato il serpente nel deserto, così è necessario che il Figliuol dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna».



Credo



OFFERTORIUM

Ps 117:16; 117:17

Déxtera Dómini fecit virtútem, déxtera Dómini exaltávit me: non móriar, sed vivam et narrábo ópera Dómini, allelúja.


La destra del Signore ha manifestato la sua potenza; la destra del Signore mi ha esaltato: io non posso morire, perché vivo per narrare le azioni del Signore, alleluia.



SECRETA

Sacrifícium, Dómine, quod tibi immolámus, placátus inténde: ut ab omni nos éruat bellórum nequítia, et per vexíllum sanctæ Crucis Fílii tui, ad conteréndas potestátis advérsæ insídias, nos in tuæ protectiónis securitáte constítuat. Per eundem Dominum nostrum Jesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Rivolgiti placato, o Signore, al sacrificio che ti immoliamo: affinché ci sottragga da ogni ingiustizia delle guerre, e per il vessillo della santa Croce del tuo Figlio, ci rafforzi nella sicurezza della tua protezione per debellare le insidie della potenza nemica. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.


PRÆFATIO DE SANCTA CRUCE

Vere dignum et justum est, æquum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere: Dómine sancte, Pater omnípotens, ætérne Deus: Qui salútem humáni géneris in ligno Crucis constituísti: ut, unde mors oriebátur, inde vita resúrgeret: et, qui in ligno vincébat, in ligno quoque vincerétur: per Christum, Dóminum nostrum. Per quem majestátem tuam laudant Angeli, adórant Dominatiónes, tremunt Potestátes. Coeli coelorúmque Virtútes ac beáta Séraphim sócia exsultatióne concélebrant. Cum quibus et nostras voces ut admítti júbeas, deprecámur, súpplici confessióne dicéntes


È veramente degno e giusto, conveniente e salutare, che noi, sempre e in ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Eterno Iddio: Che hai procurato la salvezza del genere umano col legno della Croce: così che da dove venne la morte, di là risorgesse la vita, e chi col legno vinse, dal legno fosse vinto: per Cristo nostro Signore. Per mezzo di Lui la tua maestà lodano gli Angeli, adorano le Dominazioni e tremebonde le Potestà. I Cieli, le Virtù celesti e i beati Serafini la celebrano con unanime esultanza. Ti preghiamo di ammettere con le loro voci anche le nostre, mentre supplici confessiamo dicendo




COMMUNIO

Per signum Crucis de inimícis nostris líbera nos, Deus noster, allelúja.


Con il segno della tua croce, liberaci, Dio, dai nostri nemici, alleluia.



POSTCOMMUNIO

Orémus.

Repléti alimónia coelésti et spiritáli poculo recreáti, quaesumus, omnípotens Deus: ut ab hoste malígno deféndas, quos per lignum sanctæ Crucis Fílii tui, arma justítiæ pro salúte mundi, triumpháre jussísti. Per eundem Dominum nostrum Jesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Preghiamo.
Rifocillati con l’alimento celeste e rafforzati con la bevanda spirituale, ti preghiamo, o Dio onnipotente, affinché tu difenda dal nemico maligno noi che hai ordinato di trionfare tramite il legno della santa Croce del tuo Figlio, arma di giustizia per la salvezza del mondo. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.





martedì 1 maggio 2018

Ss. Philippi et Jacobi Apostolorum

Prima che Pio XII tra il 1955 e il 1956 istituisse la festa di san Giuseppe Artigiano, Patrono dei lavoratori, la Chiesa Romana consacrava il 1° maggio alla festa dei santi Apostoli Filippo e Giacomo Minore (in origine il Maggiore).


L'Apostolo Filippo, di Betsaida, fu uno tra i primi chiamati da Cristo Signore e con lui ebbe notevole famigliarità, cosa che si può ricavare dal fatto che a lui si rivolsero quei Greci che volevano vedere il Salvatore (Cfr. Joann. XII, 20 ss.). Dopo la Pentecoste predicò il Vangelo nella Scizia. Morì martire, crocefisso e lapidato, a Gerapoli di Frigia, dove ancora oggi se ne può visitare la tomba.


L'Apostolo Giacomo il Minore, cugino del Signore, detto il Giusto per la santità di vita, fu eletto dopo la Pentecoste primo Vescovo di Gerusalemme. Nell'anno 62, durante la vacanza del potere romano, il sommo sacerdote Anano ne decretò arbitrariamente la condanna a morte: fu precipitato dal pinnacolo del tempio e, una volta a terra, finito a bastonate. Egli è l'autore di una delle Lettere Cattoliche, quella detta appunto di Giacomo.


Le loro reliquie si trovano nella basilica romana dei XII Apostoli, eretta da san Giulio I e consacrata da Giovanni III, la cui dedicazione ricorre proprio il 1° maggio.




PROPRIUM MISSAE
Duplex II classis



INTROITUS
Neh 9:27.Clamavérunt ad te, Dómine, in témpore afflictiónis suæ, et tu de coelo exaudísti eos, allelúja, allelúja ~~ Ps 32:1.- Exsultáte, justi, in Dómino: rectos decet collaudátio. ~~ Glória ~~ Clamavérunt ad te, Dómine, in témpore afflictiónis suæ, et tu de coelo exaudísti eos, allelúja, allelúja


Neh 9:27.- O Signore, Te invocarono nel tempo della loro afflizione; e Tu dal cielo li esaudisti, alleluia, alleluia. ~~ Ps 32:1.- Esultate, o giusti, nel Signore, ai buoni si addice la lode. ~~ Gloria ~~ O Signore, Te invocarono nel tempo della loro afflizione; e Tu dal cielo li esaudisti, alleluia, alleluia.




Gloria



ORATIO

Orémus.

Deus, qui nos ánnua Apostolórum tuórum Philíppi et Jacóbi sollemnitáte lætíficas: præsta, quaesumus: ut, quorum gaudémus méritis, instruámur exémplis. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Preghiamo.
O Dio, che ci dai la gioia di celebrare ogni anno la festa dei tuoi apostoli Filippo e Giacomo: concedi a noi, che godiamo dei loro meriti, di modellarci sui loro esempi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.


LECTIO

Léctio libri Sapiéntiæ.

Sap 5:1-5.

Stabunt justi in magna constántia advérsus eos, qui se angustiavérunt et qui abstulérunt labóres eórum. Vidéntes turbabúntur timore horríbili, et mirabúntur in subitatióne insperátæ salútis, dicéntes intra se, poeniténtiam agéntes, et præ angústia spíritus geméntes: Hi sunt, quos habúimus aliquándo in derísum et in similitúdinem impropérii. Nos insensáti vitam illórum æstimabámus insániam, et finem illórum sine honóre: ecce, quómodo computáti sunt inter fílios Dei, et inter Sanctos sors illórum est.


I giusti terranno alta la testa dinanzi a coloro che li oppressero e rapirono le loro fatiche. E questi a tal vista saranno agitati da orribile spavento e resteranno sorpresi di così inaspettata e repentina salvezza. E diranno tra sé, tocchi da pentimento, e singhiozzando per affanno di spirito: «Ecco quelli che una volta erano l'oggetto delle nostre derisioni, e a motteggio di vituperio! Noi, insensati, stimavamo la loro vita una pazzia e senza onore la loro fine; ecco essi sono ora annoverati tra i figli di Dio ed hanno il loro posto fra i santi».


ALLELUIA

Allelúja, allelúja

Ps 88:6

Confitebúntur coeli mirabília tua, Dómine: etenim veritátem tuam in ecclésia sanctórum. Allelúja

Ps 14:9

Tanto témpore vobíscum sum, et non cognovístis me? Philíppe, qui videt me, videt et Patrem meum. Allelúja.


Alleluia, alleluia
I cieli cantano le tue meraviglie, o Signore, e la tua fedeltà nell'assemblea dei santi. Alleluia
Da tanto tempo sono con voi, e non mi avete conosciuto? Filippo, chi vede me, vede anche il Padre mio. Alleluia.


EVANGELIUM

Sequéntia  sancti Evangélii secúndum Joánnem.

Joannes 14:1-13

In illo témpore: Dixit Jesus discípulis suis: Non turbátur cor vestrum. Creditis in Deum, et in me crédite. In domo Patris mei mansiónes multæ sunt. Si quo minus, dixíssem vobis: Quia vado paráre vobis locum. Et si abíero et præparávero vobis locum: íterum vénio et accípiam vos ad meípsum, ut, ubi sum ego, et vos sitis. Et quo ego vado, scitis, et viam scitis. Dicit ei Thomas: Dómine, nescímus, quo vadis: et quómodo póssumus viam scire? Dicit ei Jesus: Ego sum via et véritas et vita; nemo venit ad Patrem nisi per me. Si cognovissétis me, et Patrem meum útique cognovissétis: et ámodo cognoscátis eum, et vidístis eum. Dicit ei Philíppus: Dómine, osténde nobis Patrem, et sufficit nobis. Dicit ei Jesus: Tanto témpore vobíscum sum, et non cognovístis me? Philíppe, qui videt me, videt et Patrem. Quómodo tu dicis: Osténde nobis Patrem? Non créditis, quia ego in Patre, et Pater in me est? Verba, quæ ego loquor vobis, a meípso non loquor. Pater autem in me manens, ipse facit ópera. Non créditis, quia ego in Patre, et Pater in me est? Alióquin propter ópera ipsa crédite. Amen, amen, dico vobis, qui credit in me, ópera, quæ ego facio, et ipse fáciet, et maióra horum fáciet: quia ego ad Patrem vado. Et quodcúmque petiéritis Patrem in nómine meo, hoc fáciam.


In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Non si turbi il vostro cuore. Credete in Dio ed anche in me. Nella casa di mio Padre ci son molte dimore. Se così non fosse ve l'avrei detto; infatti io vado a preparare un posto per voi. E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, verrò di nuovo a prendervi con me, affinché dove sono io siate anche voi! E del luogo, ove io vado, voi ben conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai, e come possiamo saperne la strada?». Gesù rispose: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno può andare al Padre se non per me. Se aveste conosciuto me, conoscereste pure il Padre; ma d'ora in poi lo conoscete e lo vedete». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». E Gesù a lui: «Da tanto tempo sono con voi, e ancora non mi conosci, o Filippo? Chi vede me vede anche il Padre. Come puoi dire dunque "Mostraci il Padre?". Non credete dunque che io sono nel Padre e il Padre in me? Le parole che vi dico non le dico da me: ma il Padre che è in me, è lui che agisce. Credete in me: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro credetelo per le stesse opere. In verità , in verità vi dico: Chi crede in me compirà anche lui le opere che io faccio e ne farà di maggiori, perché io vado al Padre. E qualunque cosa domanderete al Padre in nome mio, la farò».



Credo



OFFERTORIUM

Ps 88:6

Confitebúntur coeli mirabília tua, Dómine: et veritátem tuam in ecclésia sanctórum, allelúja, allelúja.


I cieli cantano le tue meraviglie, O Signore, e la tua fedeltà nella assemblea dei santi, alleluia, alleluia.


SECRETA

Múnera, Dómine, quæ pro Apostolórum tuórum Philippi et Jacóbi sollemnitáte deférimus, propítius súscipe: et mala ómnia, quæ meréraur avérte. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Accetta benigno, o Signore, l'offerta che ti presentiamo nella festa dei tuoi santi apostoli Filippo e Giacomo, e allontana tutti i mali che ci meritiamo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.


COMMUNIO

Joannes 14:9; 14:10

Tanto témpore vobíscum sum, et non cognovístis me? Philíppe, qui videt me, videt et Patrem meum, allelúia: non credis, quia ego in Patre, et Pater in me est? Allelúja, allelúja.


Da tanto tempo sono con voi, e non mi avete conosciuto? Filippo, chi vede me, vede anche il Padre mio, alleluia: non credi che io sono nel Padre, e il Padre è in me? Alleluia, alleluia.


POSTCOMMUNIO

Orémus.

Quaesumus, Dómine, salutáribus repléti mystériis: ut, quorum sollémnia celebrámus, eórum oratiónibus adiuvémur. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Preghiamo.
Nutriti dal mistero di salvezza ti supplichiamo, Signore; ci aiutino le preghiere dei santi apostoli di cui celebriamo la festa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.




Vigilia della solenne Commemorazione della B.V.M. del Monte Carmelo

  INTROITUS Ger 2, 7.- Induxi vos in terram Carmeli, ut comederitis fructum eius, et optima illius. ~~ Ps  132, 1.- Ecce quam bonum, et iucu...