giovedì 3 ottobre 2019

In Vigilia Seraphici Sancti Patris nostri Francisci.

«Avvicinandosi il momento del suo transito, fece chiamare intorno a sé tutti i frati del luogo e, consolandoli della sua morte con espressioni carezzevoli li esortò con paterno affetto all’amore di Dio. Si diffuse a parlare sulla necessità di conservare la pazienza, la povertà, la fedeltà alla santa Chiesa Romana, ma ponendo sopra tutte le altre norme il santo Vangelo. Mentre tutti i frati stavano intorno a lui, stese sopra di loro le mani, intrecciando le braccia in forma di croce (giacché aveva sempre amato questo segno) e benedisse tutti i frati, presenti e assenti, nella potenza e nel nome del Crocifisso. Inoltre aggiunse ancora: “State saldi, o figli tutti, nel timore del Signore e perseverate sempre in esso! E, poiché sta per venire la tentazione e la tribolazione, beati coloro che persevereranno nel cammino iniziato! Quanto a me, mi affretto verso Dio e vi affido tutti alla Sua grazia!”. Terminata questa dolce ammonizione, l’uomo a Dio carissimo comandò che gli portassero il libro dei Vangeli e chiese che gli leggessero il passo di Giovanni, che incomincia: “Prima della festa di Pasqua...” (Gv 13, 1). Egli, poi, come poté, proruppe nell’esclamazione del salmo: “Con la mia voce al Signore io grido, con la mia voce il Signore io supplico” e lo recitò fin al versetto finale: “Mi attendono i giusti, per il momento in cui mi darai la ricompensa” (cfr. Sal 141, 1-8). Quando, infine, si furono compiuti in lui tutti i misteri, quell’anima santissima, sciolta dal corpo, fu sommersa nell’abisso della chiarità divina e l’uomo beato s’addormentò nel Signore (cfr. At 7, 60)» (S. Bonaventura, FF 1241 - 1242 - 1243).

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INTROITUS
Ps 141, 8.- Educ de custodia animam meam ad confitendum nomini tuo: me exspectant justi, donec retribuas mihi.  ~~   Ps. 141, 1, 8.- Voce mea ad Dominum clamavi: voce mea ad Dominum deprecatus sum.  ~~   Glória   ~~   Educ de custodia animam meam ad confitendum nomini tuo: me exspectant justi, donec retribuas mihi.

Gal 6:14.- Trai dal carcere l'anima mia, affinché io dia lode al tuo nome: i giusti stanno aspettando il momento, in cui tu mi rimuneri.  ~~   Ps. 30, 2.- Con la mia voce al Signore io grido, con la mia voce il Signore io supplico.  ~~  Gloria   ~~  Trai dal carcere l'anima mia, affinché io dia lode al tuo nome: i giusti stanno aspettando il momento, in cui tu mi rimuneri.

ORATIO
Orémus.
Deus, qui superbis resistis, et gratiam praestas humilibus: da nobis, quaesumus, intercedente beato Patre nostro Francisco, cujus solemnia praevenimus, superbe non sapere, sed tibi placita humilitate proficere; ut per ejus vestigia gradientes, dona tuae gratiae consequamur. Per Dominum nostrum Jesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo
Dio che resisti ai superbi e dai grazia agli umili: concedici, te ne preghiamo, per l’intercessione del beato nostro Padre Francesco, alla cui solennità ci prepariamo, di non essere superbi, ma ti compiere perfettamente nell’umiltà ciò che a te piace, affinché seguendo le vestigia di lui, conseguiamo i doni della tua grazia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Oratio.
Comm. Translat. S. Clarae.
Deus, qui splendore virtutum beatam Claram innumeris virginibus praelucere voluisti: ejus meritis, et intercessione concede; ut hic in luce semper ambulemus et in coelesti regno perpetua vultus tui hilaritate perfrui mereamur. Per Dominum nostrum Jesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo
Dio, che hai voluto che fra innumerabili vergini la beata Chiara risplendesse maggiormente dello splendore delle virtù: pei suoi meriti e la sua intercessione concedici che qui camminiamo sempre nella luce e nel regno celeste meritiamo di godere in perpetuo dell’ilare tuo volto. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Lectio Epistolae beati Pauli Apostoli ad Corinthios 
2Cor 5, 1-9
Fratres: Scimus enim quoniam si terrestris domus nostra hujus habitationis dissolvatur, quod ædificationem ex Deo habemus, domum non manufactam, æternam in cælis. Nam et in hoc ingemiscimus, habitationem nostram, quæ de cælo est, superindui cupientes: si tamen vestiti, non nudi inveniamur. Nam et qui sumus in hoc tabernaculo, ingemiscimus gravati: eo quod nolumus expoliari, sed supervestiri, ut absorbeatur quod mortale est, a vita. Qui autem efficit nos in hoc ipsum, Deus, qui dedit nobis pignus Spiritus. 6 Audentes igitur semper, scientes quoniam dum sumus in corpore, peregrinamur a Domino (per fidem enim ambulamus, et non per speciem): audemus autem, et bonam voluntatem habemus magis peregrinari a corpore, et præsentes esse ad Dominum.

Fratelli, sappiamo che quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un'abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani di uomo, nei cieli. Perciò sospiriamo in questo nostro stato, desiderosi di rivestirci del nostro corpo celeste: a condizione però di esser trovati già vestiti, non nudi. In realtà quanti siamo in questo corpo, sospiriamo come sotto un peso, non volendo venire spogliati ma sopravvestiti, perché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita. È Dio che ci ha fatti per questo e ci ha dato la caparra dello Spirito. Così, dunque, siamo sempre pieni di fiducia e sapendo che finché abitiamo nel corpo siamo in esilio lontano dal Signore, camminiamo nella fede e non ancora in visione. Siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore

GRADUALE
Ps 42,1
Quemadmodum desiderat cervus ad fontes aquarum, ita desiderat anima mea ad te, Deus.
Ivi, 2
Sitivit anima mea ad Deum fortem, vivum; quando veniam, et apparebo ante faciem Dei?

Come il cervo desidera le fontane di acqua, cosi te desidera, o Dio, l'anima mia.
V. L'anima mia ha sete di Dio forte e vivo: e quando sarà che io venga, e mi presenti dinanzi alla faccia di Dio?

EVANGELIUM
Sequéntia sancti Evangélii secúndum Matthaeum.
Matt 16:24-27.
In illo témpore: Dixit Jesus discípulis suis: Si quis vult post me veníre, ábneget semetípsum, et tollat crucem suam, et sequátur me. Qui enim volúerit ánimam suam salvam fácere, perdet eam: qui autem perdíderit ánimam suam propter me, invéniet eam. Quid enim prodest hómini, si mundum univérsum lucrétur, ánimæ vero suæ detriméntum patiátur? Aut quam dabit homo commutatiónem pro ánima sua? Fílius enim hóminis ventúrus est in glória Patris sui cum Angelis suis: et tunc reddet unicuíque secúndum ópera ejus.

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso, prenda la sua croce e. mi segua. Poiché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà e chi sacrificherà la sua vita, per amor mio, la troverà. Infatti che giova all'uomo guadagnare tutto il mondo, se poi perde l'anima? oppure che darà l'uomo in cambio dell'anima sua? Poiché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo con i suoi Angeli e allora renderà a ciascuno secondo il suo operato».

OFFERTORIUM
Ps 42, 3
Fuerunt mihi lacrimae meae panes die ac no6te, dum dicitur mihi quotidie: Ubi est Deus tuus?

Mio pane furono le mie lagrime, e notte e giorno, mentre a me si diceva: Il Dio tuo dov'è?

SECRETA
Sancti Patris nostri Francisci natalitia praevenientes, munera tibi offerimus, Domine, te humiliter deprecantes; ut hic ejus imitatores, et in coelesti patria ejusdem gloriae consortes clementer efficias. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preparandoci a festeggiare il natale del nostro Santo Padre Francesco, ti preghiamo umilmente di benedire, o Signore, i doni che ti offriamo: affinché tu clementemente ci renda qui in terra suoi imitatori e nella patria celeste consorti della sua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con il medesimo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Pro Translat. S. Clarae.
Munera, Domine, in Translatione beatae Clarae Virginis tibi dicata, sanctifica: et ejus meritis, et intercessione da nobis famulis tuis: ut, a terrenis cupiditatibus expediti, ad coelestia desideria transeamus. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Santifica i doni consacratiti, o Signore, nella memoria della Traslazione della beata vergine Chiara: pei suoi meriti e la sua intercessione da’ a noi tuoi servi di, abbandonate le terrene cupidigie, passare ai desideri celesti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con il medesimo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

COMMUNIO
Ps 41, 5
Effudi in me animam meam, quoniam transibo in locum tabernaculi admirabilis usque ad domum Dei.

Dilatai in me l'anima mia; perocché io passerò al luogo del tabernacolo ammirabile, fino alla casa di Dio.

POSTCOMMUNIO
Orémus.
Refecti cibo potuque coelesti, supplices te Domine, deprecamur; ut, intercedente beato Patre nostro Francisco, cujus natalitia praevenimus, jucundos facias suae interesse festivitati, et ad coelestem Jerusalem feliciter pervenire. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
Ristorati dal cibo e dalla bevanda celesti, supplici ti preghiamo, o Signore, affinché, per intercessione del beato nostro Padre Francesco, al cui natale ci predisponiamo, tu ci faccia partecipare, giocondi, della sua festa e ci faccia giungere felicemente alla celeste Gerusalemme. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Oremus
Pro Translat. S. Clarae.
Quod de sancti altaris tui benedictione percepimus, sit nobis, Domine, contra spiritales nequitias singulare praesidium; cujus virtute beata Clara ab hostium incursu liberari promeruit. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo
Quello che dalla benedizione del tuo santo altare abbiamo ricevuto, sia per noi, o Signore, presidio singolare contro le spirituali nequizie: appunto per virtù di esso la beata Chiara meritò di essere liberata dall'assalto dei nemici. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.





lunedì 30 settembre 2019

Per la glorificazione di Pio XII




O Iesu, aeterne Pontifex, qui ad summam dignitatem tui Vicarii in terris venerabilem Pium Duodecimum promovere dignatus es, et qui eum intrepidum fidei defensorem, fervidum iustitiae pacisque propugnatorem, pium Sanctissimae Genetricis tuae glorificatorem atque clarissimum caritatis omniumque virtutum exemplar fecisti; praesta, quaesumus, ut gratias quas postulamus, eius meritis obtineamus qui in ipsius intercessione confidimus, itaque ad gloriam altarium scansum quamprimum videre possimus. Amen.

O Gesù, Pontefice eterno, che vi siete degnato di esaltare alla somma dignità di vostro Vicario sulla terra il venerabile Pio XII e altresì lo avete fatto intrepido difensore della Fede, fervido propugnatore della Giustizia e della Pace, pio glorificatore della vostra Santissima Madre e chiarissimo esempio di Carità e di ogni altra virtù: concedeteci, ve ne preghiamo, di ottenere, per i meriti suoi, le grazie che, confidando nella sua intercessione, domandiamo, sì che al più presto possiamo vederlo elevato alla gloria degli altari. E così sia.


Imprimatur.
Petrus Canisius Van Lierde, Epicopus Porphyriensis, Vicarius Generalis Civitatis Vaticanæ
8.XII.1958

martedì 13 agosto 2019

Beata Vergine Maria Rifugio dei Peccatori

«Uno de' titoli con cui la S. Chiesa ci fa ricorrere alla divina Madre e che maggiormente rincora i poveri peccatori, è il titolo di Rifugio de' peccatori, con cui l'invochiamo nelle litanie. Anticamente vi erano nella Giudea le città di rifugio, dove i delinquenti che andavano a ricoverarsi erano liberi dalle pene meritate. Al presente non vi sono tante città di rifugio, come allora, ma ve n'è una sola, ch'è Maria, di cui fu detto: Gloriosa dicta sunt de te, civitas Dei (Ps. LXXXVI, 3). Ma con questa differenza, che nelle città antiche non trovavano rifugio tutti i delinquenti né per tutte le sorte di delitti; ma sotto il manto di Maria tutti i peccatori trovano scampo e per ogni delitto che abbiano commesso; basta che alcuno vi ricorra a ricoverarsi. Io son la città di rifugio per tutti coloro che a me vengono, dice la nostra Regina: Ego civitas refugii omnium ad me confugientium, le fa dire S. Giovan Damasceno (Or. 2, de Dorm.). E basta che uno ricorra; quegli che già avrà avuto la sorte di entrare in questa città, non occorrerà che parli per esser salvo. Convenite celeriter, et ingrediamur civitatem munitam, et sileamus ibi (Ierem. VIII, 14). Questa città munita, spiega il B. Alberto Magno, è la S. Vergine, munita in grazia ed in gloria. Et sileamus ibi: spiega la Glossa: Quia non audemus deprecari Dominum quem offendimus, ipsa deprecetur et roget: Giacché noi non abbiamo ardire di supplicare il Signore per lo perdono, basta ch'entriamo in questa città e tacciamo; perché allora Maria ella parlerà e pregherà per noi. Ond'esorta un divoto autore (Benedetto Fernandez, in c. 3 Gen.) tutti i peccatori a ricoverarsi sotto il manto di Maria, dicendo: Fugite, o Adam, o Eva, fugite eorum liberi intra sinum Matris Mariae. Ipsa est civitas refugii, spes unica peccatorum: Fuggite, o Adamo, o Eva, e voi loro figli che avete sdegnato Dio, fuggite e ricoveratevi nel seno di questa buona Madre. Non lo sapete ch'ella è l'unica città di rifugio e l'unica speranza de' peccatori? come già la chiamo S. Agostino: Unica spes peccatorum (Serm. 18, de sanct.). Ond'è che S. Efrem (De laud. Virg.) le dice: Voi siete l'unica avvocata de' peccatori e di coloro che sono privi d'ogni soccorso. E con ciò la saluta: Ave peccatorum refugium et hospitium, ad quam nimirum confugere possunt peccatores: Dio vi salvi, rifugio e ricettacolo de' peccatori, in cui solamente i peccatori posson trovare scampo e ricetto» (S. Alfonso Maria del Liguori, Le glorie di Maria, III, 2).


INTROITUS
Sedulius.- Salve, sancta Parens, eníxa puérpera Regem: qui coelum terrámque regit in saecula sæculórum. ~~ Ps 44:2.- Eructávit cor meum verbum bonum: dico ego ópera mea Regi. ~~ Glória ~~ Salve, sancta Parens, eníxa puérpera Regem: qui coelum terrámque regit in saecula sæculórum.

Sedulius.- Salve, o Madre santa, tu hai partorito il Re gloriosamente; egli governa il cielo e la terra per i secoli in eterno. ~~ Ps 44:2. - Vibra nel mio cuore un ispirato pensiero mentre al Sovrano canto il mio poema. ~~ Gloria ~~ Salve, o Madre santa, tu hai partorito il Re gloriosamente; egli governa il cielo e la terra per i secoli in eterno.


Gloria


ORATIO
Orémus.
Omnipotens et misericors Deus, qui in beata semper Virgine Maria peccatorum refugium et auxilium collocasti: concede; ut, ipsa protegente, a culpis omnibus absoluti, misericordiæ tuæ effectum felicem consequamur. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
Onnipotente e misericordioso Iddio, che hai collocato nella beata e sempre Vergine Maria un rifugio e un aiuto per i peccatori: concedici che, mediante la sua protezione, possiamo, assolti da ogni colpa, conseguire il felice effetto della tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Léctio libri Sapiéntiæ.
Eccli 24:14-16.
Ab inítio et ante saecula creáta sum, et usque ad futúrum saeculum non désinam, et in habitatióne sancta coram ipso ministrávi. Et sic in Sion firmáta sum, et in civitáte sanctificáta simíliter requiévi, et in Ierúsalem potéstas mea. Et radicávi in pópulo honorificáto, et in parte Dei mei heréditas illíus, et in plenitúdine sanctórum deténtio mea.

Da principio e prima dei secoli io fui creata, e per tutta l'eternità io non cesserò di essere; nel tabernacolo santo, dinanzi a Lui ho esercitato il mio ministero, poi ebbi fissa dimora in Sion. Nella città santa parimenti posai ed in Gerusalemme è il mio potere. Gettai le mie radici in un popolo illustre, nella porzione del mio Dio, nel suo retaggio, e la mia abitazione fu nella piena adunanza dei santi.

GRADUALE
Benedícta et venerábilis es, Virgo María: quæ sine tactu pudóris invénia es Mater Salvatóris.
V. Virgo, Dei Génetrix, quem totus non capit orbis, in tua se clausit víscera factus homo.

Tu sei benedetta e venerabile, o Vergine Maria, che senza offesa del pudore sei diventata la Madre del Salvatore.
V. Vergine Madre di Dio, nel tuo seno, fattosi uomo, si rinchiuse Colui che l'universo non può contenere.

ALLELUIA
Allelúia, allelúia.
V. Post partum, Virgo, invioláta permansisti: Dei Génetrix, intercéde pro nobis. Allelúia.

Alleluia, alleluia.
V. O Vergine, anche dopo il parto tu rimanesti inviolata; o Madre di Dio, prega per noi. Alleluia.

EVANGELIUM
Sequéntia sancti Evangélii secúndum Lucam
Luc 11:27-28
In illo témpore: Loquénte Iesu ad turbas, extóllens vocem quædam múlier de turba, dixit illi: Beátus venter, qui te portávit, et úbera, quæ suxísti. At ille dixit: Quinímmo beáti, qui áudiunt verbum Dei, et custódiunt illud.

In quel tempo, mentre Gesù parlava alla folla, avvenne che una donna, tra la folla, alzò la voce e disse: «Beato il seno che ti ha portato e il petto che ti ha nutrito». Ma egli disse: «Beati, piuttosto, coloro che ascoltano la parola di Dio, e la custodiscono».

OFFERTORIUM
Luc 1:28; 1:42
Ave, María, grátia plena; Dóminus tecum: benedícta tu in muliéribus, et benedíctus fructus ventris tui.

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne, e benedetto è il frutto del seno tuo.

SECRETA
Tua, Dómine, propitiatióne, et beátæ Maríæ semper Vírginis intercessióne, ad perpétuam atque præséntem hæc oblátio nobis profíciat prosperitátem et pacem. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Per la tua clemenza, Signore, e per l'intercessione della beata sempre vergine Maria, l'offerta di questo sacrificio giovi alla nostra prosperità e pace nella vita presente e nella futura. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

COMMUNIO
Beáta viscera Maríæ Vírginis, quæ portavérunt ætérni Patris Fílium.

Beato il seno della Vergine Maria, che portò il Figlio dell'eterno Padre

POSTCOMMUNIO
Orémus.
Sumptis, Dómine, salútis nostræ subsídiis: da, quaesumus, beátæ Maríæ semper Vírginis patrocíniis nos ubíque prótegi; in cuius veneratióne hæc tuæ obtúlimus maiestáti. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
Ricevuti i misteri della nostra salvezza, ti preghiamo, o Signore, di essere ovunque protetti dalla beata sempre vergine Maria, ad onore della quale abbiamo presentato alla tua maestà questo sacrificio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.


venerdì 9 agosto 2019

Sanctae Clarae, Virginis, omnium Clarissarum Institutricis


La vergine Chiara, nobile, nata ad Assisi nell'Umbria, ad esempio di san Francesco, suo concittadino, convertì e distribuì tutti i suoi beni in elemosine e mezzi d'assistenza per i poveri. Fuggendo il tumulto del suolo, si ritirò nella chiesa della Porziuncola, dove san Francesco le tagliò i capelli, ed ella resistete fortemente ai parenti che tentavano di ricondurla nel mondo. Condotta poi dallo stesso nella chiesa di san Damiano, il Signore le mandò parecchie compagne; e così ella istituì una comunità di religiose di cui accettò il governo solo per cedere alle reiterate istanze di san Francesco. Ella governò mirabilmente il suo monastero per quarantadue anni con sollecitudine, prudenza, timor di Dio ed esatta osservanza delle regole; che la sua vita era per le altre ammaestramento ed esempio, da cui apprendevano a regolare la loro vita.
Al fine di fortificare lo spirito soggiogando la carne, aveva per letto la nuda terra e talvolta dei sarmenti, e per cuscino un duro pezzo di legno. Aveva una sola tonaca con un mantello di stoffa rozza e grossolana, e un aspro cilizio cingeva la sua carne. Era tale la sua astinenza, che tre giorni della settimana per molto tempo non prese assolutamente niente per sostenere il suo corpo; e gli altri giorni si limitava a tale piccola quantità di cibo, che le altre si meravigliavano come potesse vivere. Prima di ammalarsi, faceva due quaresime all'anno non prendendo che pane ed acqua. Inoltre dedita continuamente alle veglie e all'orazione, passava in esse la maggior parte del giorno e della notte. Infermità di lunga durata non permettendole di levarsi da sola per i lavori materiali, si levava aiutata dalle sorelle; quindi, appoggiato il dorso a dei sostegni, lavorava colle proprie mani per non rimaner oziosa neppure nelle sue infermità. Amante sopratutto della povertà, non se ne allontanò per nessuna necessità; è ricusò costantissimamente delle possessioni offertele da Gregorio IX per il sostegno delle suore.
La sua grande santità fu illustrata da molti e vari miracoli. Restituì l'uso della parola ad una suora dèi suo monastero; a un'altra restituì l'udito; liberò un'altra dalla febbre, un'altra dalla idropisia, un'altra da una fistola e altre da altre malattie. Guarì di pazzia un frate dell'ordine dei Minori. Essendo venuto a mancare totalmente l'olio nel monastero, Chiara preso un'orciuolo, lo lavò e si trovò ripieno d'olio per un miracolo della divina bontà. Moltiplicò mezzo pane così, che bastò a cinquanta suore. Allorché i Saraceni cercavano, nell'assedio d'Assisi, d'invadere il monastero di Chiara, ella, benché malata, si fece portare alla porta della casa tenendo la scatola ove si custodiva il santissimo sacramento dell'Eucaristia, facendo questa preghiera: «Non abbandonare, o Signore, alle belve le anime che ti lodano, e proteggi le tue ancelle, che hai riscattato col tuo sangue prezioso». Mentre così pregava. si udì questa voce: «Io vi proteggerò sempre». Difatti i Saraceni parte si diedero alla fuga, parte, già saliti sulle mura, divenuti ciechi, caddero per di dietro. Infine, questa Vergine, negli ultimi estremi visitata da un coro di sante Vergini biancovestite (fra le quali si distingueva una più risplendente di tutte le altre), ricevuta la santa Eucaristia e favorita da Innocenzo IV dell'indulgenza plenaria, il 12 Agosto rese l'anima a Dio. Glorificata poi dopo morte da moltissimi miracoli, Alessandro IV l'annoverò fra le sante Vergini


Ex Missali Seraphico
Duplex Iae classis

INTROITUS
Ps 44, 11.-   Audi, filia, et vide, et inclina aurem tuam, et obliviscere populum tuum, et domum patris tui  ~~ Ps ibid, 2. - Eructávit cor meum verbum bonum: dico ego ópera mea Regi. ~~ Glória ~~ Audi, filia, et vide, et inclina aurem tuam, et obliviscere populum tuum, et domum patris tui 
Ps 44, 11. – Ascolta, figlia, guarda e porgi orecchio: dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre. ~~ Ps ibid, 2. – Gettò il mio cuore una buona parole: canto al Re il mio poema. ~~ Gloria ~~ Ascolta, figlia, guarda e porgi orecchio: dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre. 


Gloria



ORATIO

Orémus.
Famulos tuos, quaesumus Domine, beatae Virginis tuae Clarae votiva natalitia recensentes, coelestium gaudiorum sua facias interventione participes, et tui Unigeniti cohaeredes: Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
Ti preghiamo, o Signore, perché coloro che celebrano la nascita al cielo della beata tua Vergine Chiara tu faccia, per sua intercessione, partecipi dei guadii celesti e coeredi del tuo Unigenito, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.


Il giorno dell’Ottava si dice
Deus, qui Ecclesiam tuam beatae Virginis Clarae miris illustras virtutum splendoribus et nova prole fecundas: concede, propitius; ut per ejus vestigia gradientes, aeternae gloriae claritatem consequi mereamur. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

O Dio, che illustri la tua Chiesa con gli splendori mirabili delle virtù di santa Chiara, e con la sua nuova famiglia religiosa la amplifichi: concedici, propizio, che seguendo le sue orme meritiamo di conseguire lo splendore dell’eterna gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Léctio libri Sapientiae.
Cant. 2, 10-14
En dileclus meus loquiturmihi: Surge, propera amica mea, columba mea, formosa mea, et veni. Jam enim hiems transiit, imber abiit, et recessit. Flores apparuerunt in terra nostra; tempus putati6nis advenit: vox tiirturis audita est in terra nostra: ficus protulit grossos suos: vineae florentes dede- runt odorem suum. Surge, amica mea, speciosa mea, et veni: columba mea in foraminibus petrae, in caverna maceriae, ostende mihi faciem tuam, sonet vox tua in auribus meis: vox enim tua dulcis, et facies tua decora.

Ecco, che il mio Diletto mi parla. Sorgi, affrettati, o mia Diletta, colomba mia  speciosa mia, e vieni. Perocché già l'inverno passò, i tempo piovoso andò via, e sparì.   I fiori apparvero sulla nostra terra, il tempo di potare è venuto: la voce della tortorella si udì nella nostra campagna.  Il fico ha messo fuori i frutti suoi primaticci: le vigne fiorite han dato il loro odore: sorgi, o mia Diletta, mia speciosa, e vieni. Colomba mia nelle fessure della pietra, nell'apertura della maceria: fammi vedere il tuo volto, la tua voce si faccia sentire alle mie orecchie; perocché dolce è la tua voce, e bello il tuo volto.  

GRADUALE
Ps. 44, 14-15
Adducentur Regi virgines post eam : proximae ejus afferentur tibi.
V. Afferentur in laetitia, et exsultatione : adducentur in templum Regis.

Saranno presentate al re dopo di lei altre vergini: le compagne di lei saranno condotte a te. 
V. Saranno condotte con allegrezza, e con festa, saran menate al tempio del re.

ALLELUIA
Allelúja, allelúja.
Ps. 13, 22.
Benedixit te Dominus in virtute sua; quia per te ad nihilum redegit inimicos. Alleluja.

Alleluia, alleluia.
Il Signore ti ha benedetta comunicandoti la sua possanza, e ha per mezzo di te annichilati i nostri nemici. Alleluia.


EVANGELIUM 
Sequéntia sancti Evangélii secúndum Matthaeum.
Matt 25:1-13
In illo témpore: Dixit Jesus discípulis suis parábolam hanc: Simile erit regnum coelórum decem virgínibus: quæ, accipiéntes lámpades suas, exiérunt óbviam sponso et sponsæ. Quinque autem ex eis erant fátuæ, et quinque prudéntes: sed quinque fátuæ, accéptis lampádibus, non sumpsérunt óleum secum: prudéntes vero accepérunt óleum in vasis suis cum lampádibus. Horam autem faciénte sponso, dormitavérunt omnes et dormiérunt. Média autem nocte clamor factus est: Ecce, sponsus venit, exíte óbviam ei. Tunc surrexérunt omnes vírgines illæ, et ornavérunt lámpades suas. Fátuæ autem sapiéntibus dixérunt: Date nobis de óleo vestro: quia lámpades nostræ exstinguúntur. Respondérunt prudéntes, dicéntes: Ne forte non suffíciat nobis et vobis, ite pótius ad vendéntes, et émite vobis. Dum autem irent émere, venit sponsus: et quæ parátæ erant, intravérunt cum eo ad núptias, et clausa est iánua. Novíssime vero véniunt et réliquæ vírgines, dicéntes: Dómine, Dómine, aperi nobis. At ille respóndens, ait: Amen, dico vobis, néscio vos. Vigiláte ítaque, quia nescítis diem neque horam.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo e alla sposa. Ma cinque di esse erano stolte e cinque prudenti. Le cinque stolte, nel prendere le lampade, non presero l'olio con sé; le prudenti, invece, insieme con le lampade presero anche l'olio, nei loro vasi. Tardando a venire lo sposo, si assopirono tutte e si addormentarono. Ma a mezzanotte si udì un clamore: “Ecco viene lo sposo: uscitegli incontro”. Allora tutte le vergini si alzarono e prepararono le loro lampade. E dissero le stolte alle prudenti: “Dateci un po' del vostro olio, poiché le nostre lampade stanno per spegnersi”. Risposero le prudenti dicendo: “Non basterebbe né a noi, né a voi: andate piuttosto dai rivenditori e compratevene”. Mentre esse andavano, giunse lo Sposo; e quelle che erano pronte entrarono con lui alla festa nuziale, e la porta fu chiusa. All'ultimo momento, vi conosco”. Vigilate, dunque, poiché non sapete né il giorno né l'ora».


Credo



OFFERTORIUM
Ps. 44, 14-15
Adducentur Regi virgines post eam: proximae ejus afferentur tibi in laetitia, et exsultatione: adducentur in templum Regi Domino.

Saranno presentate al re dopo di lei altre vergini: le compagne di lei saranno condotte a con allegrezza, e con festa, saran menate al tempio al Re Signore.

SECRETA
Oblata tibi, quaesumus Domine, dona sanclifica: quae Majestati tuae accepta faciat beatae Virginis tuae Clarae intercessio veneranda. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Santifica, Signore, i doni offerti: l’intercessione venerabile della tua beata Vergine Chiara li renda accetti alla tua Maestà. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen. 

PRÆFATIO DE SANCTA CLARA
Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre: nos tibi semper et ubique gratias agere, Domine, sancte Pater, omnipotens ætérne Deus. Qui famulam tuam Claram, per beatum Franciscum, studio vitae sublimioris incensam ad sanctae Mariae Virginis aram Filio tuo mystice desponsasti: eamque ad serphicae perfectionis culmen evectam, matrem plurimarum virginum delegisti. Et ídeo cum Angelis et Archángelis, cum Thronis et Dominatiónibus : cumque omni milítia cæléstis exércitus, hymnum glóriæ tuæ cánimus, sine fine dicentes

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza rendere grazie sempre e in ogni luogo a Te, Signore, Padre Santo, Iddio onnipotente ed eterno. Tu, per mezzo del beato Francesco, hai acceso nella tua serva Chiara l’amore di una vita più sublime e l’hai unita in mistico sposalizio al tuo Figlio all’altare della Santa Vergine Maria; ed elevata al culmine della serafica perfezione, l’hai eletta Madre di molte Vergini. E perciò con gli Angeli e gli Arcangeli, con i Troni e le Dominazioni, e con tutta la milizia dell’esercito celeste, cantiamo l’inno della tua gloria, dicendo senza fine 

COMMUNIO
Quinque prudentes virgines acceperunt oleum in vasis suis cum lampadibus; media autem nocte clamor factus est: Ecce sponsus venit, exite obviam Christo Domino.

Le cinque vergini prudenti presero l’olio nei loro vasetti assieme alle lampade. A mezzanotte ci fu un clamore: “Ecco lo sposo viene! Andate incontro a Cristo Signore”

POSTCOMMUNIO
Orémus.
Protegant, quaesumus Domine, plebem tuam gloriosae Virginis tuae Clarae continuata praesidia: et sumpta pro illius gloria Corporis tui sacri, et pretiosi Sanguinis sacramenta: Qui vivis et regnas cum Deo Patre in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
Proteggano, o Signore, il tuo popolo li costante presidio della gloriosa tua Vergine Chiara, ed il Sacramento del tuo Sacro Corpo e Prezioso Sangue che in sua gloria abbiamo assunto. Tu che vivi e regni con Dio Padre, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.



Qui la Messa di Santa Chiara del Messale Romano

Vigilia della solenne Commemorazione della B.V.M. del Monte Carmelo

  INTROITUS Ger 2, 7.- Induxi vos in terram Carmeli, ut comederitis fructum eius, et optima illius. ~~ Ps  132, 1.- Ecce quam bonum, et iucu...