lunedì 24 settembre 2018

Beata Vergine Maria della Mercede


Quando la più vasta e più bella parte della Spagna era oppressa dal barbaro giogo dei Saraceni, e innumerevoli fedeli sotto sì inumana e infelice schiavitù, correvano grandissimo pericolo di rinnegare la fede cristiana, a danno dell'eterna loro salute, la beatissima Regina del cielo volendo benevolmente rimediare ai mali sì grandi e numerosi, manifestò la sua estrema carità per liberarli. Difatti, mentre san Pietro Nolasco, andava continuamente ruminando nelle sue sante meditazioni in qual maniera poter venire in aiuto delle suddette calamità di tanti Cristiani, gli apparve con volto ilare la stessa beatissima Vergine, dicendogli come sarebbe accettissimo a lei e al suo Figlio unigenito, se si fondasse in suo onore un ordine religioso avente per scopo di liberare gli schiavi dalla tirannide dei Turchi. Incoraggiato da questa celeste visione, l'uomo di Dio, tutto arse per questa impresa. La medesima notte, la santissima Vergine apparve, anche san Raimondo di Penafort, confessore del Nolasco, e a Giacomo II d'Aragona, esortandoli a collaborare alla fondazione dell'Ordine. I tre, dopo aver conferito fra loro, trovatisi d'accordo intrapresero la fondazione d'un Ordine in onore della Vergine Madre, sotto nome di santa Maria della Mercede e della redenzione degli schiavi. Pertanto il 10 d'Agosto dell'anno del Signore 1218, il re Giacomo decretò la fondazione di quest'istituto già concepito da quei santi uomini, obbligandone i soci con un quarto voto, di rimanere come ostaggi in potere dei pagani, se fosse stato necessario per la liberazione dei Cristiani. Il re concesse loro di portare sul petto le sue proprie armi, e s'interessò di far approvare da Gregorio IX questo istituto e i voti religiosi ispirati da sì sublime carità verso il prossimo. Ma lo stesso Dio, mercé la Vergine Madre, fece crescere talmente questa istituzione, che con molta rapidità e successo si sparse su tutta la faccia della terra, e fiorì di santi uomini insigni per carità e pietà, i quali si dedicavano a raccogliere elemosine dai Cristiani per riscattare i loro fratelli, e dare spesso se stessi come pegno per liberarne un gran numero. Al fine poi di rendere a Dio e alla Vergine Madre le dovute grazie per sì benefica istituzione, la Sede apostolica dopo aver accordato allo stesso ordine innumerevoli privilegi, concedesse di celebrare questa festa particolare e di recitarne l'Ufficio.


PROPRIUM MISSAE IN DESCENSIONE B.M.V. DE MERCEDE

A S.R.C. concessa Dioecesi Barcinonesi die 28 nov. 1861




INTROITUS
Gaudeámus omnes in Dómino, diem festum celebrántes sub honóre beátæ Maríæ Vírginis: de cujus Descensione gaudent Angeli et colláudant Fílium Dei.  ~~  Ps 44:2.Eructávit cor meum verbum bonum: dico ego ópera mea Regi.  ~~  Glória  ~~  Gaudeámus omnes in Dómino, diem festum celebrántes sub honóre beátæ Maríæ Vírginis: de cujus Descensione gaudent Angeli et colláudant Fílium Dei

Rallegriamoci tutti nel Signore celebrando questo giorno di festa in onore della Discesa della beata Vergine Maria! Della sua festa gioiscono gli angeli, e insieme lodano il Figlio di Dio.  ~~  Ps 44:2.- Vibra nel mio cuore un ispirato pensiero, mentre al Sovrano canto il mio poema.  ~~  Gloria  ~~  Rallegriamoci tutti nel Signore celebrando questo giorno di festa in onore della Discesa della beata Vergine Maria! Della sua festa gioiscono gli angeli, e insieme lodano il Figlio di Dio.


Gloria


ORATIO
Orémus.
Deus, qui per gloriosíssimam Fílii tui Matrem, ad liberandos Christi fidéles a potestáte paganórum, nova Ecclésiam tuam prole amplificáre dignátus es: præsta, quaesumus; ut, quam pie venerámur tanti óperis institutrícem, ejus páriter méritis et intercessióne, a peccátis ómnibus et captivitáte daemonis liberémur. Per eundem Dominum nostrum Jesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
O Dio, che per liberare i fedeli di Cristo dalla schiavitù dei pagani, ti sei degnato di arricchire la Chiesa di una nuova famiglia per mezzo della gloriosissima Madre del tuo Figlio:onde come devotamente la veneriamo Istitutrice di così grande opera, così, per i suoi meriti e per la sua intercessione, concedici di essere liberati da tutti i peccati e dalla schiavitù del demonio. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Lectio libri Sapientiæ
Cant 2, 1-6 et 10-14
Ego flos campi, et lilium convallium. Sicut lilium inter spinas, sic amica mea inter filias. Sicut malus inter ligna silvarum, sic dilectus meus inter filios. Sub umbra illius quem desideraveram sedi, et fructus ejus dulcis gutturi meo. Introduxit me in cellam vinariam; ordinavit in me caritatem. Fulcite me floribus, stipate me malis, quia amore langueo. Læva ejus sub capite meo, et dextera illius amplexabitur me. En dilectus meus loquitur mihi. Surge, propera, amica mea, columba mea, formosa mea, et veni: jam enim hiems transiit; imber abiit, et recessit. Flores apparuerunt in terra nostra; tempus putationis advenit: vox turturis audita est in terra nostra; ficus protulit grossos suos;vineæ florentes dederunt odorem suum. Surge, amica mea, speciosa mea, et veni: columba mea, in foraminibus petræ, in caverna maceriæ, ostende mihi faciem tuam, sonet vox tua in auribus meis: vox enim tua dulcis, et facies tua decora.

Io sono il fiore del campo ed il giglio delle convalli. Come un giglio fra le spine, così la mia amata tra le fanciulle. Come un melo tra gli alberi del bosco, il mio diletto fra i giovani. Alla sua ombra, cui anelavo, mi siedo e dolce è il suo frutto al mio palato. Mi ha introdotto nella cella del vino e il suo vessillo su di me è amore. Sostenetemi con fiori, rinfrancatemi con pomi,perché io languo per amore. La sua sinistra è sotto il mio capo e la sua destra mi abbraccia. Ora parla il mio diletto e mi dice: «Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! Perché, ecco, l'inverno è passato, è cessata la pioggia, se n'è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo della potatura è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. Il fico ha messo fuori i primi frutti e le viti fiorite spandono fragranza. Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è leggiadro».

GRADUALE
Cant 2, 4-5
Introduxit me in cellam vinariam; ordinavit in me caritatem.
V. Fulcite me floribus, stipate me malis, quia amore langueo.

Mi ha introdotto nella cella del vino e il suo vessillo su di me è amore.
V. Sostenetemi con fiori, rinfrancatemi con pomi, perché io languo per amore.

ALLELUIA
Alleluja, alleluja.
Tu Regis alti janua, et aula lucis fulgida: vitam datam per Virginem, gentes redemptæ, plaudite.

Alleluja, alleluja.
Tu sei la porta del gran Re e la fulgida dimora della luce: applaudite, o genti redente, poiché per mezzo della Vergine ci è stata data la vita.
  
SEQUENTIA
Plaudat agmen captivorum,
turba psallat Christianorum,
laetum sumat et decorum
in hac die canticum.

Simul omnes exsultemus,
atque grati celebremus,
lucem tantam, qua gaudemus,
vincla fracta cernere.

Fulget jam dies benigna,
qua caelitum plausu digna,
suae celebrando signa
caritatis exhibet.

Ecce fidem, ecce vitam,
astu, plagis impetitam,
fere tot malis contritam,
firma Virgo Genitrix.

Ejulatus et lamenta
fidae plebis, et tormenta
videns illa, non fuit lenta
dexteram porrigere.

Ut discrimina solvantur,
quibus mersi contristantur,
atque in patriam reducantur
fide cursus integri.

Dum Nolascus cogitaret,
ut opressos liberaret,
et assiduis vacaret
meditationibus:

Clemens se fronte serena,
ut misellos de catena
ipse levet Saracena,
illi dat conspicere.

Sibi gratum nimis fore,
Nato quoque promit ore,
sacrum si pro sui honore
ipse condat Ordinem.

Cui praesertim sit curare,
ferro vinctos explicare,
sospitesque revocare
a fera tyrannide.

Hoc insigne amoris rari
opus jubet asservari;
et ut possit propagari,
palam docet alios.

Coepit Petrus obsequendo,
cum sodalibus, vovendo,
si necesse sit, manendo
in pignus, redimere.

Dulcis Institutrix nostra,
Matrem nobis te esse monstra,
et captivos refove.

Ignem augem, fac praeclaram,
atque Nato redde caram,
quam fundasti sobolem.

Da quod tibi grati simus:
et ut tartara possimus
evitare, cum abimus,
vultum tuum exhibe.
Amen. Alleluja.
Esulti la schiera dei prigionieri,
erompa in salmi i Cristiani,
intonino in questo giorno
un lieto e degno cantico.

Tutti insieme esultiamo,
e con gratitudine celebriamo
cotanto splendore che ci fa gioire
nel vedere rotte le catene.

Risplende il giorno benigno,
in cui l’Acclamata dai cieli
mostra i gloriosi segni
della sua carità.

Ecco la fede, ecco la vita,
assalite dalle astuzie e dalle piaghe,
dai mali quasi distrutte,
la Vergine Madre rafforza.

Vedendo i pianti e i lamenti
e i tormenti del popolo fedele,
ella non tardò
a porgere la sua destra.

Affinchè fossero liberati dai pericoli,
immersi nei quali erano contrasti,
e fossero ricondotti in patia
integri nella fede.

Mentre il Nolasco pensava
a come liberare gli oppressi
e assiduamente vagava
nelle meditazioni.

Clemente e col volto ilare,
gli fa comprendere che
egli trarrà in salvo i poverelli
dalle catene dei Saraceni.

Anche da parte del Figlio,
gli rivela che sarebbe gradito
che in suo onore
fondi un Sacro Ordine.

Che particolarmente curi,
liberi dai ceppi i prigionieri
e li tragga in salvo
dalla crudele tirranide.

Comanda di preservare quest’insegne
opera di singolare amore
e per essere propagata
la rivela ad altri.

Pietro, obbedendo, inizia a redimere,
facendo voto coi compagni
di dare, se necessario,
se stessi in pegno.

Dolce nostra Istituitrice,
mostrati a noi come Madre
e conforta i prigionieri.

Infamma e glorifica
e rendi gradita al tuo Figlio
la famiglia che fondasti.

Concedici di piacerti:
e perché possiamo
evitare l’inferno,
mostraci il tuo volto.
Amen. Alleluia.

EVANGELIUM
Sequéntia  sancti Evangélii secúndum Joánnem.
Joann 19:25-27.
In illo témpore: Stabant juxta Crucem Jesu Mater ejus, et soror Matris ejus, María Cléophæ, et María Magdaléne. Cum vidísset ergo Jesus Matrem, et discípulum stantem, quem diligébat, dicit Matri suæ: Múlier, ecce fílius tuus. Deinde dicit discípulo: Ecce Mater tua. Et ex illa hora accépit eam discípulus in sua.

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa, e Maria Maddalena. Gesù, dunque, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre». E da quell'ora il discepolo la prese con sé.


Credo


OFFERTORIUM
Judith 13,31
Benedicta tu a Deo tuo in omni tabernaculo Jacob, quoniam in omni gente quæ audierit nomen tuum, magnificabitur super te Deus Israël.

Benedetta sei tu dal tuo Dio in ogni tenda di Giacobbe, poiché in ogni popolo che avrà udito il tuo nome, verrà magnificato in te il Dio d’Israele.

SECRETA
Tua, Domine, munera recolentes, hostias tibi laudis offerimus: suppliciter deprecantes; ut qui dignatus es per Unigeniti tui Matrem fideles a barbarorum eripere servitute, propitius nos quoquee a dæmonis laqueis et captivitate præstes immunes. Per eundem Dominum nostrum Jesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Ricordando i tuoi doni, ti offriamo, Signore, il sacrificio di lode e ti supplichiamo: Tu che per mezzo della Madre del tuo Unigenito ti sei degnato di liberare i tuoi fedeli dalla schiavitù dei barbari, concedici, propizio, di essere immuni dalle catene e dalla schiavitù del demonio. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRAEFATIO DE BEATA MARIA VIRGINE
Vere dignum et justum est, æquum et salutáre, nos tibi semper et ubique grátias ágere: Dómine sancte, Pater omnípotens, ætérne Deus: Et te in Descensione beátæ Maríæ semper Vírginis collaudáre, benedícere et prædicáre. Quæ et Unigénitum tuum Sancti Spíritus obumbratióne concépit: et, virginitátis glória permanénte, lumen ætérnum mundo effúdit, Jesum Christum, Dóminum nostrum. Per quem majestátem tuam laudant Angeli, adórant Dominatiónes, tremunt Potestátes. Coeli coelorúmque Virtútes ac beáta Séraphim sócia exsultatióne concélebrant. Cum quibus et nostras voces ut admitti jubeas, deprecámur, súpplici confessióne dicéntes:

È veramente degno e giusto, conveniente e salutare, che noi, sempre e in ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Eterno Iddio: Te, nella Discesa della Beata sempre Vergine Maria, lodiamo, benediciamo ed esaltiamo. La quale concepì il tuo Unigenito per opera dello Spirito Santo e, conservando la gloria della verginità, generò al mondo la luce eterna, Gesù Cristo nostro Signore. Per mezzo di Lui, la tua maestà lodano gli Angeli, adorano le Dominazioni e tremebonde le Potestà. I Cieli, le Virtù celesti e i beati Serafini la celebrano con unanime esultanza. Ti preghiamo di ammettere con le loro voci anche le nostre, mentre supplici confessiamo dicendo

COMMUNIO
Cant 8,7
Aquæ multæ non potuerunt extinguere caritatem, nec flumina obruent illam. Si dederit homo omnem substantiam domus suæ pro dilectione, quasi nihil despiciet eam. Alleluja

Le grandi acque non possono spegnere l'amore né i fiumi travolgerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell'amore, non ne avrebbe che dispregio. Alleluia

POSTCOMMUNIO
Oremus
Redemptionis nostræ, Domine, sacramentis perceptis, beatissimæ Genitricis tuæ intercessione nos refove: ut cujus ope corporis vincula exuimus, ab animæ quoque nexibus, ipsa de obsecrante, solvamur: Qui vivis et regnas cum Deo Patre in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo
Ricevuti i sacramenti della nostra Redenzione,  rafforzaci, o Signore, mercè l’intercessione della tua beatissima Madre: per la sua preghiera, siamo liberati dalle catene del corpo, come da quelle che ci costringono l’anima: Tu che sei Dio e vivi e regni con Dio Padre in unità con lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen

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