domenica 9 settembre 2018

San Pietro Claver, confessore

Nato da Pietro ed Anna Claver il 25 giugno 1581 a Verdù in Spagna, il nostro Santo fin dai primi anni fu educato cristianamente. Inviato a Barcellona per gli studi fu ammesso dal Vescovo fra i suoi chierici. Ma un più vivo desiderio nutriva Pietro: essere della Compagnia di Gesù. I suoi genitori non sapevano come staccarsi da un sì caro figliuolo, perciò gli negarono il consenso. Pietro allora si rivolse con tutto l'animo alla Santissima Vergine. Ottenuta la sospirata grazia, entrò in religione. A Maiorca conobbe sant'Alfonso Rodriguez che lo incitò ad andare in America. Approdato a Cartagena de Indias si recò a Santa Fè per compiervi la sua formazione, e nel 1616 sempre a Cartagena ricevette l'ordinazione sacerdotale. Di qui comincia la sua nuova vita feconda d'apostolato e di abnegazione per le anime. Nel 1622 emise la professione religiosa solenne aggiungendo la promessa di spendere tutta la sua vita a servizio degli schiavi: lavorò tanto per' essi che se non ebbe la corona del martirio cruento ebbe quella di un martirio diurno, di preghiera, di lotta, di sacrifici, d'un intenso apostolato. Un giorno, dopo aver radunati tanti negri da riempire la chiesa, e mentre questi ascoltavano la parola divina, il demonio destò un sì improvviso e spaventevole turbine che tutti cercarono la salvezza nella fuga e Pietro che stava alla porta, fu travolto. Tutti rimasero illesi: solo Pietro fu trovato più tardi, pesto e ferito, in orazione nella cappella della Vergine. Nella contagiosa pestilenza che poco dopo infierì in quelle regioni, Pietro mostrò la sua eroica carità. Ai piedi dei malati prestava loro i più umili servizi e assieme al pane materiale dava loro il pane spirituale, il pane della fede cristiana. Ma presto la fibra di questo coraggioso apostolo di Cristo venne a consumarsi. Il suo corpo più non resse alle fatiche e cadde sfinito contraendo il terribile morbo che sopportò eroicamente per ben quattro anni. Finalmente la sua corona era pronta: dopo un'agonia di un giorno, circondato dai suoi negri, il Santo Apostolo rendeva la bell'anima a Dio l'8 settembre 1654. Fu beatificato il 16 luglio 1850 da Pio IX e canonizzato il 15 gennaio 1888 da Leone XIII, il quale pure lo costituti celeste speciale Patrono delle Missioni della Nigrizia il 7 luglio 1896. 



INTROITUS
Ps. 106, 9 et 10.- Satiavit Dominus animam inanem,et animam esurientem satiavit bonis: sedentes in tenebris et umbra mortis; vinctos in mendicitate et ferro. ~~ Ps ibid, 8.- Confiteantur Domino misericordiæ eius, et mirabilia eius filiis hominum. ~~ Glória ~~ Satiavit Dominus animam inanem,et animam esurientem satiavit bonis: sedentes in tenebris et umbra mortis ; vinctos in mendicitate et ferro.

Ps. 106, 9 et 10.- Il Signore ha saziato l’anima sitibonda, ha ricolmata di beni l’anima famelica: coloro che sedevano nelle tenebre e nell’ombra di morte, imprigionati, mendichi e nelle catene. ~~ Ps ibid, 8.- Lodino il Signore le sue misericordie, le sue meraviglie a pro dei figliuoli degli uomini. ~~ Gloria ~~ Il Signore ha saziato l’anima sitibonda, ha ricolmata di beni l’anima famelica: coloro che sedevano nelle tenebre e nell’ombra di morte, imprigionati, mendichi e nelle catene.


Gloria


ORATIO
Oremus
Deus, qui abreptos in servitutem Nigritas ad agnitionem tui nominis vocaturus, beatum Petrum mira in eis iuvandis caritate et patientia roborasti: eius nobis intercessione concede; ut, quæ Iesu Christi sunt quærentes, proximos opere et veritate diligamus. Per eundem Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo
O Dio, che per chiamare alla conoscenza del tuo Nome i negri costretti in schiavitù, ha reso forte nella carità e nella pazienza san Pietro, onde fosse loro di aiuto: concedici di amare i nostri prossimi che ricercano Gesù Cristo nella verità e con le opere. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Lectio Isaiæ Prophetæ
Is 58, 6-10
Hæc dicit Dominus: Dissolve colligationes impietatis, solve fasciculos deprimentes, dimitte eos qui confracti sunt liberos, et omne onus dirumpe;frange esurienti panem tuum, et egenos vagosque induc in domum tuam; cum videris nudum, operi eum, et carnem tuam ne despexeris. Tunc erumpet quasi mane lumen tuum; et sanitas tua citius orietur, et anteibit faciem tuam justitia tua, et gloria Domini colliget te. Tunc invocabis, et Dominus exaudiet; clamabis, et dicet: Ecce adsum. Si abstuleris de medio tui catenam, et desieris extendere digitum et loqui quod non prodest; cum effuderis esurienti animam tuam, et animam afflictam repleveris, orietur in tenebris lux tua, et tenebræ tuæ erunt sicut meridies.

Così dice il Signore: Sciogli le catene dell’empietà, togli i legami che opprimono, rimanda liberi gli oppressi e spezza ogni giogo. Dividi il pane con l'affamato, porta nella tua casa i miseri e i raminghi, vesti l’ignudo, non spregiare la tua propria carne. Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua guarigione verrà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà; implorerai aiuto ed egli dirà: «Eccomi!». Se toglierai di mezzo a te la catena, il puntare il dito e il parlare empio, se offrirai il pane all'affamato, se sazierai chi è digiuno, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio.

GRADUALE
Ps 71, 12-14
Liberabit pauperem a potente,et pauperem cui non erat adjutor. Parcet pauperi et inopi, et animas pauperum salvas faciet.
V. Ex usuris et iniquitate redimet animas eorum, et honorabile nomen eorum coram illo.

Egli libererà il povero dal potente e il misero che non trova aiuto, avrà pietà del debole e del povero e salverà la vita dei miseri.
V. Li riscatterà dalla violenza e dal sopruso, sarà prezioso ai suoi occhi il loro nome.

ALLELUIA
Alleluia, alleluia
Ps 9, 33 et 35
Exsurge, Domine Deus, exaltetur manus tua; ne obliviscaris pauperum. Tibi derelictus est pauper; orphano tu eris adjutor. Alleluia

Alleluia, alleluia
Sorgi, Signore, alza la tua mano, non dimenticare i miseri. A te si abbandona il misero, dell'orfano tu sei il sostegno. Alleluia

EVANGELIUM
Sequentia sancti Evangelii secundum Lucam
Luc. 10, 29-37
In illo tempore: quidam legisperitus volens justificare seipsum, dixit ad Iesum: Et quis est meus proximus? Suscipiens autem Iesus, dixit: Homo quidam descendebat ab Ierusalem in Iericho, et incidit in latrones, qui etiam despoliaverunt eum: et plagis impositis abierunt semivivo relicto. Accidit autem ut sacerdos quidam descenderet eadem via: et viso illo præterivit. Similiter et Levita, cum esset secus locum, et videret eum, pertransiit. Samaritanus autem quidam iter faciens, venit secus eum: et videns eum, misericordia motus est. Et appropians alligavit vulnera ejus, infundens oleum et vinum: et imponens illum in iumentum suum, duxit in stabulum, et curam eius egit. Et altera die protulit duos denarios, et dedit stabulario, et ait: Curam illius habe: et quodcumque supererogaveris, ego cum rediero reddam tibi. Quis horum trium videtur tibi proximus fuisse illi, qui incidit in latrones? At ille dixit: Qui fecit misericordiam in illum. Et ait illi Iesus: Vade, et tu fac similiter.

In quel tempo, un dottore della legge volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa’ lo stesso».

OFFERTORIUM
Iob 29, 12-13 et 15-16
Eo quod liberassem pauperem vociferantem, et pupillum cui non esset adiutor. Benedictio perituri super me veniebat, et cor viduæ consolatus sum. Oculus fui cæco, et pes claudo. Pater eram pauperum.

Io liberavo il povero che gridava e l’orfano privo di difensore. Benedizioni mandava a me colui che era in pericolo di vita e portavo conforto al cuore delle vedove. Fui occhio al cieco e piede allo zoppo. Io ero padre per i poveri.

SECRETA
Caritatis victima, quam immolantes offerimus,sit nobis, Domine, te miserante, propitiabilis: et, beati Petri precibus et meritis, ad obtinendam patientiæ et caritatis augmentum, efficax et salutaris. Per eundem Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

L’immolazione, o Signore, della vittima di carità che ti offriamo, sia, per tua misericordia, a noi propizia, e, per le preghiere ed i meriti di san Pietro, ci riesca salutare ed efficace per ottenere un aumento di pazienza e di carità. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

COMMUNIO
Ezech. 34, 15-16
Ego pascam oves meas, et ego eas accubare faciam, dicit Dominus Deus.Quod perierat requiram, et quod abjectum erat reducam, et quod confractum fuerat alligabo, et quod infirmum fuerat consolidabo.

Io pascerò le mie pecorelle ed io le farò riposare, dice il Signore Iddio. Andrò in cerca di quella che era smarrita e rialzerò quella che era caduta; fascerò le piaghe di quella che avrà patito frattura e ristorerò la debole.

POSTCOMMUNIO
Oremus
Crescat in nobis, Domine, tuæ pietatis effectus salutaris: ut, cœlesti pabulo nutriti, æternæ vitæ coronam, beato Petro intercedente, feliciter assquamur. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo
Cresca in noi, o Signore, il frutto salutare della tua pietà onde, nutriti dal cibo celeste, per l'intercessione di san Pietro, otteniamo la corona della vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.



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