mercoledì 25 luglio 2018

"Niente si porta alla fossa" (S. Alfonso)

COLLA MORTE FINISCE TUTTO
Finis venit, venit finis
(Ezech 2,7)


PUNTO I
Da' mondani sono stimati fortunati solamente quei, che godono de' beni di questo mondo, de' piaceri, delle ricchezze e delle pompe; ma la morte metterà fine a tutte queste fortune di terra. "Quae est vita vestra? vapor est, ad modicum parens" (Iac 4,15). I vapori ch'esalano dalla terra, talvolta alzati in aria, e investiti dalla luce del sole fanno una bella comparsa; ma questa comparsa quanto dura? ad un poco di vento sparisce tutto. Ecco quel grande oggi corteggiato, temuto e quasi adorato; domani che sarà morto, sarà disprezzato, maledetto e calpestato. Colla morte tutto si ha da lasciare. Il fratello di quel gran servo di Dio Tommaso de Kempis si pregiava d'aversi fatta una bella casa, ma gli disse un amico che vi era un gran difetto. Quale? egli domandò. Il difetto, quegli rispose, è che vi avete fatta la porta. Come? ripigliò, è difetto la porta? Sì, rispose l'amico, perché un giorno per questa porta dovrete uscirne morto, e così lasciar la casa e tutto. La morte in somma spoglia l'uomo di tutti i beni di questo mondo. Che spettacolo è vedere cacciar fuori quel principe dal suo palagio [palazzo] per non rientrarvi più, e prendere altri il possesso de' suoi mobili, de' suoi danari e di tutti gli altri suoi beni! I servi lo lasciano nella sepoltura coverto appena con una veste che basta a coprirgli le carni; non v'è più chi lo stima, né chi l'adula; né si fa più conto de' suoi comandi lasciati. Saladino, che acquistò molti regni nell'Asia, morendo lasciò detto che quando portavasi il suo cadavere a seppellirsi, uno gli andasse avanti colla sua camicia appesa ad un'asta, gridando: Questo è tutto quel che si porta Saladino alla sepoltura. Posto ch'è nella fossa il cadavere di quel principe, se ne cadono le carni, ed ecco che il suo scheletro più non si distingue dagli altri. "Contemplare sepulcra", dice S. Basilio, "vide num poteris discernere, quis servus, quis dominus fuerit". Diogene un giorno facea vedersi da Alessandro Magno tutto affannato in ricercare qualche cosa fra certi teschi di morti. Che cerchi? curioso disse Alessandro. Vado cercando, rispose, il teschio del re Filippo tuo padre, e nol so distinguere; se tu lo puoi trovare, fammelo vedere: "Si tu potes, ostende". In questa terra gli uomini disugualmente nascono, ma dopo la morte tutti si trovano eguali: "Impares nascimur, pares morimur", dice Seneca. Ed Orazio disse che la morte eguaglia gli scettri alle zappe: "Sceptra ligonibus aequat". In somma quando viene la morte, "finis venit", tutto finisce e tutto si lascia, e di tutte le cose di questo mondo niente si porta alla fossa.

PUNTO II
Filippo II re di Spagna, stando vicino a morte, si chiamò il figlio, e buttando la veste regale che lo copriva, gli fe' vedere il petto roso da' vermi, e poi gli disse: Principe, vedi come si muore, e come finiscono tutte le grandezze di questo mondo! Ben disse Teodoreto: "Nec divitias mors metuit, nec satellites, nec purpuram"; e che così da' vassalli come da' principi, "putredo sequitur, et sanies defluit". Sicché ognuno che muore, ancorché principe, niente conduce seco alla sepoltura; tutta la gloria resta sul letto, dove spira. "Cum interierit, non sumet omnia, neque descendet cum eo gloria eius" (Ps 48,18). Narra S. Antonino che morto che fu Alessandro Magno, un certo filosofo esclamando disse: "Ecco quegli che ieri conculcava la terra, ora dalla terra è oppresso. Ieri tutta la terra non gli bastava, ora gli bastan sette palmi. Ieri conduceva per la terra eserciti, ed ora è condotto da pochi facchini sotto terra". Ma meglio sentiamo quel che dice Dio: "Quid superbis, terra et cinis?" (Eccli 10,9). Uomo, non vedi che sei polvere e cenere, a che t'insuperbisci? a che spendi i tuoi pensieri e gli anni tuoi per farti grande in questo mondo? Verrà la morte, ed allora finiranno tutte le tue grandezze e tutt'i tuoi disegni: "In illa die peribunt cogitationes eorum" (Ps 55,6). Oh quanto fu più felice la morte di S. Paolo eremita, il quale visse 60 anni chiuso in una grotta, che la morte di Nerone, che visse imperadore in Roma! Quanto più fortunata la morte di S. Felice laico cappuccino, che la morte di Errico VIII vivuto tra le grandezze regali, ma nemico di Dio! Ma bisogna riflettere che i Santi per ottenere una tal morte hanno lasciato tutto, le patrie, le delizie, le speranze che il mondo loro offeriva, ed hanno abbracciata una vita povera e disprezzata. Si son seppelliti vivi in questa terra, per non esser seppelliti morti nell'inferno. Ma i mondani, come mai vivendo tra' peccati, tra' piaceri terreni, e tra occasioni pericolose possono sperare una felice morte? Dio minaccia a' peccatori che in morte lo cercheranno e non lo troveranno: "Quaeretis me, et non invenietis" (Ier 13). Dice che allora sarà tempo non di misericordia, ma di vendetta. "Ego retribuam in tempore" (Deuter 32,35). La ragione ci persuade lo stesso, mentre allora un uomo di mondo, in morte si troverà debole di mente, ottenebrato e indurito di cuore per li mali abiti fatti: le tentazioni saranno più forti: chi in vita ha soluto quasi sempre cedere e farsi vincere, come resisterà in morte? Vi bisognerebbe allora una grazia divina più potente, che gli mutasse il cuore; ma questa grazia forse Iddio è obbligato a darcela? Forse colui se l'ha meritata colla vita sconcertata che ha fatta? E pure si tratta allora della sua fortuna o della sua ruina eterna. Com'è possibile che pensando a ciò, chi crede alle verità della fede, non lasci tutto per darsi tutto a Dio, il quale secondo le nostre opere ci giudicherà?

PUNTO III
Chiamò Davide la felicità della vita presente un sogno di chi si sveglia: "Velut somnium surgentium" (Ps 72,20). Commenta un autore: "Somnium, quia sopitis sensibus res magnae apparent, et non sunt, et cito avolant". I beni di questo mondo compariscono grandi, ma poi son niente e poco durano, come poco dura il sogno, e poi tutto svanisce. Questo pensiero che colla morte finisce tutto, fe' risolvere S. Francesco Borgia di darsi tutto a Dio. Toccò al Santo accompagnare in Granata il cadavere dell'imperadrice Isabella: quando si aprì la cassa, all'orrore, alla puzza tutti fuggirono; ma S. Francesco scorto dalla luce divina si fermò a contemplare in quel cadavere la vanità del mondo, e rimirandolo disse: "Voi dunque siete la mia imperadrice? Voi quella, a cui tanti grandi s'inginocchiavano per riverenza? O Donna Isabella dov'è andata la vostra maestà, la vostra bellezza? "Così dunque (tra sé concluse) finiscono le grandezze e le corone di questa terra! Voglio dunque servire da oggi avanti (disse) ad un Padrone, che non mi possa più morire. E così da allora si dedicò tutto all'amore del Crocefisso: ed allora anche fe' voto di farsi religioso, se moriva la moglie; come in fatti poi l'eseguì, entrando nella Compagnia di Gesù. Ben dunque scrisse un uomo disingannato su d'un cranio di un morto queste parole: "Cogitanti vilescunt omnia". Chi pensa alla morte, non può amare la terra. E perché mai vi sono tanti infelici amanti di questo mondo? perché non pensano alla morte. "Filii hominum, usquequo gravi corde? ut quid diligitis vanitatem, et quaeritis mendacium?" (Ps 4,3). Miseri figli di Adamo, ci avverte lo Spirito Santo, perché non discacciate dal cuore tanti affetti alla terra, che vi fanno amare la vanità e la bugia? Ciò ch'è succeduto a' vostri antenati, ha da succedere anche a voi; essi in questo vostro palagio anche hanno abitato, in questo medesimo letto han dormito, ed ora non vi sono più: lo stesso ha da esser per voi. Dunque, fratello mio, presto datti a Dio, prima che venga la morte. "Quodcunque potest facere manus tua, instanter operare" (Eccl 9,10). Quel che puoi far oggi, non aspettare a farlo domani, perché quest'oggi passa e non torna più, e domani può venirti la morte, la quale non ti permetterà di fare più niente. Presto distaccati da ciò che ti allontana, o può allontanarti da Dio. Lasciamo presto coll'affetto questi beni di terra, prima che la morte ce ne spogli a forza: "Beati mortui qui in Domino moriuntur" (Apoc 14,13). Beati quelli, che morendo si trovano già morti agli affetti di questo mondo! La morte da costoro non si teme, ma si desidera e si abbraccia con allegrezza: giacch'ella allora, in vece di separarli da' beni che amano, l'unisce col sommo bene, che solamente è da essi amato, e che li renderà eternamente beati.

(Sant’Alfonso Maria de Liguori, Apparecchio alla morte, II)





venerdì 20 luglio 2018

Sant'Elia Profeta

Sant’Elia Tisbita fu profeta del vero Dio - il suo stesso nome significa Yahwhe è Dio - al tempo di Acazia e Acab. Combatté strenuamente - confermando la predicazione coi miracoli - per l’integrità della Fede contro il culto del demone Baal che era stato introdotto in Israele. Sul Monte Carmelo trionfò dei sacerdoti idolatrici, in seguito da lui stesso scannati. Per sfuggire all’ira della regine Gezabele fuggì nel deserto, dove, nel pieno dell’angoscia fu visitato da un Angelo che lo rifocillò con un pane miracoloso, figura dell’Eucaristia. Alla fine della sua missione fu assunto di tra gli uomini da un carro di fuoco e portato in luogo misterioso col suo corpo mortale: “Non è sfuggito alla morte, ma per lui essa è solo ritardata” (S. Gregorio Magno). Assieme al Patriarca Enoch tornerà a preparare la seconda venuta del Cristo e particolarmente per convertire gli Ebrei. I due moriranno Martiri prima della disfatta dell’Anticristo, il che giustifica l'uso dei paramenti rossi. Questo “angelo della terra e uomo del Cielo” (S. Giovanni Crisostomo), vindice dei diritti di Dio, prefigurò san Giovanni Battista. L’Ordine del Carmelo lo venera per suo Padre. Su quel monte infatti egli vide - nella nuvoletta ascendente dal mare - la Santa Vergine e originò un ceto di santi romiti.



PROPRIUM MISSAE
Ex Proprio Dioecesis Patriarchalis Hierosolimitanae

Duplex majus - Paramentis rubeis


INTROITUS
Mal 4, 5-6.- Ecce ego mittam vobis Eliam prophetam, antequam veniat dies Domini magnus et horribilis. Et convertet cor patrum ad filios, et cor filiorum ad patres eorum.  ~~  Ps 66, 5.- Deus misereatur nostri, et benedicat nobis ; illuminet vultum suum super nos, et misereatur nostri  ~~  Glória  ~~  Ecce ego mittam vobis Eliam prophetam, antequam veniat dies Domini magnus et horribilis. Et convertet cor patrum ad filios, et cor filiorum ad patres eorum.


Mal 4, 5-6.- Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore, perché converta il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri.  ~~  Ps 66, 5.- Dio abbia pietà di noi e ci benedica, su di noi faccia splendere il suo volto e di noi abbia pietà.  ~~  Gloria  ~~  Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore, perché converta il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri. 




Gloria



ORATIO

Oremus

Præsta, quæsumus, omnipotens Deus: ut, qui beatum Eliam Prophetam tuum, igneo curru mirabiliter elevatum est esse credimus; eodem interveniente ad cælestia sublevemur, et Sanctorum tuorum consortio gaudeamus. Per Dominum nostrum Jesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Preghiamo.
Fa’, Iddio onnipotente, che noi che crediamo essere stato mirabilmente assunto sul carro di fuoco il beato Elia Profeta, per il suo intervento, possiamo essere sollevati al cielo e godere della compagnia dei tuoi Santi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.


LECTIO

Lectio libri Sapientiæ

Eccli 48, 1-10

Et surrexit Elias propheta quasi ignis, et verbum ipsius quasi facula ardebat. Qui induxit in illos famem: et irritantes illum invidia sua pauci facti sunt: non enim poterant sustinere præcepta Domini. Verbo Domini continuit cælum, et dejecit de cælo ignem ter. Sic amplificatus est Elias in mirabilibus suis. Et quis potest similiter sic gloriari tibi? qui sustulisti mortuum ab inferis de sorte mortis, in verbo Domini Dei: qui dejecisti reges ad pernicem, et confregisti facile potentiam ipsorum, et gloriosos de lecto suo: qui audis in Sina judicium, et in Horeb judicia defensionis: qui ungis reges ad pœnitentiam, et prophetas facis successores post te: qui receptus es in turbine ignis, in curru equorum igneorum: qui scriptus es in judiciis temporum, lenire iracundiam Domini, conciliare cor patris ad filium, et restituere tribus Jacob.


Sorse Elia profeta, simile al fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola. Egli fece venire su di loro la carestia e quelli che per invidia lo perseguitavano: perché non potevano essi sopportare i comandamenti del Signore. Per comando del Signore chiuse il cielo, fece scendere così tre Così si rese famoso Elia per i suoi prodigi. E chi può vantarsi di esserti uguale? Traesti un defunto dalla morte e dall'inferno per comando del Signore Iddio. Tu abbattesti i re, conquidesti con facilità la loro possanza e facesti cadere uomini gloriosi dal loro letto. Sentisti sul Sinai il giudizio, sull'Oreb sentenze di vendetta. Tu ungi re come vindici, e profeti come tuoi successori. Fosti rapito in un turbine di fuoco su un carro di cavalli di fuoco, designato a rimproverare i tempi futuri per placare l'ira di Dio, per ricondurre il cuore dei padri verso i figli e ristabilire le tribù di Giacobbe.


GRADUALE

Ps 144, 18-19

Prope est Dominus omnibus invocantibus eum, omnibus invocantibus eum in veritate.

V. Voluntatem timentium se faciet, et deprecationem eorum exaudiet, et salvos faciet eos.


Il Signore è vicino a quanti lo invocano, a quanti lo cercano nella verità.
V. Appaga il desiderio di quelli che lo temono, ascolta il loro grido e li salva.


ALLELUIA

Alleluja, alleluja

3 Reg 18, 36 et 38

Domine ostende hodie quia tu es Deus Israël, et ego servus tuus. Et cecidit autem ignis Domini, et voravit holocaustum. Alleluja


Alleluia, alleluia
Dimostra oggi, Signore Iddio, che sei tu il Dio di Israele ed io il tuo sevo. E scese del cielo il fuoco del Signore e consumò l’olocausto. Alleluia


EVANGELIUM

Sequentia  sancti Evangelii secundum Lucam

Luc 9, 28-36

In illo tempore: assumpsit Jesus Petrum, et Jacobum, et Joannem, et ascendit in montem ut oraret. Et facta est, dum oraret, species vultus ejus altera: et vestitus ejus albus et refulgens. Et ecce duo viri loquebantur cum illo. Erant autem Moyses et Elias, visi in majestate: et dicebant excessum ejus, quem completurus erat in Jerusalem. Petrus vero, et qui cum illo erant, gravati erant somno. Et evigilantes viderunt majestatem ejus, et duos viros qui stabant cum illo. Et factum est cum discederent ab illo, ait Petrus ad Jesum: Præceptor, bonum est nos hic esse: et faciamus tria tabernacula, unum tibi, et unum Moysi, et unum Eliæ: nesciens quid diceret. Hæc autem illo loquente, facta est nubes, et obumbravit eos: et timuerunt, intrantibus illis in nubem. Et vox facta est de nube, dicens: Hic est Filius meus dilectus, ipsum audite. Et dum fieret vox, inventus est Jesus solus. Et ipsi tacuerunt, et nemini dixerunt in illis diebus quidquam ex his quæ viderant.


In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro Giacomo, e Giovanni e salì sul monte a pregare. E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quel che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all'entrare in quella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo». Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.


OFFERTORIUM

Jac 5, 17-18

Elias homo erat similis nobis passibilis : et oratione oravit ut non plueret super terram, et non pluit annos tres, et menses sex. Et rursum oravit: et cælum dedit pluviam, et terra dedit fructum suum. Alleluja


Elia era un uomo della nostra stessa natura: pregò intensamente che non piovesse e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. Poi pregò di nuovo e il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto. Alleluia


SECRETA

Offerimus tibi, Domine, hostiam laudis in honorem Sancti Eliæ Prophetæ tui: et sicut tu holocausto illius adfuisti, ita sacrificium nostrum acceptare digneris; ut per illud ad æternam pervenire mereamur lætitiam. Per Dominum nostrum Jesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Ti offriamo,Signore, il sacrificio di lode in onore del tuo Santo Profeta Elia: come presenziasti al suo olocausto così degnati di accettare il nostro sacrificio onde noi per mezzo suo meritiamo di giungere alla eterna letizia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.


COMMUNIO

3 Reg 19, 8

Comedit Elias et bibit, et ambulavit in fortitudine cibi illius quadraginta diebus et quadraginta noctibus usque ad montem Dei. Alleluja


Elia mangiò e bevve. Con la forza datagli da quel cibo, camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio. Alleluia


POSTCOMMUNIO

Oremus
Deus, qui per sanctum Angelum beato Eliæ, Prophetæ tuo, cibum et potum tribuisti: ipso interveniente concede; ut, quæ de cælesti mensa percepimus, sinceris mentibus illibata servemus. Per Dominum nostrum Jesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Preghiamo.
O Dio, che per mezzo dell’Angelo Santo hai dato al tuo Santo Profeta Elia il cibo e la bevanda: concedi, per la sua intercessione, che conserviamo illibato, con mente sincera, ciò che abbiamo ricevuto dalla mensa celeste. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.





martedì 17 luglio 2018

Sant'Alessio Confessore

Dal Martirologio Romano: "A Roma sant'Alessio Confessore, figlio del Senatore Eufemiano. Egli, nella prima notte delle nozze, partito di casa lasciando intatta la sposa, e, dopo lunga peregrinazione, tornato a Roma, con nuova arte deludendo il mondo, rimase incognito per diciassette anni nella casa patema, alloggiatovi come povero; ma dopo la morte, riconosciuto per una voce che si udì nelle chiese di Roma e per un suo scritto, al tempo del Papa Innocenzo primo, fu con sommo onore trasferito alla chiesa di san Bonifacio, dove rifulse per molti miracoli".



PRORIUM MISSAE
Ex Proprio Missarum pro Clero Almae Urbis ejusque Districtus

Duplex


INTROITUS
Gen 12, 1.- Egredere de terra tua, et de cognatione tua, et de domo patris tui, et veni in terram quam monstrabo tibi.  ~~  Ps 44, 11-12.- Obliviscere populum tuum, et domum patris tui: et concupiscet rex decorem tuum.  ~~  Glória  ~~  Egredere de terra tua, et de cognatione tua, et de domo patris tui, et veni in terram quam monstrabo tibi.


Gen 12, 1.- Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò.  ~~  Ps 44, 11-12.- Dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre: al re è grandemente piaciuta la tua bellezza.  ~~  Gloria  ~~  Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò.




Gloria



ORATIO

Orémus.

Deus, qui beatum Alexium Confessorem tuum in mundi contemptu mirabilem effecisti: praesta, quaesumus; ut,intercesionis ejus auxilio, fideles tui terrena despiciant et ad coelestia semper aspirent. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Preghiamo.
Dio, che hai reso ammirabile nel disprezzo del mondo il tuo beato Confessore Alessio: fa’, te ne preghiamo, che i tuoi fedeli, mercè l’aiuto della sua intercessione, disprezzino i beni terreni e aspirino sempre a quelli celesti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.


LECTIO

Léctio Epístolæ beáti Pauli Apóstoli ad Timótheum.

1 Tim 6:6-12

Caríssime: Est quæstus magnus píetas cum sufficiéntia. Nihil enim intúlimus in hunc mundum: haud dúbium, quod nec auférre quid póssumus. Habéntes autem aliménta, et quibus tegámur, his conténti simus. Nam qui volunt dívites fíeri, incídunt in tentatiónem et in láqueum diáboli, et desidéria multa inutília et nocíva: quæ mergunt hómines in intéritum et perditiónem. Radix enim ómnium malórum est cupíditas: quam quidam appeténtes, erravérunt a fide, et inseruérunt se dolóribus multis. Tu autem, o homo Dei, hæc fuge: sectáre vero justítiam, pietátem, fidem, caritátem, patiéntiam, mansuetúdinem. Certa bonum certámen fídei, apprehénde vitam ætérnam.


Carissimo, gran guadagno è la pietà, se induce a contentarsi del necessario. Nulla infatti abbiamo portato in questo mondo: e non c'è dubbio che nulla porteremo via. Ma avendo gli alimenti e di che coprirci, contentiamoci. Perché quelli che vogliono arricchire si espongono a tentazioni, ai lacci del diavolo, a molti inutili e nocivi desideri, che sommergono gli uomini nella morte e nella perdizione. Radice infatti di tutti i mali è la cupidigia: per amor della quale alcuni hanno deviato dalla fede, e si sono creati molti dolori. Ma tu, uomo di Dio, fuggi l'avarizia; bada piuttosto alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla dolcezza. Combatti la buona battaglia della fede, conquista la vita eterna.


GRADUALE

Jer 12, 7

Reliqui domum meam

Ps 72, 28

Quia bonum mihi est adhaerere Deo: ponere in Domino Deo spem meam


Ho lasciato la mia casa.
V. Il mio bene è aderire a Dio: riporre nel Signore Iddio la mia speme


ALLELUIA

Allelúja, allelúja

Ps 5, 8; 131, 14

Introibo in domum tuam: hæc requies mea in sæculum sæculi; hic habitabo, quoniam elegi eam. Allelúja.


Alleluia, alleluia.
Entrerò nella tua casa: essa è il mio riposo per sempre; qui abiterò, perché l'ho eletto. Alleluia.


EVANGELIUM

Sequéntia  sancti Evangélii secúndum Matthaeum.

Matt 19:27-29

In illo témpore: Dixit Petrus ad Jesum: Ecce, nos relíquimus ómnia, et secúti sumus te: quid ergo erit nobis? Jesus autem dixit illis: Amen, dico vobis, quod vos, qui secúti estis me, in regeneratióne, cum séderit Fílius hóminis in sede majestátis suæ, sedébitis et vos super sedes duódecim, judicántes duódecim tribus Israël. Et omnis, qui relíquerit domum, vel fratres, aut soróres, aut patrem, aut matrem, aut uxórem, aut fílios, aut agros, propter nomen meum, céntuplum accípiet, et vitam ætérnam possidebit.


In quel tempo Pietro disse a Gesù: «Ecco noi abbiamo lasciato ogni cosa e ti abbiamo seguito; che cosa adunque avremo noi?». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: Voi che mi avete seguito, nella rigenerazione, quando il Figlio dell'uomo sederà sul trono della sua gloria, sederete anche voi sopra dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. E chiunque avrà lasciato casa, fratelli o sorelle, o padre o madre, o moglie o figli, o campi per amore del nome mio, riceverà il centuplo e possederà la vita eterna».


OFFERTORIUM

Gen 32, 9

Revertere in terram tuam, et in locum nativitatis tuæ, et benefaciam tibi.


Ritorna al tuo paese, nella tua patria e io ti farò del bene


SECRETA

Propitius esto, Domine, supplicationibus nostris, et, intercessione beati Alexii Confessoris tui, omnium nostrum ad te corda converte; ut, a mundanis cupiditatibus expediti, te solum pura mente sectemur. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Sii propizio, o Signore, alle nostre suppliche e, per l’intercessione del tuo beato Confessore Alessio, converti a Te i nostri cuori: onde sciolti dalle cupidità mondane, serviamo solo Te con mente pura. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.



COMMUNIO

Job 19, 15 et Ps 26, 10

Inquilini domus meæ et ancillæ meæ sicut alienum habuerunt me, et quasi peregrinus fui in oculis; Dominus autem assumpsit me.


Da estraneo mi trattarono quelli della mia casa e le mie ancelle, un forestiero fui ai loro occhi, ma il Signore mi ha raccolto.


POSTCOMMUNIO

Orémus.

Supsimus, Domine, sacri dona mysterii humiliter deprecantes: ut beatum Alexium Confessore tuum, quem admirabilem in mundi contemptu praedicamus in terris, intercessorem habere mereamur in coelis. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Preghiamo.
Abbiamo ricevuto, o Signore, i doni del sacro mistero e ti preghiamo di meritare che il tuo beato Confessore Alessio, che in terra proclamiamo ammirabile dispregiatore del mondo, ci sia in cielo intercessore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.




lunedì 16 luglio 2018

Commemorazione della beata Vergine Maria del monte Carmelo

Il monte Carmelo fu sede di eremiti, emuli del profeta Elia, fin da prima del Cristianesimo. Lo stesso Elia su quel monte ricevette una "apparizione" della Vergine in quella nuvoletta che si levava dal mare (Cfr. 1Re, 18, 42-45). Sempre nello spirito del Profeta Elia e sotto il Patrocinio della medesima Vergine vissero su quella vetta monaci cristiani, probabilmente maroniti che seguivano la regola di san Basilio. A questi nel secolo XII, si unirono anche dei Latini, i quali diedero vita all'Ordine dei Fratelli di Santa Maria del Carmelo (i Carmelitani), che poi si diffusero per tutta la Cristianità. La data del 16 luglio è legata all'apparizione della Vergine a san Simone Stock, generale dell'Ordine, e alla istituzione del Sacro Scapolare. Nel 1316 la Vergine del Carmine apparve pure a Papa Giovanni XXII chiedendogli la pubblicazione del privilegio sabatino, cioè che Ella libererà certamente dal Purgatorio, nel primo sabato dopo la loro morte, quei fedeli ornati dello Scapolare e zelatori della devozione mariana. La festa, prima solamente dei Carmelitani, fu introdotta nel Messale Romano per tutta la Chiesa da Benedetto XIII nel 1726.


PROPRIUM MISSAE
Ex Proprio Dioecesis Patriarchalis Hierosolymilitane


INTROITUS

Cant 3,1.- Quam pulchri sunt gressus tui, filia Principis! Favus distillans labia tua, et odor vestimentorum tuorum sicut odor thuris.  ~~  Ps 97,1.- Cantate Domino canticum novum: quia mirabilia fecit.  ~~  Glória  ~~  Quam pulchri sunt gressus tui, filia Principis! Favus distillans labia tua, et odor vestimentorum tuorum sicut odor thuris.

Cant 3,1.- Come son belli i tuoi passi, o figlia di principe! Le tue labbra sono come un favo stillante e i tuoi vestiti profumano d’incenso.  ~~  Ps 97,1.- Cantate al Signore un canto nuovo: Egli ha compiuto meraviglie.  ~~  Gloria  ~~  Come son belli i tuoi passi, o figlia di principe! Le tue labbra sono come un favo stillante e i tuoi vestiti profumano d’incenso.


Gloria


ORATIO
Orémus.
Deus, qui beatíssimæ semper Vírginis et Genetrícis tuæ Maríæ singulári título Carméli órdinem decorásti: concéde propítius; ut, cujus hódie Commemoratiónem sollémni celebrámus offício, ejus muníti præsídiis, ad gáudia sempitérna perveníre mereámur: Qui vivis et regnas cum Deo Patre, in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
O Dio, che onorasti l'ordine del Carmelo col singolare nome della beatissima sempre Vergine e Madre tua Maria; concedici benigno che sostenuti dalla protezione di Colei, della quale celebriamo oggi la solenne commemorazione, meritiamo di pervenire alle gioie eterne: Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Léctio libri Regum.
III Reg. 18, 42-45
Elias autem ascendit in verticem Carmeli, et pronus in terram posuit faciem suam inter genua sua, et dixit ad puerum suum: Ascende, et prospice contra mare. Qui cum ascendisset, et contemplatus esset, ait: Non est quidquam. Et rursum ait illi: Revertere septem vicibus. In septima autem vice, ecce nubecula parva quasi vestigium hominis ascendebat de mari. Qui ait: Ascende, et dic Achab: Junge currum tuum et descende, ne occupet te pluvia. Cumque se verteret huc atque illuc, ecce cæli contenebrati sunt, et nubes, et ventus, et facta est pluvia grandis.

Elia si recò alla cima del Carmelo; gettatosi a terra, pose la faccia tra le proprie ginocchia. Quindi disse al suo ragazzo: «Vieni qui, guarda verso il mare». Quegli andò, guardò e disse. «Non c'è nulla!». Elia disse: «Tornaci ancora per sette volte». La settima volta riferì: «Ecco, una nuvoletta, come una mano d'uomo, sale dal mare». Elia gli disse: «Va' a dire ad Acab: Attacca i cavalli al carro e scendi perché non ti sorprenda la pioggia!». Subito il cielo si oscurò per le nubi e per il vento; la pioggia cadde a dirotto.

GRADUALE
Judith 15,10
Tu gloria Ierusalem, tu laetitia Israel, tu honorificentia populi nostri.
Cant 7,5
Caput tuum ut Carmelus; et comes capitis tui, sicut purpura regis tincta canalibus.

Tu sei la gloria di Gerusalemme, le letizia di Israele, il vanto della nostra stirpe.
V. Il tuo capo è come il Carmelo e la chioma del tuo capo è come porpora regale tinta nei canali.

ALLELUIA
Allelúja, allelúja.
Is 35,2
Gloria Libani data est ei; decor Carmeli et Saron. Allelúja.

Alleluia, alleluia.
Le è stata data la gloria del Libano, la beltà del Carmelo e del Saron. Alleluia.

EVANGELIUM
Sequéntia  sancti Evangélii secúndum Ioannem
Joan 19:25-27
In illo témpore: Stabant autem juxta crucem Jesu mater ejus, et soror matris ejus, Maria Cleophæ, et Maria Magdalene. Cum vidisset ergo Jesus matrem, et discipulum stantem, quem diligebat, dicit matri suæ: Mulier, ecce filius tuus. Deinde dicit discipulo: Ecce mater tua. Et ex illa hora accepit eam discipulus in sua.

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria Maddalena. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.


Credo


OFFERTORIUM
Ezech 46, 1
Porta atrii interioris, quae respicit ad orientem, erit clausa sex diebus; die autem Sabbati aperietur.

l portico dell'atrio interno che guarda a oriente rimarrà chiuso per sei giorni; sarà aperto il sabato

SECRETA
Tua nos, Domine, abundantia pietatis indulgeat; ut per sacra munera quae tibi reverenter offerimus, gratum beatissimae Filii tui Matri famulatum exercere valeamus. Per eundem Dominum nostrum Jesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Ci favorisca, Signore, l’abbondanza della tua pietà onde, per questi santi doni che ti offriamo con reverenza, possiamo rendere un gradito servizio alla beatissima Madre del Figlio tuo. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRÆFATIO DE BEATA MARIA VIRGINE
Vere dignum et justum est, æquum et salutáre, nos tibi semper et ubique grátias ágere: Dómine sancte, Pater omnípotens, ætérne Deus: Et te in Commemoratione beátæ Maríæ semper Vírginis collaudáre, benedícere et prædicáre. Quæ et Unigénitum tuum Sancti Spíritus obumbratióne concépit: et, virginitátis glória permanénte, lumen ætérnum mundo effúdit, Jesum Christum, Dóminum nostrum. Per quem majestátem tuam laudant Angeli, adórant Dominatiónes, tremunt Potestátes. Coeli coelorúmque Virtútes ac beáta Séraphim sócia exsultatióne concélebrant. Cum quibus et nostras voces ut admitti jubeas, deprecámur, súpplici confessióne dicéntes

È veramente degno e giusto, conveniente e salutare, che noi, sempre e in ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Eterno Iddio: Te, nella Commemorazione della Beata sempre Vergine Maria, lodiamo, benediciamo ed esaltiamo. La quale concepì il tuo Unigenito per opera dello Spirito Santo e, conservando la gloria della verginità, generò al mondo la luce eterna, Gesù Cristo nostro Signore. Per mezzo di Lui, la tua maestà lodano gli Angeli, adorano le Dominazioni e tremebonde le Potestà. I Cieli, le Virtù celesti e i beati Serafini la celebrano con unanime esultanza. Ti preghiamo di ammettere con le loro voci anche le nostre, mentre supplici confessiamo dicendo

COMMUNIO
Jer 2,7
Induxi vos in terram Carmeli, ut comederitis fructum ejus et optima illius

Io vi ho condotti nella terra del Carmelo, perché ne mangiaste i frutti e i prodotti.

POSTCOMMUNIO
Orémus.
Laeta nos, Domine, quaesumus, beatissimae Virginis Matris tuae solemnis commemoratio semper excipiat; quae iucunditatem nobis suae protectionis, et pacis securitatem infundat, et tibi nos reddat acceptos: Qui cum Patre et Spiritu Sancto vivis et regnas Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen

Preghiamo
Ci allieti sempre, o Signore, la solenne commemorazione della beatissima Vergine Maria: essa ci infonda la giocondità della sua protezione e la sicurezza della pace e ci renda accetti a Te che sei Dio e vivi e regni col Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen


Tutti i Santi dei Tre Ordini di San Francesco

Dal Martirologio Serafico : « Festa di tutti i Santi dei Tre Ordini del nostro Padre san Francesco, che oggi viene solennemente celebrata i...