sabato 9 dicembre 2017

Quando i foziani erano immacolatisti

Infra l’Ottava dell’Immacolata Concezione, mentre contempliamo in Maria Vergine il capolavoro della Creazione, vogliamo rilanciare un articolo apparso su Radio Spada.



La fede della Chiesa Orientale nell’Immacolata Concezione


di Giuliano Zoroddu

L’8 dicembre 1854 Pio IX, adempiendo un voto fatto durante l’esilio a Gaeta nel 1849, chiudeva la questione dell’Immacolato Concepimento della Vergine Maria. Dall’alto della sua Cattedra d’infallibilità definiva come dogma di fede divina e cattolica “la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria, nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Cristo Gesù Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale”[1]. Giorno di giubilo per la Chiesa intera e per ogni devoto della Madonna, che, con sant’Agostino[2], non tollera vedere accostati Maria e il peccato.
Come è noto questa verità della nostra Fede è impugnata sia dalle varie sette del mondo protestante sia dal mondo orientale dissidente, i sedicenti ortodossi (quelli che un tempo si chiamavano Foziani). Questi ultimi, più per odio scismatico ed eretico verso il Papato Romano che per convinzione, pur sostenendo la impeccabilità della Madre di Dio e acclamandola convintamente Tutta-Pura e Tutta-Santa, non ne postulano la preservazione dalla colpa di Adamo e la redenzione preventiva al momento del concepimento: Maria fu santificata in vista della Incarnazione del Verbo, fu preservata dal commettere peccati in vita, ma nacque infettata dal peccato originale. Ora non fu sempre questo il loro pensiero nei riguardi della divina Madre e ben lo spiegava La Civiltà Cattolica nel 1876[3]. In un articolo avente come titolo “Nuovi documenti della Chiesa orientale intorno al Domma dell’Immacolata Concezione di Maria SS.” i dottissimi Padri dell’allora integralmente cattolica Compagnia di Gesù, riportavano una relazione sul tema di un loro confratello vissuto nel Seicento, Joseph Besson. Questi, Superiore delle missioni dei Gesuiti , sottopose ad un gruppo di Patriarchi e Vescovi scismatici, riuniti ad Aleppo, la Costituzione Apostolica “Sollicitudo omnium”  di Papa Alessandro VII dell’ 8 dicembre 1661. Con questo documento Papa Chigi avvallava quella tesi antica nella Chiesa per cui l’anima della Madre di Dio “fin dal primo istante della sua creazione e della sua infusione nel corpo fosse stata preservata immune dalla macchia del peccato originale per una speciale grazia e per un singolare privilegio di Dio, in previsione dei meriti di Gesù Cristo, Figlio suo e Redentore del genere umana” e parimenti – seguendo Sisto IV, Paolo V e Gregorio XV - condannava severamente coloro che intendessero opporsi a tale dottrina. Il Console Francese che assistette a questa riunione ufficialmente certificava “questo essere stato il sentimento di tutte le Chiesa e nazioni orientali, cioè che la Beatissima Vergine sia immune da ogni macchia del peccato originale”. Lo stesso confermarono i tre Patriarchi e i Vescovi non cattolici con propri scritti, inviati poi a Roma, tutti affermanti la verità dell’immacolato concepimento di Nostra Signora, come dottrina insegnata dai Padri e Dottori antichi e proclamata nella Liturgia. Loro forse, a differenza dei loro epigoni (mostruosamente fossilizzati nello scisma e nell’eresia), avrebbero certamente sottoscritto la definizione dogmatica del Sommo Pontefice e non si sarebbero slanciati in cervellotiche interpretazioni[4] di quello “Io sono l’Immacolata Concezione” che il 25 marzo 1858 fu rivolto alla quattordicenne Bernardetta Soubirous nella Grotta di Massabielle.
Possa l’Immacolata - il cui totale trionfò sul Serpente crediamo col Padre Kolbe essere la conversione di tutti quelli che errano fuori della Chiesa Romana - spezzare le catene di un odioso scisma millenario affinché, come implorava Pio IX, “tutti gli erranti, rimossa la caligine della mente, possano far ritorno alla via della verità e della giustizia, e si faccia un solo ovile e un solo pastore”.

Chi mai non confessa
Che sei Immacolata
La sorte beata
Non gode, no, no!





[1] Pio IX, Bolla dogmatica “Ineffabilis Deus”, 8 dicembre 1854.
[2] «Escludiamo dunque la Santa Vergine Maria, nei riguardi della quale, per l’onore del Signore, non voglio si faccia questione alcuna di peccato» (S. Agostino, La natura e la grazia contro i Pelagiani, 36, 42).
[3] Civ. Catt., 1876, vol. XII, q. 635, pp. 541-556 (https://books.google.it/books?id=o1_T9vHKXQ0C&pg=PA541&dq=Nuovi+documenti+della+Chiesa+orientale+intorno+al+Domma+dell%E2%80%99Immacolata+Concezione+di+Maria+SS.%E2%80%9D&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiL-8jlhPnXAhXL1qQKHVIWBqYQ6AEILjAB#v=onepage&q=Nuovi%20documenti%20della%20Chiesa%20orientale%20intorno%20al%20Domma%20dell%E2%80%99Immacolata%20Concezione%20di%20Maria%20SS.%E2%80%9D&f=false)
[4] Vittorio Messori nel suo Ipotesi di Maria riporta una citazione di un libretto un teologo russo, Antoni Merluskin, dal titolo Punto di vista ortodosso sulla concezione della Vergine Maria: “La frase che la Vergine affida alla veggente mostra non il risultato (Maria stessa), ma la fonte (lo Spirito che l’ha fecondata). Con queste parole è rivelata la natura, l’essenza stessa della Vergine benedetta, in relazione alla concezione immacolata e verginale di Nostro Signore”. Non è Maria l’Immacolata Concezione, ma Gesù!

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