sabato 20 gennaio 2018

Gli agnelli di sant'Agnese

Il 21 gennaio tutta la Chiesa celebra una vergine di tredici anni che patì per Gesù Cristo al tempo della persecuzione di Decio (o di Diocleziano): sant’Agnese.
  


La Santa Romana Chiesa le rende ogni anno l’omaggio della sua devozione con la benedizione, nella basilica di sant’Agnese fuori le mura, da parte dell’Abate della Congregazione dei Canonici regolari del Laterano, di due agnelli bianchi, provenienti dall’Abbazia delle Tre Fontane.


Concluso il pontificale l’Abate depone i paramenti della messa e, assunto il piviale, si siede al faldistorio. Nel frattempo i mansionari del Laterano prendono i due candidi agnelli tutti ornati di fiori e nastri bianchi e rossi, e li pongono sulla mensa dell’altare, uno dalla parte del Vangelo, l’altro da quella dell’Epistola.
Quindi si canta l’antifona:
Stat a dextris eius Agnus nive candidior. Christus sibi sponsam et martyrem consecravit.

Sta alla sua destra l'Agnello più candido della neve: Cristi la consacrò sua sposa e sua martire. 

Concluso il canto l’Abate pronunzia sui due animali le orazioni:

V. Adjutorium nostrum in nomine Domini.
R. Qui fecit cœlum et terram.
V. Dominus vobiscum.
R. Et cum spiritu tuo.

Oremus.
Omnipotens et misericors Deus qui per Moysen famulum tuum Pontificibus tabernaculos servientibus, indumenta instituisti: et per sanctos Apostolos tuos Sacerdotibus et Pontificibus evangelicis vestimenta sacra providisti: effunde tuam sanctam benedi    ctionem super hos agnos, de quorum vellere sacra Pallia pro Summis Pontificibus, Patriarchis, et Archiepiscopis conficienda sunt: ut qui eis utuntur una cum plebe sibi commissa per intercessionem beatæ Virginis et Martyris Agnetis, super cujus tumbam oramus, ad æternam benedictionem perducantur. Per Christum Dominum nostrum. Amen.

Preghiamo.
Onnipotente e misericordioso Iddio, che per mezzo del tuo servo Mosè hai istituito i paramenti per i Pontefici che avrebbero servito nel Tabernacolo e per mezzo dei tuoi santi Apostoli hai predisposto sacre vesti per i Pontefici e i Sacerdoti evangelici: effondi  la tua santa benedizione su questi agnelli dal cui vello saranno confezionati i sacri Pallii per i Sommi Pontefici, i Patriarchi e gli Arcivescovi: perché, mercé l'intercessione di sant'Agnese vergine e martire sulla cui tomba preghiamo, giungano alla eterna benedizione coloro che ne faranno uso assieme al popolo loro affidato. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Oremus.
Omnipotens sempitérne Deus, qui infírma mundi éligis, ut fórtia quæque confúndas: concéde propítius; ut, qui beátæ Agnétis Vírginis et Mártyris tuæ sollémnia cólimus, ejus apud te patrocínia sentiámus. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo
Dio onnipotente ed eterno, che scegli le cose deboli del mondo per confondere tutte le forti: concedi benigno, che, come celebriamo la solennità della tua beata Vergine e Martire Agnese, così ne sperimentiamo il patrocinio presso di te. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
  
Quindi asperge ed incensa i due agnelli (prima quello posto in cornu Evangelii poi quello posto in cornu Epistolæ).

Terminata la funzione i mansionari riprendono i due agnelli e assieme alla delegazione del Capitolo li portano al Sommo Pontefice che li benedice nuovamente e comanda siano condotti al monastero di santa Cecilia in Trastevere perché le monache li nutrano e li custodiscano, fino alla tosatura che avviene a Pasqua. 



La lana trattata secondo antichi ed immutati procedimenti, servirà per la tessitura dei Palli. Questi saranno portati in San Pietro alla Natività del Battista e posti sulla tomba del Principe degli Apostoli dove alla Vigilia dei santi Pietro e Paolo verranno benedetti dal Papa che poi li invierà ai Patriarchi e ai Metropoliti. «Così, - commenta il Gueranger - il semplice ornamento di lana che quei Prelati porteranno sulle spalle come simbolo della pecora del buon Pastore, e che il Papa prende sulla tomba stessa di san Pietro per inviarlo ad essi, recherà fino agli estremi confini della Chiesa il duplice sentimento della forza del Principe degli Apostoli e della dolcezza virginea di Agnese».





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