venerdì 19 gennaio 2018

Missa votiva pro sponsis

"Che il Signore abbia accettato l'invito e sia andato alle nozze [di Cana, ndr], a parte ogni significato mistico, è una conferma che egli è l'autore delle nozze. Sarebbero sorti taluni, di cui parla l'Apostolo, i quali avrebbero condannato il matrimonio (1 Tim 4, 3), considerandolo un male, una invenzione del diavolo [...] Quelli che sono bene istruiti nella fede cattolica, sanno che Dio ha stabilito le nozze: e come l'unione degli sposi viene da Dio, così il divorzio viene dal diavolo" (S. Agostino, Commento al Vangelo di san Giovanni, 9,1). 



Quando la benedizione solenne delle nozze, durante la Messa, si fa di domenica o in un giorno di festa di rito doppio di I o II classe, nella Vigilia di Pentecoste e nelle Ottave di Epifania, Pasqua, Pentecoste, Corpus Domini, si dice la Messa dell’Ufficio del giorno corrente, col Gloria e il Credo se il rito lo richiede, con la commemorazione della seguente Messa degli sposi, dicendo le Orazioni sotto un’unica conclusione, e con le ulteriori benedizioni notate. Quando invece la solenne benedizione delle nozze si fa negli altri giorni, si dice la seguente Messa votiva per gli sposi. Nel giorno della Commemorazione di tutti i Fedeli Defunti e nel Triduo sacro è proibita sia la Messa votiva, sia la sua commemorazione nella Messa del giorno, sia la benedizione nuziale durante la Messa. Quando sia la Messa per gli sposi, sia la benedizione delle nozze è proibita, la Messa insieme alla benedizione si può trasferire in un giorno più opportuno non impedito, dopo la celebrazione del Matrimonio.




INTROITUS
Tob. 7, 15; 8,19.- Deus Israel coniúngat vos: et ipse sit vobiscum, qui misértus est duóbus únicis: et nunc, Dómine, fac eos plénius benedicere te. (T.P. Allelúja, allelúja.)  ~~  Ps. 127, 1.- Beàti omnes, qui timent Dóminum: qui ambulant in viis eius.  ~~  Glória  ~~  Deus Israel coniúngat vos: et ipse sit vobiscum, qui misértus est duóbus únicis: et nunc, Dómine, fac eos plénius benedicere te. (T.P. Allelúja, allelúja.) 

Tob. 7, 15; 8,19.- Il Dio d’Israele vi unisca: sia con voi Egli stesso, che ha avuto pietà di due figli unici. E ora, o Signore, fa che essi pienamente di benedicano. (T.P. Alleluia, alleluia.)  ~~  Ps. 127, 1.- Beati tutti coloro che temono il Signore: coloro che camminano nelle sue vie.  ~~  Gloria  ~~  Il Dio d’Israele vi unisca: sia con voi Egli stesso, che ha avuto pietà di due figli unici. E ora, o Signore, fa che essi pienamente di benedicano. (T.P. Alleluia, alleluia.) 


Gloria


ORATIO
Oremus
Exaudi nos, omnipotens et miséricors Deus: ut quod nostro ministratur officio, tua benedictióne pótius impleatur. Per Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum: Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.

Preghiamo
Ascoltaci, Dio onnipotente e misericordioso, affinché quanto si opera per nostro ministero, sia confermato dalla tua benedizione. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Léctio Epistolæ beati Pauli Apóstoli ad Ephésios
Ephes. 5, 22-33
Fratres: Mulieres viris suis subditae sint, sicut Domino: quoniam vir caput est mulieris, sicut Christus caput est Ecclesiæ: ipse, salvator corporis ejus. Sed sicut Ecclesia subjecta est Christo, ita et mulieres viris suis in omnibus. Viri, diligite uxores vestras, sicut et Christus dilexit Ecclesiam, et seipsum tradidit pro ea, ut illam sanctificaret, mundans lavacro aquae in verbo vitae, ut exhiberet ipse sibi gloriosam Ecclesiam, non habentem maculam, aut rugam, aut aliquid hujusmodi, sed ut sit sancta et immaculata. Ita et viri debent diligere uxores suas ut corpora sua. Qui suam uxorem diligit, seipsum diligit. Nemo enim umquam carnem suam odio habuit: sed nutrit et fovet eam, sicut et Christus Ecclesiam: quia membra sumus corporis ejus, de carne ejus et de ossibus ejus. Propter hoc relinquet homo patrem et matrem suam, et adhaerebit uxori suae, et erunt duo in carne una. Sacramentum hoc magnum est, ego autem dico in Christo et in Ecclesia. Verumtamen et vos singuli, unusquisque uxorem suam sicut seipsum diligat: uxor autem timeat virum suum.

Fratelli, le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola. Questo sacramento è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito.

GRADUALE
Ps. 127, 3
Uxor tua sicut vitis abúndans in latéribus domus tuæ.
V. Fílii tui sicut novéllæ olivarum in circúitu mensæ tuæ.

La tua sposa è come vite feconda nell’intimo della tua casa.
V. I tuoi figli come gemme d’olivo attorno alla tua mensa.

Fra l’anno dopo il Graduale si dice l’Alleluia
Allelúja, allelúja.

Ps. 19, 3
Mittat vobis Dóminus auxílium de sancto: et de Sion tueatur vos. Allelúja.

Alleluia, alleluia.   
Il Signore vi mandi il suo aiuto dal suo santuario e da Sion vi sostenga. Alleluia

Dopo la Settuagesima, si omette l’Allelúia e il versetto successivo e si dice il Tratto
Ps. 127, 4-6
Ecce, sic benedicétur omnis homo, qui timet Dóminum.
V. Benedícat tibi Dóminus ex Sion: et videas bona Ierúsalem ómnibus diébus vitæ tuæ.
V. Et videas filios filiórum tuórum: pax super Israel.

Ecco come sarà benedetto ogni uomo che teme il Signore.
V. Ti benedica il Signore da Sion: che tu possa vedere per tutti i giorni di tua vita la felicità di Gerusalemme
V. E possa tu vedere i figli dei tuoi figli. Sia pace su Israele!

Nel Tempo di Pasqua si omette il graduale e al suo posto si dice:
Allelúja, allelúja.
Ps. 19, 3
Mittat vobis Dóminus auxílium de sancto: et de Sion tueatur vos. Allelúja.
Ps. 133, 3
Benedícat vobis Dóminus ex Sion: qui fecit cælum et terram. Allelúja.

Alleluia, alleluia.   
Il Signore vi mandi il suo aiuto dal suo santuario e da Sion vi sostenga. Alleluia
Vi benedica il Signore da Sion, Egli che ha fatto il cielo e la terra. Alleluia

EVANGELIUM
Sequéntia    sancti Evangélii secúndum Matthæum
Matt. 19, 3-6
In illo tempore accesserunt ad Jesum pharisæi tentantes eum, et dicentes: Si licet homini dimittere uxorem suam, quacumque ex causa? Qui respondens, ait eis: Non legistis, quia qui fecit hominem ab initio, masculum et feminam fecit eos? Et dixit: Propter hoc dimittet homo patrem, et matrem, et adhærebit uxori suae, et erunt duo in carne una. Itaque jam non sunt duo, sed una caro. Quod ergo Deus conjunxit, homo non separet.  

In quel tempo si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: "È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?". Ed egli rispose: "Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi".

OFFERTORIUM
Ps. 30,15-16
In te speravi, Dómine: dixi: Tu es Deus meus: in manibus tuis témpora mea. (T. P. Allelúja.)

In te ho sperato, o Signore, e ho detto: Tu sei il mio Dio, nelle tue mani è la mia vita. (T. P. Alleluia.)

SECRETA
Suscipe, quæsumus, Dómine, pro sacra connúbii lege munus oblatum: et, cuius largítor es óperis, esto dispósitor. Per Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum: Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.

Accetta, o Signore, il sacrificio che t’offriamo per la sacra legge del matrimonio: tu che ne sei l’autore e il custode. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Dopo il Pater noster, il sacerdote, prima di dire Libera nos, stando al lato dell’Epistola, rivolto verso lo sposo e la sposa, genuflessi davanti all’Altare, dice su di loro le seguenti Orazioni:

Orémus.
Propitiare, Dómine, supplicatiónibus nostris, et institútis tuis, quibus propagatiónem humani géneris ordinasti, benígnus assiste: ut, quod te auctóre iúngitur, te auxiliante servétur. Per Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum: Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.

Preghiamo
Sii propizio, o Signore, alle nostre suppliche e assisti benigno alla tua istituzione, colla quale ordinasti la propagazione del genere umano; affinché ciò che è unito per tua autorità, tale si conservi per il tuo santo aiuto. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Orémus.
Deus, qui potestate virtútis tuæ de nihilo cuncta fecisti: qui dispósitis universitatis exórdiis, hómini, ad imaginem Dei facto, ideo inseparabile mulíeris adiutórium condidisti, ut femineo córpori de virili dares carne princípium, docens, quod ex uno placuísset instítui, numquam licére disjúngi: Deus, qui tam excellénti mystério coniugalem cópulam consecrasti, ut Christi et Ecclésiae sacraméntum præsignares in fœdere nuptiàrum: Deus, per quem múlier júngitur viro, et societas principaliter ordinata ea benedictióne donatur, quæ sola nec per originalis peccati pœnam nec per dilúvii est ablata senténtiam: réspice propitius super hanc famulam tuam, qua, maritali jungénda consórtio, tua se éxpetit protectióne muniri: sit in ea jugum dilectiónis et pacis: fidélis et casta nubat in Christo, imitatríxque sanctarum permaneat feminarum: sit amabilis viro suo, ut Rachel: sapiens, ut Rebécca: longæva et fidélis, ut Sara: nihil in ea ex actibus suis ille auctor prævaricatiónis usúrpet: nexa fidei mandatísque permaneat: uni thoro juncta, contactus illicitos fúgiat: múniat infirmitatem suam róbore disciplina: sit verecúndia gravis, pudóre venerabilis, doctrínis cæléstibus erudita: sit fecúnda in sóbole, sit probata et ínnocens: et ad Beatórum réquiem atque ad cæléstia regna pervéniat: et vídeant ambo filios filiórum suórum, usque in tértiam et quartam generatiónem, et ad optatam pervéniant senectútem. Per eúndem Dóminum nostrum Jesum Christum Filium tuum: Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.

Preghiamo
O Dio, che in virtù del tuo potere hai creato ogni cosa dal nulla; e ordinando i primordi dell’universo, all’uomo, fatto a immagine di Dio, desti come aiuto inseparabile la donna, il corpo della quale traesti da quello dell’uomo, per insegnarci che non è mai lecito separare ciò che ti piacque unire; o Dio, che consacrasti l’unione coniugale con un mistero così grande da rendere il matrimonio simbolo dell’unione di Cristo e della tua Chiesa; o Dio, per cui la donna si unisce all’uomo, e la società domestica, istituita da principio, riceve quella benedizione che, unica, non fu tolta per la pena del peccato originale, né per la sentenza del diluvio; volgi lo sguardo propizio sopra questa tua serva, la quale nell’atto di unirsi in matrimonio desidera munirsi della tua protezione. Sia in lei il vincolo dell’amore e della pace; casta e fedele si sposi in Cristo, e imiti sempre le sante donne. Sia cara al suo sposo come Rachele, saggia come Rebecca, di lunga vita e fedele come Sara; nelle sue azioni non possa far nulla l’autore della prevaricazione; sia ferma nella fede e nei comandamenti; unita a un solo marito, fugga le illecite relazioni; munisca la sua debolezza con la forza della disciplina; sia grave nella verecondia, venerabile nel pudore; istruita nella dottrina celeste; sia feconda di prole, sia stimata ed innocente,e giunga al riposo dei beati e al regno celeste. Vedano ambedue i figli dei loro figli sino alla terza e quarta generazione, e raggiungano l’anelata vecchiaia. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Quindi il sacerdote si gira in mezzo all’altare e dice: Libera nos, quæsumus, Dómine, e il resto more solito; e dopo aver assunto il Sangue, comunica lo sposo e la sposa, e prosegue la Messa.

COMMUNIO
Ps. 127,4 et 6
Ecce, sic benedicétur omnis homo, qui timet Dóminum: et vídeas filios filiórum tuórum: pax super Israel. (T.P. Allelúja.)

Ecco come sarà benedetto ogni uomo che teme il Signore: e possa tu vedere i figli dei tuoi figli. Sia pace su Israele! (T.P. Alleluia.)

POSTCOMMUNIO
Oremus
Quæsumus, omnípotens Deus: institúta providéntiæ tuæ pio favóre comitàre; ut, quos legitima societàte connéctis, longeva pace custódias. Per Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum: Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Accompagna, o Dio onnipotente, col favore della tua bontà le istituzioni della tua provvidenza, e conserva in lunga pace quelli da te uniti in legittima società. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Dopo aver detto l’Ite, missa est o il Benedicamus Domino il sacerdote prima di benedire il popolo, rivolto allo sposo e alla sposa, dice:

Deus Abraham, Deus Isaac et Deus Jacob sit vobíscum: et ipse adímpleat benedictiónem suam in vobis: ut videatis filios filiórum vestrórum usque ad tértiam et quartam generatiónem, et póstea vitam ætérnam habeatis sine fine: adiuvante Dómino nostro Jesu Christo, qui cum Patre et Spíritu Sancto vivit et regnat Deus, per ómnia sæcula sæculórum. Amen.

Iddio d’Abramo, Iddio d’Isacco, Iddio di Giacobbe sia con voi: Egli compia in voi la sua benedizione, perché vediate i figli dei vostri figli fino alla terza e quarta generazione e dopo abbiate per sempre la vita eterna: con l’aiuto di nostro Signor Gesù Cristo che col Padre e lo Spirito Santo vive e regna Dio, nei secoli dei secoli. Amen.

Il sacerdote ammonisca con parole gravi gli sposi perché rimangano nel timore di Dio, amandosi a vicenda, conservando la reciproca fedeltà e la castità coniugate, e con impegno educhino i figli nella religione cattolica.
Dopo aver detto: Plàceat tibi, sancta Trínitas, li asperge con l’acqua benedetta e da la benedizione.
Il sacerdote asperge gli sposi, dicendo:
  
Benedíctio Dei omnipoténtis, Patris et Filii    et Spiritus sancti descéndat super vos et maneat semper. Amen.

Ite in pace, et Dóminus sit semper vobiscum. Amen.

Poi  legge come al solito Initium Evangelii secundum Joannem.







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