martedì 30 gennaio 2018

Martedì di Settuagesima : L'ORAZIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO NELL'ORTO DEGLI ULIVI

Il lungo periodo che dalla Domenica di Settuagesima ci porta a Pasqua prevede la contemplazione dei misteri della Passione del Signore e la venerazione degli strumenti impiegati durante la medesima. Si inizia, il Martedì di Settuagesima, col mistero dell’Orazione e Agonia di Gesù Cristo nell’Orto di Getsemani. Così  sant'Alfonso ci fa contemplare questo mistero:
«Il nostro amante Redentore, venuta l'ora della sua morte, si portò nell'orto di Getsemani, in cui da se stesso diede principio alla sua amarissima Passione con dar licenza al timore, al tedio e alla mestizia, che venissero a tormentarlo: Coepit pavere, taedere et maestus esse (Marc. XIV, 33; Matth. XXVI, 37).1 Cominciò dunque a sentire un gran timore e tedio della morte e delle pene che doveano accompagnarla. Se gli rappresentarono allora i flagelli, le spine, i chiodi, la croce, e non già l'uno dopo l'altro, ma tutti insieme vennero ad affliggerlo, e specialmente se gli fece innanzi quella morte desolata, che dovea patire abbandonato da ogni conforto umano e divino. Sicché atterrito alla vista dell'orrido apparato di tanti strazi ed ignominie, prega l'Eterno Padre che ne lo liberi: Pater mi, si possibile est, transeat a me calix iste (Matth. XXVI, 29). Ma come? non era Gesù quegli che tanto avea desiderato di patire e morire per gli uomini, dicendo: Baptismo habeo baptizari, et quomodo coarctor usquedum perficiatur? (Luc. XII, 50). E come poi così teme queste pene e questa morte? Ah che ben egli volea morire per noi: ma acciocché non pensassimo ch'esso per virtù della sua divinità morisse senza pena, perciò fece quella preghiera al Padre, per farci conoscere che non solo moriva per nostro amore, ma moriva con una morte sì tormentosa, che grandemente lo spaventava» (Sant’Alfonso Maria de Liguori, Meditazioni sulla Passione di Gesù Cristo per ciascun giorno della settimana, Pel Lunedì, I).




PROPRIUM MISSAE
Ex Appendice Missalis Romani pro aliquibus locis

(paramenti violacei)


INTROITUS
Ps. 54, 5-6.- Cor meum contritum est in me, et formido mortis cecidit super me. Timor et tremor venerunt super me.  ~~  Ps. 68, 2.- Salvum me fac, Deus, quoniam intraverunt aquæ usque ad animam meam.  ~~  Gloria  ~~  Cor meum contritum est in me, et formido mortis cecidit superme. Timor et tremor venerunt super me.


Ps. 54, 5-6.- Dentro di me freme il mio cuore, piombano su di me terrori di morte. Timore e spavento mi invadono.  ~~  Ps. 68, 2.-Salvami, o Signore: l'acqua è penetrata fino alla mia anima  ~~  Gloria ~~  Dentro di me freme il mio cuore, piombano su di me terrori di morte. Timore e spavento mi invadono.


ORATIO

Oremus

Domine Iesu Christe, qui in horto verbo et exemplo nos orare docuisti, ad tentationum pericula superanda: concede propitius, ut nos, orationi semper intenti, eius copiosum fructum consequi mereamur: Qui vivis et regnas cum Deo Patre in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.


Signore Gesù Cristo che nell’orto, con le parole e con l’esempio, ci insegasti a pregare per superare le tentazioni: concedici, propizio, che sempre intenti all’orazione, meritiamo di conseguirne il frutto: Tu che sei Dio e vivi e regni con Dio Padre nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen


LECTIO

Lectio Epistolæ beati Pauli Apostoli ad Hebræos

Hebr. 5, 5-10

Fratres: Christus non semetipsum clarificavit, ut Pontifex fieret. Sed qui locutus est ad eum: Filius meus es tu, ego hodie genui te. Quæmadmodum et in alio loco dicit: Tu es Sacerdos in æternum secundum ordinem Melchisedech. Qui in diebus carnis suæ preces supplicationesque ad eum, qui possit illum salvum facere a morte, cum clamore valido et lacrimis offerens, exauditus est pro sua reverentia: et quidem, cum esset Filius Dei, didicit ex iis, quæ passust est, obœdientiam: et consummatus, factus est omnibus obtemperantibus sibi causa salutis æternæ, appellatus a Deo Pontifex iuxta ordinem Melchisedech.


Fratelli, Cristo non si attribuì la gloria di Pontefice, ma gliela conferì colui che gli disse: “Mio Figlio sei tu, oggi ti ho generato”. Come in un altro passo dice: “Tu sei Sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchisedek”. Proprio per questo nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà; pur essendo Figlio di Dio, imparò tuttavia l'obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio Pontefice giusta l’ordine di Melchisedek.


GRADUALE

Ps. 87, 4-5

Repleta est malis anima mea, et vita mea inferno appropinquavit.

V. Æstimatus sum cum descendentibus in lacum, factus sum sicut homo sine adiutorio.


Io sono colmo di sventure, la mia vita è vicina all’inferno.

V. Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, sono come un uomo senza aiuto.


TRACTUS

Ps. 68, 17 et 18

Exaudi me, Domine, quoniam benigna est misericordia tua.

V. Et ne avertas faciem tuam a puero tuo: quoniam tribulor, velociter exaudi me.

Ps. 21, 12

V. Ne discesseris a me: quoniam tribulatio proxima est: quoniam non est qui adiuvet.


Rispondimi, Signore, benefica è la tua grazia; volgiti a me nella tua grande tenerezza.

V. Non nascondere il volto al tuo servo, sono in pericolo: presto, rispondimi.

V. Da me non stare lontano, poiché l'angoscia è vicina e nessuno mi aiuta.


EVANGELIUM

Sequentia  sancti Evangelii secundum Lucam

Luc. 22, 39-44

In illo tempore: Egressus Iesus ibat secundum consuetudinem in montem Olivarum. Secuti sunt autem illum et discipuli. Et cum pervenisset ad locum, dixit illis: Orate, ne intretis in tentationem. Et ipse avulsus est ab eis, quantum iactus est lapidis, et positis genibus orabat, dicens: Pater, si vis, transfer calicem istum a me: veruntamen non mea voluntas, sed tua fiat. Apparuit autem illi Angelus de cœlo, confortans eum. Et factus in agonia, prolixus orabat. Et factus est sudor eius sicut guttæ  sanguinis decurrentis in terram.


In quel tempo, Gesù, uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra.



Credo



OFFERTORIUM

Ps. 68,2

Salvum me fac, Domine: quoniam intraverunt aquæ usque ad animam meam.


Salvami, o Signore: l'acqua è penetrata fino alla mia anima


SECRETA

Huius sancti sacrificii meritis fac nos, quæsumus, Domine, divina institutione formatos curam orationi tam efficaciter impendere: ut Iesus Christus Filius tuus, in exitu nostro vigiles nos et a culpa solutos inveniat: Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.


Per i meriti di questo sacrificio fa’, o Signore, che noi, formati da una istruzione divina, ci applichiamo all’orazione affinché Gesù Cristo tuo Figlio ci trovi vigili e senza colpa al momento della nostra morte: Egli che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen


COMMUNIO

Matth. 26, 41

Vigilate et orate, ut non intretis in tentationem: spiritus quidem promptus est, caro autem infìrma.


Vegliate e pregate per non cadere in tentazione: infatti lo spirito è pronto, ma la carne è debole


POSTCOMMUNIO

Oremus

Refecti alimonia cœlesti, supplices te rogamus, Pater omnipotens: ut, per Unigeniti Filii tui orationis virtutem, nos in tantis corporis et animæ periculis constituti, ad cœlestia regna secure pervenire mereamur. Per eundem Dominum nostrum Iesum Christum Filium tuum: Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.


Preghiamo

Ristorati da un celeste alimento, ti preghiamo supplichevoli, o Padre onnipotente, che noi che ci troviamo fra tanti pericoli dell’anima e del corpo, meritiamo di giungere con sicurezza al regno dei cieli mediante la forza dell’Orazione del tuo Unigenito Figlio. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.


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