martedì 13 febbraio 2018

Martedì di Sessagesima: COMMEMORAZIONE DELLA PASSIONE DEL SIGNORE

Il Martedì di Sessagesima la devozione del Missale Romanum prevede la solenne Commemorazione della Passione di nostro Signor Gesù Cristo. A differenza delle varie feste in onore degli strumenti della Passione, sviluppatesi nel Medioevo, questa è più recente: appare la prima volta nel Breviarium di Meissen  (Sassonia) nel 1517. Dopo la tempesta del Luteranesimo che spazzò via queste devozioni quaresimali, fu san Paolo della Croce (1694-1775), fondatore dei Passionisti, a farsi promotore di questa festa il cui Ufficio fu composto da Monsignor Tommaso Struzzieri (1706-1780), vescovo di Todi, parimenti Passionista. Pio VI approvò l'officio concedendolo alla Congregazione della Passione e Croce col grado doppio di prima classe con ottava. Questa commemorazione, sempre col medesimo grado, fu fatta propria anche dai vari calendari liturgici diocesani.





PROPRIUM MISSAE
Ex Appendice Missalis Romani pro aliquibus locis

Duplex Iae classis cum octava


INTROITUS
Philipp. 2, 8-9.- Humiliavit semetipsum Dominus Iesus Christus usque ad mortem, mortem autem crucis: propter quos et Deus exaltavit illum, et donavit illi nomen quod est super omne nomen.  ~~  Ps 88, 2.- Misericordias Domini in æternum cantabo: in generationem et generationem annuntiabo veritatem tuam in ore meo  ~~   Gloria  ~~  Humiliavit semetipsum Dominus Iesus Christus usque ad mortem, mortem autem crucis: propter quos et Deus exaltavit illum, et donavit illi nomen quod est super omne nomen.

Philipp. 2, 8-9.- Il Signore Gesù Cristo si umiliò fino alla morte ed alla morte di croce: per questo Iddio lo esaltò e gli diede il Nome che è al disopra di ogni nome   ~~  Ps 88, 2.- Canterò in eterno le misericordie del Signore: di generazione in generazione annunzierò la tua fedeltà  ~~  Gloria  ~~  Il Signore Gesù Cristo si umiliò fino alla morte ed alla morte di croce: per questo Iddio lo esaltò e gli diede il Nome che è al disopra di ogni nome

ORATIO
Oremus
Omnipotens sempiterne Deus, qui humano generi, ad imitandum humilitatis exemplum, Salvatorem nostrum carnem sumere et crucem subire fecisti: ut, sicut solemnem Commemorationem Passionis eius celebramus, ita et patientiæ ipsius habere documenta et resurrectionis consortia mereamur. Per eundem Dominum nostrum Iesum Christum Filium tuum: Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.

Preghiamo.
Onnipotente ed eterno Dio, che per dare al genere umano un esempio d'umiltà da imitare, volesti che il Salvatore nostro s'incarnasse e subisse la morte di Croce: propizio concedi a noi, che celebriamo la solenne commemorazione della sua Passione, il merito di accogliere gli insegnamenti della sua pazienza, e di partecipare alla sua risurrezione. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Lectio Zachariæ Prophetæ
Zach 12, 10-11; 13, 6-7
Hæc dicit Dominus: Effundam super domum Davis, et super habitatores Ierusalem spiritum gratiæ et precum: et aspicient ad me, quem tranfixerunt: et plangent eum planctu quasi super unigenitum, et dolebunt super eum, ut doleri solet in morte primogeniti. In die illa magna erit planctus in Ierusalem, et dicetur: Quid sunt plagæ istæ in medio manuum tuarum? Et dicet: His plagatus sum in domo eorum, qui diligebant me. Framea, suscitare super pastorem meum, et super virum cohærentem mihi, dicit Dominus exercituum: percute pastorem, et dispergentur oves: ait Dominus omnipotens.

Così dice il Signore: Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito. In quel giorno grande sarà il lamento in Gerusalemme e gli si dirà: «Perché quelle piaghe in mezzo alle tue mani?», egli risponderà: «Queste le ho ricevute in casa dei miei amici». Insorgi, spada, contro il mio pastore, contro colui che è mio compagno. Oracolo del Signore degli eserciti. Percuoti il pastore e sia disperso il gregge. Oracolo del Signore Iddio.

GRADUALE
Ps 68, 21-22
Improperium expectavi cor meum et miseriam: et sustinui, qui mecum contristaretur et non fuit: consolantem me quaesivi et non inveni.
V. Dederunt in escam meam fel, et in siti mea potaverunt me aceto.

Il cuor mio si aspettava l’oltraggio e l’afflizione. Attesi chi si dolesse meco, ma non vi fu nessuno; cercai chi mi consolasse, ma non lo trovai.
VHanno messo nel mio cibo veleno e quando avevo sete mi hanno dato aceto.

TRACTUS
Is 53, 4-5
Vere languores nostros ipse tulit et dolores nostros ipse portavit
VEt nos putavimus eum quasi leprosum et percussum a Deo et humiliatum.
V. Ipse autem vulneratus est propter iniquitates nostras, attritus est propter scelera nostra.
V.  Disciplina pacis nostræ super eum: et livore eius sanati sumus.

Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori.
V.  Noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.
V. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità.
V.  Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.

EVANGELIUM
Sequentia    sancti  Evangelii secundum Ioannem
Ioann 19, 28-35
In illo tempore: Sciens Iesus, quia omnia consummata sunt, ut consummaretur Scriptura, dixit: Sitio. Vas ergo erat positum aceto plenum. Illi autem spongiam plenam acero, hyssopo circumponentes, obtulerunt ori eius. Cum ergo accepisset Iesus acetum, dixit: Consummatum est. Et inclinato capite tradidit spirius. Iudæi ergo (quoniam Parasceve erat), ut non remanerent in croce corpora sabbato (erat enim magnus dies ille sabbati) rogaverunt Pilatum, ut frangerentur eorum crura et tollerntur. Venerunt ergo milites: et primi quidem fregerunt crura et alterius, qui crucifixus est cum eo. Ad Iesum autem venissent, ut viderunt eum iam mortuum, non fregerunt eius crura, sed unus militum lancea latus eius aperuit, et continuo exivit sanguis et aqua. Et qui vidit, testimoniom perhibuit: et verum est testimonium eius.

In quel tempo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò. Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era gia morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera.


Credo


OFFERTORIUM
Insurrexerunt in me viri iniqui: absque misericordia quæsierunt me interficere: et non pepercerunt in faciem meam spuere: lanceis suis vulneraverunt me

Gli uomini iniqui insorsero contro di me: mi vollero uccidere senza misericordia alcuna; non si astennero dallo sputarmi in faccia e mi ferirono con le loro lance.

SECRETA
Oblatum tibi, Domine, sacrificium, intercedente Unigeniti Filii tui passione, vivificet nos semper et muniat: Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.

Il sacrificio che ti offriamo, o Signore, ci vivifichi sempre e ci custodisca, per la mediazione del tuo Figlio Unigenito: Egli che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

COMMUNIO
Ps 21, 17-18
Foderunt manus meas et pedes meos: dinumeraverunt omnia ossa mea.

Perforarono le mie mani ed i miei piedi: hanno contato tutte le mie ossa.

POSTCOMMUNIO
Oremus
Domine Iesu Christe, Fili Dei vivi, qui hora sexta pro redemptione mundi Crucis patibulum ascendisti, et Sanguinem tuum pretiosum in remissionem peccatorum nostrorum fudisti, Te humiliter deprecamur; ut, post obitum nostrum, paradisi ianuas nos gaudenter introire concedas: Qui vivis et regnas cum Deo Patre in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.

Preghiamo
Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivente, che all’ora sesta salisti sul patibolo della Croce per la redenzione del mondo, e per la remissione dei peccati spargesti il tuo preziosissimo Sangue, ti supplichiamo umilmente di aprirci le porte del Paradiso dopo la nostra morte: Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.


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