venerdì 2 febbraio 2018

Primo venerdì del mese : Promesse e Messa votiva del Sacro Cuore

Il culto del popolo cristiano verso il Sacratissimo Cuore di Gesù, volto ad adorare il Cuore carneo del Redentore e il suo immenso amore per gli uomini, ha le sue basi nell’insegnamento di sant’Alberto Magno (1200-1280), san Bonaventura (1221-1274), santa Geltrude (1256-1302), del beato Enrico Susone (1295-1366), di santa Caterina da Siena (1347-1380),  san Pietro Canisio (1521-1597), san Francesco di Sales (1567-1622). A san Giovanni Eudes (1601-1680) si deve la composizione del primo ufficio liturgico in onore del Divin Cuore, la cui festa fu per la prima volta celebrata, col beneplacito di molti Vescovi della Francia, il 20 ottobre 1672. Quando il Signore apparve a santa Margherita Maria tra il 1673 e il 1676 richiese che fosse istituita una speciale festa del Sacratissimo suo Cuore da celebrarsi ogni anno il Venerdì dopo l’Ottava del Corpus Domini. Il che avvenne quando Pio IX, il 23 agosto 1856, estese a tutta la Chiesa la festa del Sacratissimo Cuore di Gesù, già approvata da Clemente XIII nel 1765. Leone XIII il 25 maggio 1899 consacrò al Sacro Cuore di Gesù la Chiesa e tutto il genere umano (vedi qui). Pio XI, devotissimo cultore e propagatore del Sacro Cuore, dotò la festa di nuovi testi e la elevò a rito doppio di I classe con ottava. Pio XII infine il 15 maggio 1956 dedicò al culto del Sacro Cuore la monumentale Enciclica "Haurietis aquas" .



Gesù benedetto, apparendo - come sopra si è detto - a santa Margherita Maria Alacoque e mostrandole il suo Cuore splendente come il sole di fulgidissima luce, fece le seguenti promesse per i suoi devoti:
1. Io darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato
2. Metterò e conserverò la pace nelle loro famiglie
3. Li consolerò in tutte le loro pene
4. Sarò loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte
5. Spanderò copiose benedizioni su di ogni loro impresa
6. I peccatori troveranno nel mio Cuore la sorgente e l'oceano infinito della misericordia
7. Le anime tiepide si infervoreranno
8. Le anime fervorose giungeranno in breve tempo a grande perfezione
9. La mia benedizione poserà anche sulle case dove sarà esposta ed onorata l'immagine del mio Cuore
10. Ai sacerdoti io darò la grazia di commuovere i cuori più induriti
11. Le persone che propagheranno questa devozione, avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà cancellato mai.
12. A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo venerdì d'ogni mese, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.
La dodicesima promessa è detta "grande", perché rivela la divina misericordia del Sacro Cuore verso l'umanità.
Queste promesse fatte da Gesù sono state autenticate dall'autorità della Chiesa, in modo che ogni cristiano può credere con sicurezza alla fedeltà del Signore che vuole tutti salvi, anche i peccatori.
Per rendersi degni della Grande Promessa è necessario:
1. Accostarsi alla Comunione. La Comunione va fatta bene, cioè in grazia di Dio; quindi, se si è in peccato mortale, bisogna premettere la confessione.
2. Per nove mesi consecutivi. Quindi chi avesse incominciato le Comunioni e poi per dimenticanza, malattia,ecc. ne avesse tralasciata anche una sola, deve incominciare da capo.
3. Ogni primo venerdì del mese. La pia pratica si può iniziare in qualsiasi mese dell'anno.
4. Se per malattia, lavoro, viaggio si dovesse saltare un venerdì, bisogna ricominciare.



La messa votiva del Sacratissimo Cuore di Gesù si può dire ogni primo venerdì del mese e ogni venerdì della settimana, sempre che il giorno non sia già occupato da un officio proprio.

INTROITUS

Ps 32:11; 32:19.- Cogitatiónes Cordis eius in generatióne et generatiónem: ut éruat a morte ánimas eórum et alat eos in fame.  ~~  Ps 32:1.- Exsultáte, iusti, in Dómino: rectos decet collaudátio.  ~~  Glória  ~~  Cogitatiónes Cordis eius in generatióne et generatiónem: ut éruat a morte ánimas eórum et alat eos in fame.


Ps 32:11; 32:19.- I disegni del Cuore del Signore durano in eterno: per strappare le anime dalla morte e sostentarle nella carestia.  ~~  Ps 32:1.- Esultate nel Signore, o giusti, la lode conviene ai retti.  ~~  Gloria  ~~  I disegni del Cuore del Signore durano in eterno: per strappare le anime dalla morte e sostentarle nella carestia.



Gloria



ORATIO

Orémus.

Deus, qui nobis in Corde Fílii tui, nostris vulneráto peccátis, infinítos dilectiónis thesáuros misericórditer largíri dignáris: concéde, quaesumus; ut, illi devótum pietátis nostræ præstántes obséquium, dignæ quoque satisfactiónis exhibeámus offícium.  Per eundem Dominum nostrum Iesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Preghiamo.

O Dio, che nella tua misericordia Ti sei degnato di elargire tesori infiniti di amore nel Cuore del Figlio Tuo, ferito per i nostri peccati: concedi, Te ne preghiamo, che, rendendogli il devoto omaggio della nostra pietà, possiamo compiere in modo degno anche il dovere della riparazione.Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.


LECTIO

Léctio Epístolæ beáti Pauli Apóstoli ad Ephésios.

Eph 3:8-19

Fratres: Mihi, ómnium sanctórum mínimo, data est grátia hæc, in géntibus evangelizáre investigábiles divítias Christi, et illumináre omnes, quæ sit dispensátio sacraménti abscónditi a saeculis in Deo, qui ómnia creávit: ut innotéscat principátibus et potestátibus in coeléstibus per Ecclésiam multifórmis sapiéntia Dei, secúndum præfinitiónem sæculórum, quam fecit in Christo Iesu, Dómino nostro, in quo habémus fidúciam et accéssum in confidéntia per fidem eius. Huius rei grátia flecto génua mea ad Patrem Dómini nostri Iesu Christi, ex quo omnis patérnitas in coelis ei in terra nominátur, ut det vobis, secúndum divítias glóriæ suæ, virtúte corroborári per Spíritum eius in interiórem hóminem, Christum habitáre per fidem in córdibus vestris: in caritáte radicáti et fundáti, ut póssitis comprehéndere cum ómnibus sanctis, quæ sit latitúdo, et longitúdo, et sublímitas, et profúndum: scire étiam supereminéntem sciéntiæ caritátem Christi, ut impleámini in omnem plenitúdinem Dei.


Fratelli: A me, il minimo di tutti i santi è stata data questa grazia di annunziare tra le genti le incomprensibili ricchezze di Cristo, e svelare a tutti quale sia l’economia del mistero nascosto da secoli in Dio, che ha creato tutte cose: onde i principati e le potestà celesti, di fronte allo spettacolo della Chiesa, conoscano oggi la multiforme sapienza di Dio, secondo la determinazione eterna che Egli ne fece in Cristo Gesù, Signor nostro: nel quale, mediante la fede, abbiamo l’ardire di accedere fiduciosamente a Dio. A questo fine piego le mie ginocchia dinanzi al Padre del Signor nostro Gesù Cristo, da cui tutta la famiglia e in cielo e in terra prende nome, affinché conceda a voi, secondo l’abbondanza della sua gloria, che siate corroborati in virtù secondo l’uomo interiore per mezzo del suo Spirito. Cristo abiti nei vostri cuori mediante la fede, affinché, ben radicati e fondati nella carità, possiate con tutti i santi comprendere quale sia la larghezza, la lunghezza e l’altezza e la profondità di quella carità di Cristo che sorpassa ogni concetto, affinché siate ripieni di tutta la grazia di cui Dio è pienezza inesauribile.


GRADUALE

Ps 24:8-9

Dulcis et rectus Dóminus: propter hoc legem dabit delinquéntibus in via.

V. Díriget mansúetos in iudício, docébit mites vias suas.


Il Signore è buono e retto, per questo addita agli erranti la via.

V. Guida i mansueti nella giustizia e insegna ai miti le sue vie.


Nel tempo fra l'anno, dopo il Graduale si dice l'Alleluia

Allelúia, allelúia. 

Matth. 11, 29

Tóllite iugum meum super vos, et díscite a me, quia mitis sum et húmilis Corde, et inveniétis réquiem animábus vestris. Allelúia.


Alleluia, alleluia. Prendete sopra di voi il mio giogo ed imparate da me, che sono mite ed umile di Cuore, e troverete riposo alle vostre anime. Alleluia


Dopo la Settagesima, dopo il Graduale, omessa l'Alleluia, si dice il Tratto

Ps. 102, 8-10

Misericors et miserator Dominus, longanimis et multum misericors.

V. Non in perpetuum irascetur, neque in aeternum comminabitur.

V. Non secundum peccata nostra fecit nobis, neque secundum

iniquitates nostras retribuit nobis.


Buono e pietoso è il Signore, lento all'ira e grande nell'amore.

V. La sua ira non dura in perpetuo, né  si conserva in eterno.

V. Non ci trattò secondo i nostri peccati, non ci ripagò secondo le nostre colpe.


Nel tempo fra l'anno, dopo il Graduale si dice l'Alleluia

Allelúia, allelúia. 

Matth. 11, 29

Tóllite iugum meum super vos, et díscite a me, quia mitis sum et húmilis Corde, et inveniétis réquiem animábus vestris. Allelúia.


Alleluia, alleluia. Prendete sopra di voi il mio giogo ed imparate da me, che sono mite ed umile di Cuore, e troverete riposo alle vostre anime. Alleluia


Nel Tempo di Pasqua, omesso il Graduale, si dice solo l'Alleluia

Allelúia, allelúia. 

Matth. 11, 29

Tóllite iugum meum super vos, et díscite a me, quia mitis sum et húmilis Corde, et inveniétis réquiem animábus vestris. Allelúia.

Venite ad me, omnes qui laboratis et onerati estis, et ego reficiam vos. Alleluia.


Alleluia, alleluia. 

Prendete sopra di voi il mio giogo ed imparate da me, che sono mite ed umile di Cuore, e troverete riposo alle vostre anime. Alleluia

Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi ed io vi ristorerò. Allelúia


EVANGELIUM

Sequéntia    sancti Evangélii secúndum Ioánnem.

Io 19:11-37

In illo témpore: Iudaei - quóniam Parascéve erat, - ut non remanérent in cruce córpora sábbato - erat enim magnus dies ille sábbati, - rogavérunt Pilátum, ut frangeréntur eórum crura, et tolleréntur. Venérunt ergo mílites: et primi quidem fregérunt crura et alteríus, qui crucifíxus est cum eo. Ad Iesum autem cum veníssent, ut vidérunt eum iam mórtuum, non fregérunt eius crura, sed unus mílitum láncea latus eius apéruit, et contínuo exívit sanguis et aqua. Et qui vidit, testimónium perhíbuit: et verum est testimónium eius. Et ille scit quia vera dicit, ut et vos credátis. Facta sunt enim hæc ut Scriptúra implerétur: Os non comminuétis ex eo. Et íterum alia Scriptúra dicit: Vidébunt in quem transfixérunt.


In quel tempo: I Giudei, siccome era la Parasceve, acciocché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato - era un gran giorno quel sabato - pregarono Pilato che fossero rotte loro le gambe e fossero deposti. Andarono dunque i soldati e ruppero le gambe ad entrambi i crocifissi al fianco di Gesù. Giunti a Gesù, e visto che era morto, non gli ruppero le gambe: ma uno dei soldati gli aprì il fianco con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua. E chi vide lo attesta: testimonianza verace di chi sa di dire il vero: affinché voi pure crediate. Tali cose sono avvenute affinché si adempisse la Scrittura: Non romperete alcuna delle sue ossa. E si avverasse l’altra Scrittura che dice: Volgeranno gli sguardi a colui che hanno trafitto.


OFFERTORIUM

Ps 68:21

Impropérium exspectávi Cor meum et misériam: et sustínui, qui simul mecum contristarétur, et non fuit: consolántem me quæsívi, et non invéni.


Obbrobrii e miserie si aspettava il mio Cuore; ed attesi chi si rattristasse con me: e non vi fu; cercai che mi consolasse e non lo trovai.


Nel Tempo Pasquale si dice:

Ps. 39, 7-9

Holocaustum et pro peccato non  postulasti; tunc dixi: Ecce venio. In capite libri scriptum est de me, ut facerem voluntatem tuam: Deus meus,volui et legem tuam in medio Cordis mei, alleluia.


Non hai chiesto olocausto per la colpa.Allora ho detto: «Ecco, io vengo.Sul rotolo del libro di me è scritto, che io faccia il tuo volere. Mio Dio, questo io desidero, la tua legge è nel profondo del mio cuore». Alleluia


SECRETA

Réspice, quaesumus, Dómine, ad ineffábilem Cordis dilécti Fílii tui caritátem: ut quod offérimus sit tibi munus accéptum et nostrórum expiátio delictórum. Per eundem Dominum nostrum Iesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Guarda, Te ne preghiamo, o Signore, all’ineffabile carità del Cuore del Tuo Figlio diletto: affinché l’offerta che Ti facciamo sia gradita a Te e giovi ad espiazione dei nostri peccati.  Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.


PRAEFATIO DE SACRATISSIMO CORDE IESU

Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere: Dómine sancte, Pater omnípotens, ætérne Deus: Qui Unigénitum tuum, in Cruce pendéntem, láncea mílitis transfígi voluísti: ut apértum Cor, divínæ largitátis sacrárium, torréntes nobis fúnderet miseratiónis et grátiæ: et, quod amóre nostri flagráre numquam déstitit, piis esset réquies et poeniténtibus pater et salútis refúgium. Et ídeo cum Angelis et Archángelis, cum Thronis et Dominatiónibus cumque omni milítia coeléstis exércitus hymnum glóriæ tuæ cánimus, sine fine dicéntes:


È veramente degno e giusto, conveniente e salutare, che noi, sempre e in ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Eterno Iddio: Che hai voluto che il tuo Unigenito, pendente dalla croce, fosse trafitto dalla lancia del soldato, così che quel cuore aperto, sacrario della divina clemenza, effondesse su di noi torrenti di misericordia e di grazia; e che esso, che mai ha cessato di ardere d’amore per noi, fosse pace per le anime pie e aperto rifugio di salvezza per le anime penitenti. E perciò con gli Angeli e gli Arcangeli, con i Troni e le Dominazioni, e con tutta la milizia dell’esercito celeste, cantiamo l’inno della tua gloria, dicendo senza fine


COMMUNIO

Ioannes 19:34

Unus mílitum láncea latus eius apéruit, et contínuo exívit sanguis et aqua.


Uno dei soldati gli aprì il fianco con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua.


Nel Tempo Pasquale si dice:

Io. 7, 37

Si quis sitit, veniat ad me et bibat, alleluia, alleluia.


Se qualcuno ha sete, venga a me e beva, alleluia, alleluia.


POSTCOMMUNIO

Orémus.

Praebeant nobis, Dómine Iesu, divínum tua sancta fervórem: quo dulcíssimi Cordis tui suavitáte percépta; discámus terréna despícere, et amáre coeléstia: Qui vivis et regnas cum Deo Patre, in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.


Preghiamo.

O Signore Gesù, questi santi misteri ci conferiscano il divino fervore, mediante il quale, gustate le soavità del tuo dolcissimo Cuore, impariamo a sprezzare le cose terrene e ad amare le cose celesti: Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.






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