mercoledì 23 maggio 2018

Apparizione di san Giacomo, Apostolo e Patrono delle Spagne

Il 23 maggio 844 a Clavijo l’esercito cristiano guidato da Ramiro I, Re delle Asturie, sconfiggeva le armate musulame dell’emiro Abd al-Rahman II ibn al-Hakam di al-Andalus. Secondo la tradizione l’esercito cristiano godette della presenza fra le sue fila di un soldato straordinario: l’Apostolo san Giacomo Maggiore, Santiago per gli Spagnuoli, che patrocinò la vittoria. Questa vittoriosa battaglia della Reconquista e l'apparizione, che diede al Santo l’appellativo di Matamoros (Ammazzamori), ebbero sanzione liturgica, celebrandosi ogni 23 maggio la festa dell’Apparizione di San Giacomo, Apostolo e Patrono delle Spagne.




INTROITUS

Ps 56, 4; 75, 4; 23,8.- Misit Dominus auxilium de cælo, et liberavit nos; dedit in opprobrium conculcantes nos, quia confregit potentiam inimicorum nostrorum. scutum, gladium, et bellum: Dominus fortis et potens, Dominus potens in prælio. (T.P. Alleluia, alleluia).  ~~  Ps 45, 2.- Deus noster refugium et virtus; adjutor in tribulationibus quæ invenerunt nos nimis.  ~~  Gloria  ~~  Misit Dominus auxilium de cælo, et liberavit me; dedit in opprobrium conculcantes nos, quia confregit potentiam inimicorum nostroru,scutum, gladium, et bellum: Dominus fortis et potens, Dominus potens in prælio. (T.P. Alleluia, alleluia).

Ps 56, 4; 75, 4; 23,8.- Il Signore ci ha inviato il suo aiuto dal cielo e ci ha liberati: svergognò coloro che mi conculcavano. Egli ha distrutta la potenza dei nostri nemici, lo scudo, la spada e la guerra. Il Signore e forte e potente, il Signore è potente nella battaglia. (T.P. Alleluia, alleluia).  ~~  Ps 45, 2.- Dio è nostro rifugio e nostra forza, aiuto sempre vicino nelle angosce.  ~~  Gloria  ~~  Il Signore ci ha inviato il suo aiuto dal cielo e ci ha liberati: svergognò coloro che mi conculcavano. Egli ha distrutta la potenza dei nostri nemici, lo scudo, la spada e la guerra. Il Signore e forte e potente, il Signore è potente nella battaglia. (T.P. Alleluia, alleluia).



Gloria


ORATIO

Oremus

Deus,qui Hispaniarum gentem beato Iacobo Apostolo tuo protegendam misericorditer tribuisti, et per eum ab imminenti exito mirabiliter liberasti: concede, quæsumus; ut, eodem protegente, pace perfruamur æterna. Per Dominum nostrum Iesum Christum Filium tuum: Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.


Preghiamo
O Dio che hai misericordiosamente assegnato al tuo Santo Apostolo Giacomo la protezione i popoli delle Spagne, e per mezzo suo li hai mirabilmente liberati dall’imminente morte: concedici, te ne preghiamo, di godere, mercé la sua protezione, della pace eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen


LECTIO

Lectio libri Machabæorum

2 Mach. 15, 7-11 et 17-27

In diebus illis: Machabæus autem semper confidebat cum omni spe auxilium sibi a Deo affuturum: et hortabatur suos ne formidarent ad adventum nationum, sed in mente haberent adjutoria sibi facta de cælo, et nunc sperarent ab Omnipotente sibi affuturam victoriam. Et allocutus eos de lege et prophetis, admonens etiam certamina quæ fecerant prius, promptiores constituit eos: et ita animis eorum erectis simul ostendebat gentium fallaciam, et juramentorum prævaricationem. Singulos autem illorum armavit, non clypei et hastæ munitione, sed sermonibus optimis et exhortationibus, exposito digno fide somnio, per quod universos lætificavit. Exhortati itaque Iudæ sermonibus bonis valde, de quibus extolli posset impetus, et animi iuvenum confortari, statuerunt dimicare et confligere fortiter: ut virtus de negotiis iudicaret, eo quod civitas sancta et templum periclitarentur. Erat enim pro uxoribus et filiis, itemque pro fratribus et cognatis, minor sollicitudo : maximus vero et primus pro sanctitate timor erat templi. Sed et eos qui in civitate erant, non minima sollicitudo habebat pro his qui congressuri erant. Et cum jam omnes sperarent iudicium futurum, hostesque adessent atque exercitus esset ordinatus, bestiæ equitesque opportuno in loco compositi, considerans Machabæus adventum multitudinis, et apparatum varium armorum, et ferocitatem bestiarum, extendens manus in cælum, prodigia facientem Dominum invocavit, qui non secundum armorum potentiam, sed prout ipsi placet, dat dignis victoriam. Dixit autem invocans hoc modo: Tu Domine, qui misisti angelum tuum sub Ezechia rege Iuda, et interfecisti de castris Sennacherib centum octoginta quinque millia: et nunc, dominator cælorum, mitte angelum tuum bonum ante nos in timore et tremore magnitudinis brachii tui, ut metuant qui cum blasphemia veniunt adversus sanctum populum tuum. Et hic quidem ita peroravit. Nicanor autem et qui cum ipso erant, cum tubis et canticis admovebant. Iudas vero et qui cum eo erant, invocato Deo, per orationes congressi sunt: manu quidem pugnantes, sed Dominum cordibus orantes, prostraverunt non minus triginta quinque millia, præsentia Dei magnifice delectati.


In quei giorni, il Maccabeo era costantemente convinto e pienamente fiducioso di trovare protezione da parte del Signore. Esortava i suoi uomini a non temere l'attacco dei pagani, ma a tener fissi in mente gli aiuti che in passato erano venuti loro dal Cielo e ad aspettare ora la vittoria che sarebbe stata loro concessa dall'Onnipotente. Confortandoli così con le parole della legge e dei profeti e ricordando loro le lotte che avevano gia condotte a termine, li rese più coraggiosi. Avendo così stimolato i loro sentimenti, espose e denunziò la malafede dei pagani e la violazione dei giuramenti. Dopo aver armato ciascuno di loro non tanto con la sicurezza degli scudi e delle lance quanto con il conforto delle egrege parole, li riempì di gioia, narrando loro un sogno degno di fede, anzi una vera visione. Esortati dalle bellissime parole di Giuda, capaci di spingere all'eroismo e di rendere virile anche l'animo dei giovani, decisero di non restare in campo, ma di intervenire coraggiosamente e decidere la sorte attaccando battaglia con tutto il coraggio, perché la città e le cose sante e il tempio erano in pericolo. Minore era il loro timore per le donne e i figli come pure per i fratelli e i parenti, poiché la prima e principale preoccupazione era per il tempio consacrato. Anche per quelli rimasti in città non era piccola l'angoscia, essendo tutti turbati per l'ansia del combattimento in campo aperto. Mentre tutti erano in attesa della prova imminente e i nemici gia avevano cominciato ad attaccare e l'esercito era in ordine di battaglia e gli elefanti erano piazzati in posizione opportuna e la cavalleria schierata ai lati, il Maccabeo dopo aver osservato le moltitudini presenti e la svariata attrezzatura delle armi e la ferocia delle bestie, alzò le mani al cielo e invocò il Signore che compie prodigi, convinto che non è possibile vincere con le armi, ma che egli concede la vittoria a coloro che ne sono degni, secondo il suo giudizio. Invocando il Signore, si esprimeva in questo modo: «Tu, Signore, inviasti il tuo angelo al tempo di Ezechia re della Giudea ed egli fece perire nel campo di Sennàcherib centottantacinquemila uomini. Anche ora, sovrano del cielo, manda un angelo buono davanti a noi per incutere paura e tremore. Siano atterriti dalla potenza del tuo braccio coloro che bestemmiando sono venuti qui contro il tuo santo tempio». Con queste parole egli terminò. Gli uomini di Nicànore avanzavano al suono delle trombe e degli inni di guerra. Invece gli uomini di Giuda con invocazioni e preghiere si gettarono nella mischia contro i nemici. In tal modo combattendo con le mani e pregando Dio con il cuore, travolsero non meno di tretacinquemila uomini, rallegrandosi grandemente per la manifesta presenza di Dio.


GRADUALE

Exodi 15,6

Dextera tua, Domine, magnificata est in fortitudine: dextera tua, Domine, percussit inimicum.

Ps 43, 8

Liberasti nos, Domine, ex affligentibus nos: et qui oderunt nos confudisti.


La tua destra, o Signore, ha dimostrato la sua sovragrande fortezza: la tua destra, o Signore, ha percosso il nemico

V. Ci hai liberati, o Signore, da coloro che ci affliggevano: hai confusi coloro che ci odiano


Nel tempo fra l'anno, dopo il Graduale, si dice
Alleluia, alleluia.

Ps 17, 40

Visitavit nos Dominus per sanctum suum Apostolum: præcinxit eum virtute ad bellum, et inimicos nostros superavit. Alleluia


Alleluia, alleluia.

Ci ha visitato il Signore, per mezzo del suo Santo Apostolo: lo ha cinto di forza per la guerra e prevalse dei nostri nemici. Alleluia


Nel tempo pasquale, omesso il Graduale, si dice
Alleluia, alleluia.
Isai 19, 20

Clamabunt enim ad Dominum a facie tribulantis, et mittet eis propugnatorem qui liberet eos.

Alleluia.

Ps 17, 40

Visitavit nos Dominus per sanctum suum Apostolum: præcinxit eum virtute ad bellum, et inimicos nostros superavit. Alleluia


Alleluia, alleluia.

Grideranno al Signore di fronte all’oppressore ed Egli manderà loro un difensore che li libererà.

Alleluia

Ci ha visitato il Signore, per mezzo del suo Santo Apostolo: lo ha cinto di forza per la guerra e prevalse dei nostri nemici. Alleluia


EVANGELIUM

Sequentia  sancti Evangelii secundum Matthæum

Matth. 20, 20, 23

In illo tempore: accessit ad Iesum mater filiorum Zebedæi cum filiis suis, adorans et petens aliquid ab eo. Qui dixit ei: Quid vis ? Ait illi: Dic ut sedeant hi duo filii mei, unus ad dexteram tuam, et unus ad sinistram in regno tuo. Respondens autem Iesus, dixit: Nescitis quid petatis. Potestis bibere calicem, quem ego bibiturus sum? Dicunt ei: Possumus. Ait illis: Calicem quidem meum bibetis: sedere autem ad dexteram meam vel sinistram non est meum dare vobis, sed quibus paratum est a Patre meo.


In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Dì che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli soggiunse: «Il mio calice lo berrete; però non sta a me concedere che vi sediate alla mia destra o alla mia sinistra, ma è per coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio».



Credo


OFFERTORIUM

Ps 45,9

Venite, et videte opera Domini, quæ posuit prodigia super terram,

auferens bella usque ad finem terræ. (T.P. Alleluia, alleluia).

Venite, vedete le opere del Signore, egli ha fatto portenti sulla terra. Farà cessare le guerre sino ai confini della terra. (T.P. Alleluia, alleluia).

SECRETA

Suscipe, Domine, munera, quæ pro sancti Iacobi Apostoli tui veratione deferimus: et concede propitius; ut perpetuo eiusdem patrocinio ab omnium inimicorum liberemur insidiid, et ad vitam perveniamus æternam. Per Dominum nostrum Iesum Christum filium tuum, qui tecum vivit regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.


Accogli, o Signore, i doni che ti presentiamo per venerare il tuo santo Apostolo Giacomo e concedici propizio di essere liberati, mercé il suo perpetuo patrocinio, dalle tutte le insidie dei nemici e di giungere alla vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen


COMMUNIO

Isai 42, 13

Sicut dux fortis egredietur, quasi vir prœliator suscitabit zelum; vociferabitur, et clamabit: super inimicos suos confortabitur. (T.P. Alleluia, alleluia).


Avanzerà come un prode, come un guerriero ecciterà il suo ardore; griderà, lancerà urla di guerra, si mostrerà forte contro i suoi nemici. (T.P. Alleluia, alleluia).

POSTCOMMUNIO

Oremus
Domine Deus, protector noster, qui per beatum Iacobum Apostolum tuum prodigia tuæ potentiæ contra hostes in te credentium mirabiliter ostendere dignatus es: concede, propitius; ut, perpetuo eiusdem auxilio, omnium adversariorum nostrorum superata nequitia, victoriam valeamus cantare. Per Dominum nostrum Iesum Christum filium tuum, qui tecum vivit regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.


Preghiamo

Signore Iddio, protettor nostro, che attraverso il tuo santo Apostolo Giacomo ti sei degnato di mostrare mirabilmente i miracoli della tua potenza contro i nemici di coloro che credono in te: concedici propizio, che mercè il suo perpetuo aiuto possiamo cantare vittoria dopo avere superata la nequizia dei nemici. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen



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